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Paritarie, Boscagli: "La maggioranza ha creato una guerra contro enti, famiglie, lavoratori"

"Se invece di grandi manovre di realpolitik interna la maggioranza avesse a cuore la realtà non ci troveremmo ad affrontare oggi il rischio del collasso del sistema educativo infantile"

Paritarie, Boscagli: "La maggioranza ha creato una guerra contro enti, famiglie, lavoratori"
Politica Lecco e dintorni, 06 Luglio 2022 ore 10:59

"Paritarie, lavoriamo nell'interesse delle famiglie". Questa la posizione espressa ieri, martedì 5 luglio 2022 dal centrosinistra lecchese, attraverso una nota ufficiale firmata da Alessio Dossi (AmbientalMente) Lecco,  Alberto Anghileri  (Con la Sinistra cambia Lecco), Matteo Ripamonti (Fattore Lecco)  e Antonio Pattarini (Partito Democratico) in merito al (travagliato) rinnovo della Convenzione tra il Comune di Lecco e l’Associazione delle Scuole dell'Infanzia Paritarie.  Dichiarazioni, quelle messe nere su bianco che hanno suscitato la reazione di Filippo Boscagli, consigliere di Lecco Ideale.

Paritarie, Boscagli: "La maggioranza ha creato una guerra contro enti, famiglie, lavoratori"

Difficile commentare il comunicato di maggioranza in merito alla Convenzione con le scuole materne. La più classica delle autocelebrazioni da segreteria di partito divisa in “cinque punti cardine” per voler nascondere una realtà drammaticamente diversa.
Il primo punto è semplicissimo, non diminuisce la cifra annua complessiva erogata dal Comune. Peccato che quei soldi per i prossimi 5 anni semplicemente non bastano. Eppure ci sono comuni virtuosi (e di sinistra) che erogano alle scuole cifre infinitamente più alte di quelle lecchesi. Quindi o si aumenta il contributo o si aumentano le rette o si chiude.
5 anni di durata dell’Accordo sarebbero una maggiore garanzia di stabilità? Certamente 5 anni sono meglio di 3, ma se il contributo non è indicizzato e già oggi non è sufficiente, nel 2027 con inflazione alle stelle e costi fissi che esplodono quel finanziamento sarà la morte delle scuole.
Si rinvestono i fondi non riconosciuti nel caso di calo di iscrizioni. Non è certo un regalo, i costi fissi con meno iscritti rimangono gli stessi (luce, gas, riscaldamento, dipendenti non cambiano…) con il problema di avere meno rette e quindi meno entrate.

Ci sono infine le leggendarie “extraprogettualità da definire insieme” per vedersi aumentare eventualmente il contributo, rischiando così di creare una ingerenza indebita nella libertà educativa delle singole strutture.
Le scuole possono certamente trovare nuove vie per aggiornare al meglio le proprie gestioni, ma mai e poi mai può essere l’Ente Pubblico ad entrare a gamba tesa quando si parla di opere create e sostenute da volontariato e cittadini lecchesi che il Comune dovrebbe accogliere e sostenere non nazionalizzare. Sorge naturale la domanda alla maggioranza: “Perché odiate le scuole materne?”.
In modo assolutamente irresponsabile la giunta ha creato una guerra mai vista in decenni di amministrazione contro realtà, famiglie e lavoratori che rappresentano un patrimonio di Lecco. Scuole laiche che erogano un servizio pubblico, nonostante qualcuno giochi a presentarle come istituti confessionali che erogano servizi privati chiedendone la folle e costosissima sostituzione con sezioni statali.
Se invece di grandi manovre di realpolitik interna la maggioranza avesse a cuore la realtà non ci troveremmo ad affrontare oggi il rischio del collasso del sistema educativo infantile.

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