Lettera aperta

Sparatoria di Olginate, il sindaco: “Dobbiamo essere una comunità che si ritrova non solo per condannare”

"Come amministrazione abbiamo chiesto immediatamente, con ancora più forza un maggior presidio e controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine al fine di garantire sicurezza e tranquillità alla nostra comunità, ma soprattutto per evitare che il grave accaduto possa distruggere un tessuto sociale solido"

Sparatoria di Olginate, il sindaco: “Dobbiamo essere una comunità che si ritrova non solo per condannare”
Lecco e dintorni, 16 Settembre 2020 ore 12:06

“I fatti di domenica ci hanno toccato molto: è stata inferta con inaudita violenza una ferita alla comunità tutta. Un atto abnorme che lascia sgomenti e impone una condanna collettiva.Il nostro primo pensiero è il cordoglio per la famiglia della vittima, cui rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze per l’accaduto”  A tre giorni di distanza dalla sparatoria di Olginate in cui ha perso la vita Salvatore de Fazio, 47 anni ed è rimasto ferito il fratello Alfredo De Fazio, il sindaco di Olginate Marco Passoni ha voluto scrivere una lettera aperta a tutti gli olginatesi e non solo.

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Sparatoria di Olginate, il sindaco scrive ai cittadini

“Come amministrazione abbiamo chiesto immediatamente, con ancora più forza un maggior presidio e controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine al fine di garantire sicurezza e tranquillità alla nostra comunità, ma soprattutto per evitare che il grave accaduto possa distruggere un tessuto sociale solido, una comunità sicura, un paese impegnato, presente e ricco di valori – sottolinea Passoni mentre proseguono incessantemente le indagini per rintracciare Stefano Valsecchi, 53 anni, con casa a Calolzio, principale sospettato dell’omicidio –  Vogliamo assicurare che tutti i soggetti e le risorse dell’amministrazione sono in questo momento dedicate alla collaborazione con le forze dell’ordine per fare chiarezza sulla triste vicenda e per rendere giustizia”.

Il ruolo della scuola e del mondo associativo

Questo episodio rappresenta la necessità di continuare, con ancora maggiore impegno, sulla strada già ben tracciata in questi anni dell’educazione ai diritti, al riconoscimento e al rispetto dell’altro, alla legalità.
In questo senso, la scuola, il mondo associativo, ma non solo, rimangono i centri privilegiati in cui si creano interazioni e integrazione, si incrociano i vissuti non solo dei figli, ma anche dei genitori e delle famiglie, si trasmettono quei valori di comunità grazie ai quali a volte si riescono a imboccare sentieri non battuti.
Un’esperienza straordinaria, quella della costruzione di relazioni, che germoglia nell’istituzione scolastica e cresce nel paese come collettivo di riferimento, coinvolgendoci tutti e rendendo ciascuno responsabile dei propri concittadini.

“Non solo condannare”

Sia questa la nostra prima reazione ai fatti di ieri: una comunità che si ritrova senza paure per dimostrare cosa è buono e giusto, non solo per condannare. Se ci riusciremo, avremo già vinto.

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