Riaperto per la stagione, chiuso pochi mesi dopo. Il paradosso del Teatro della Società è approdato ieri, lunedì 21 settembre in Consiglio comunale a Lecco, dove maggioranza e opposizione si sono confrontate sulle ragioni che hanno portato prima alla riapertura e poi al nuovo stop annunciato dal sindaco Filippo Boscagli. Al centro della discussione sicurezza, lavori ancora da completare, certificazioni e responsabilità. Ma anche i tempi della riapertura, con il consigliere di Orizzonte Mauro Fumagalli che ha invitato a non cercare le risposte «solo guardando il calendario», in un passaggio che ha richiamato anche la tempistica elettorale.
LEGGI ANCHE Commissione Garanzia, è scontro in Consiglio: la minoranza lascia l’aula
Teatro della Società, dal via libera alla chiusura: lavori e sicurezza sotto esame
A sollevare per prima la questione è stata la consigliera Valentina Buonopane di Fratelli d’Italia, che ha chiamato in causa la precedente amministrazione. «Come potevano non sapere? Ad oggi è un cantiere: se non sono finiti i lavori, non c’è consegna delle aree, non ci sono certificazioni non c’erano nemmeno prima. La vecchia Amministrazione deve rispondere. Non parliamo di un luogo qualsiasi, ma del cuore pulsante della cultura lecchese. Cercheremo risposte, ma vorremmo sentirle dagli esponenti della passata Amministrazione».
Un richiamo diretto agli ex amministratori raccolto da Maria Sacchi del Pd, ex assessore ai Lavori pubblici, che ha contestato la ricostruzione sulla sicurezza del teatro. «Si continua a parlare di sicurezza e a parlarne male. Il teatro è stato aperto in condizioni di sicurezza, non attestate da me o dall’ex sindaco Mauro Gattinoni. Esiste un iter preciso: il 25 novembre 2025 la Commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli ha dato l’ok agli eventi fino al 19 gennaio. L’impresa ha poi avuto tempo per fare i lavori e la Commissione si è riunita ancora il 20 gennaio, dando nuovamente parere favorevole, con prescrizioni, per il ridotto, gli uffici e il dehor. Invito, prima di parlare, a leggere i documenti per capire quali locali fossero aperti al pubblico e quali no, e in quali condizioni di sicurezza. Quelli che non erano a norma erano chiusi. Non si fanno chiacchiere, ma si leggono i documenti. Il teatro non era concluso. Le due Commissioni di vigilanza sui pubblici spettacoli hanno sottoscritto due verbali ufficiali, con Comune, Ats, Polizia locale e tecnici. Spero di non sentire più dire che il teatro non è stato aperto in sicurezza. Se i tecnici hanno sbagliato, si assumono le responsabilità. Il contenzioso è un’altra cosa».
Poi la parola è passata a Mauro Fumagalli, consigliere di Orizzonte, che ha allargato la questione anche agli altri cantieri pubblici. «Mi trattengo dal ricordare le perplessità espresse dai membri del nostro gruppo, però, ragionando da cittadino comune, io mi sento confuso. Teatro riaperto, si svolge la stagione, ma poi il sindaco lo deve chiudere. Cosa è successo? Se non è cambiato niente, c’era qualcosa che non andava prima. Se è successo qualcosa, bisogna capire cosa. Io vorrei delle risposte di sostanza per capire le ragioni sia dell’apertura sia della chiusura. Non vorrei che le risposte vadano cercate solo guardando il calendario. Serve chiarezza sugli interventi da fare e sui costi. Analoga attenzione e ricognizione andrebbe fatta su tutti i cantieri, per non scoprire altre emergenze».
Una richiesta di chiarezza alla quale il sindaco Filippo Boscagli ha replicato senza lasciare spazio a interpretazioni sui tempi della riapertura. «Io l’ho detto: al momento non ci sono le condizioni. Una volta che ci saranno gli accertamenti tecnici, si potrà essere ancora più trasparenti su tempi e modi di riapertura».