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Commissione Garanzia, è scontro in Consiglio: la minoranza lascia l’aula

Polemica sulle elezioni dei componenti: Pd, Ambientalmente, Fattore Lecco e Avs contestano i voti della maggioranza a Fumagalli. Lui replica: «Io accetto voti del Consiglio, non mi piacciono i derby Milan-Inter».

Commissione Garanzia, è scontro in Consiglio: la minoranza lascia l’aula

Tensione, toni alti, recriminazioni, accuse e infine l’abbandono dell’aula da parte della minoranza. Anzi, di una delle minoranze, come è emerso chiaramente nel corso della discussione. A far scattare la scintilla che ha fatto esplodere la bomba, con tanto di armi e bagagli dei consiglieri di Pd, Ambientalmente, Fattore Lecco e Avs, è stata l’elezione dei componenti della Commissione Controllo e Garanzia avvenuta durante la seduta di ieri, lunedì 21 settembre 2026, del Consiglio comunale di Lecco.

Commissione Garanzia, è scontro in Consiglio: la minoranza lascia l’aula

A illustrare compiti e funzioni della commissione è stato il sindaco Filippo Boscagli che ha specificato che l’organo  ha «competenza relativamente al controllo della trasparenza e dell’efficienza dell’azione amministrativa ed alla garanzia dei diritti della minoranza e dell’esercizio del diritto di accesso ai procedimenti ed atti amministrativi».

Sette, da regolamento, i componenti: quattro della minoranza e tre della maggioranza. Per la minoranza Pd, Ambientalmente, Fattore Lecco e Avs hanno indicato Pietro Regazzoni, Veronica Rosa ed Emanuele Manzoni, mentre Mauro Fumagalli, di Orizzonte Lecco, ha dato la propria disponibilità a far parte della Commissione. La maggioranza ha invece indicato Giambattista Caravia, Francesca Meles, Fabrizio Bianchi e Loredana Colella.

Al termine delle votazioni sono risultati eletti tutti i componenti indicati dalla maggioranza e, per l’opposizione, Manzoni, con 11 voti, al pari di Regazzoni, ma scelto in quanto consigliere anziano, Rosa e Fumagalli, che ha ottenuto 13 voti.

Apriti cielo. «Quello che è successo questa sera è gravissimo perché la maggioranza ha scelto anche per la minoranza – ha esclamato Manzoni – Ora a chi risponde Fumagalli? In barba al dialogo, al confronto, al cambio di passo c’è stata una mancanza di rispetto non verso Regazzoni ma verso il Pd, che ha preso molti più voti di Orizzonte».

Furente lo stesso  Pietro Regazzoni: «Sono a dir poco sbalordito, aula gestita in maniera imbarazzante. Siete intervenuti sull’organo più sensibile e nel quale la minoranza ha davvero una voce. Sono deluso. Se questa è la direzione che darete allora  lavorerete da soli già da stasera».

I consiglieri di Pd, Ambientalmente, Fattore Lecco e Avs hanno quindi abbandonato l’aula. A quel punto è intervenuto il segretario Mario Blandino, chiarendo che la votazione si è svolta regolarmente, dal momento che il regolamento non prevede votazioni distinte tra maggioranza e minoranza.

A esprimere il proprio «imbarazzo», non senza alcune stoccate rivolte agli altri gruppi di opposizione, è stato proprio Mauro Fumagalli: «Il disorientamento è mio. Garanzia e controllo possono essere garantiti da alcuni e da altri no? Mi spiace che siano andati via, forse non sono rimasti male. Però se avessero ascoltato con attenzione avrebbero colto che io ho affidato la mia disponibilità al Consiglio. Per loro esistono solo una maggioranza e una minoranza, per loro non esistono altre minoranze seppur numericamente inferiori. L’ho visto anche nelle Commissioni, non c’è stata mai una considerazione nei miei confronti. A volte le cose non funzionano esattamente così. Io non sono e non sarò mai omogeneo a un sistema che vuole uno contro l’altro. Questa cosa non mi piace. Continuerò ogni volta a fare il possibile perché il livello istituzionale abbia sempre rappresentanza migliore. A me non piacciono i derby Milan-Inter. Grazie a chi ha colto la mia candidatura. In quest’aula l’articolazione delle presenze è più variegata di quello che qualcuno vorrebbe fossilizzare. Mi hanno chiesto se accetto voti della maggioranza… io accetto voti del Consiglio. Certi smacchi fanno male, ci vorrà tempo».