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Stretta contro il Covid-19

Coronavirus, fronte compatto di Regione e sindaci lombardi: le richieste al Governo nel dettaglio

Gli ulteriori provvedimenti richiesti dovrebbero rimanere in vigore fino al 30 aprile.

Coronavirus, fronte compatto di Regione e sindaci lombardi: le richieste al Governo nel dettaglio
Cronaca Lecco e dintorni, 20 Marzo 2020 ore 21:01

“E’ un fronte compatto quello con cui la Lombardia chiede al Governo di porre in essere nuove stringenti limitazioni per contrastare la diffusione del Coronavirus”. Cosi’ il presidente della Regione, Attilio Fontana, i sindaci dei capoluoghi della Lombardia, il presidente dell’ANCI Lombardia e quello dell’UPL commentano l’incontro avvenuto nel pomeriggio di oggi. Un incontro che era stato anticipato dallo stesso governatore in giornata  (“Se le richieste dovessero essere disattese, emaneremo provvedimenti per limitare comunque queste attività che riteniamo incompatibili” ha dichiarato il numero uno del Pirellone) e che era stato preceduto, ieri sera, da una telefonata tra lo stesso Fontana e il premier Giuseppe Conte. Uno l’obiettivo di Regione e sindaci: fermare i contagi che continuano a crescere nella nostra regione e sul nostri territorio. Solo oggi, venerdì 20 marzo 2020, nel Lecchese, si sono registrati 146 casi di positività in più rispetto a ieri.

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Coronavirus, fronte compatto di Regione e sindaci lombardi: le richieste al Governo nel dettaglio

“Abbiamo inviato al Governo una serie di proposte che, qualora non si ritenesse opportuno applicare in tutto il Paese, venisse
comunque attuata nell’intera Lombardia. I dati sull’emergenza sanitaria ci impongono di agire nel minor tempo possibile: solo con un’ulteriore azione di contenimento dei contatti interpersonali possiamo cercare di invertire una tendenza sempre piu’ grave”.
Il documento inviato al Governo prevede una serie di proposte, molte delle quali confermano quanto gia’ previsto dall’ultimo Dpcm del Governo. Tra le ulteriori e numerose richieste fatte pervenire oggi dalla Regione e dai sindaci al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che si propone rimangano in vigore fino al 30 aprile, si segnalano anche:

La sospensione dell’attivita’ degli Uffici Pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilita’;

La sospensione di tutti i mercati settimanali scoperti cittadini;

La sospensione delle attivita’ inerenti ai servizi alla persona (fra cui tabaccai, parrucchieri, barbieri, estetisti);

La chiusura delle attivita’ degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili;

Il fermo delle attivita’ nei cantieri temporanei;

La chiusura dei distributori automatici cosiddetti ‘h24’ che distribuiscono bevande e alimenti confezionati;

Il divieto di praticare sport e attivita’ motorie svolte all’aperto, anche singolarmente.

Restano aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie ma deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

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