FUNERALI

Calolzio, chiesa aperta per l’addio a don Leone FOTO

All'interno della chiesa arcipresbiterale sono state accolte un massimo di 140 persone, tutte distanziate tra di loro, mentre una parte ha seguito la messa dal parcheggio esterno.

Calolzio, chiesa aperta per l’addio a don Leone FOTO
Valle San Martino, 23 Maggio 2020 ore 11:20

Sono stati celebrati nella mattinata di oggi, sabato 23 maggio 2020, nella chiesa Arcipresbiteriale di Calolziocorte dedicata a San Martino, i funerali dell’arciprete emerito della parrocchia don Leone Maestroni, scomparso nella notte tra martedì 19 e mercoledì 20 maggio all’età di 76 anni.

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L’addio a don Leone

Arciprete a Calolzio dal 2000 al 2015 e poi cappellano nella Casa di Riposo Madonna della Fiducia di Foppenico, don Leone è stato un punto di riferimento per tantissimi calolziesi e in particolare per i numerosi preti che sono passati in Valle San Martino negli ultimi vent’anni. A presiedere la celebrazione il vicario generale della diocesi di Bergamo monsignor Davide Pelucchi, insieme a don Gian Carlo Scarpellini, don Matteo Bartoli, don Roberto Trussardi, don Roberto Galizioli, don Matteo Perini, padre Livio Valenti e padre Fausto de Bernardi dei padri Somaschi e altri preti per un totale di oltre 25 sacerdoti presenti per l’ultimo saluto a don Leone.

In chiesa solamente 140 persone e distanziate

Questo è stato anche uno dei primi funerali dopo il lockdown con il ritorno dei fedeli in chiesa. All’interno della chiesa arcipresbiterale, infatti, sono state accolte un massimo di 140 persone, tutte distanziate tra di loro e con le necessarie precauzioni. Nel parcheggio esterno della chiesa di San Martino si sono poi ritrovate altre persone, distanziate e con la mascherina, per seguire l’addio a don Leone grazie agli altoparlanti.

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Monsignor Pelucchi: “Avevo 12 anni quando lo conobbi”

“Avevo 12 anni quando conobbi don Leone in Seminario: lui era il mio Prefetto – ha esordito nell’omelia monsignor Pelucchi – Un giorno gli chiesi ‘cosa sta scrivendo?’ e lui mi rispose ‘Sto leggendo la storia del passato per capire e scrivere il futuro’. Lui, infatti, era un grande appassionato della storia. Quando passavo a trovarlo, anche negli anni in cui era a Calolzio, mi diceva che la sua ricerca storica era di intento educativo e formativo per comprendere la storia delle persone, approfondendone la conoscenza e si rendeva conto che solo con la libertà si scrive la storia. Le vicende storiche più significative, diceva, sono quelle che nascono all’interno della coscienza delle persone, ma la storia più importante è quella della salvezza, la storia di Dio nella quale siamo immersi. Se penso a quale personaggio storico avrà influito sulla mia esistenza… Napoleone? Giulio Cesare? Alessandro Magno? Il fanciullo di Nazareth? Certamente Maria che ha dato alla luce il Salvatore. Così anche la storia di don Leone, tra noi, è stata una storia che ha lasciato una scia di luce…”.

a cura di Mario Stojanovic

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