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I riconoscimenti

Assegnate le benemerenze di Lecco, Gattinoni: "Fate della vostra vita un’opera d’arte”

Il sindaco ha preso in prestito le parole che Maria, mamma di Chiara Papini, la 19enne lecchese travolta e uccisa  il 21 maggio del 2020 in via Papa Giovanni XXIII ha rivolto ai giovani della nostra città parlare con il cuore in mano non solo ai ragazzi,  ma all'intera comunità lecchese.

Attualità 05 Dicembre 2021 ore 14:23

"Fate della vostra vita un’opera d’arte.” Il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni ha preso in prestito le parole che Maria, mamma di Chiara Papini, la 19enne lecchese travolta e uccisa  il 21 maggio del 2020 in via Papa Giovanni XXIII nel rione di Castello  ha rivolto ai giovani della nostra città parlare con il cuore in mano non solo ai ragazzi,  ma all'intera comunità lecchese. Lo ha fatto oggi, domenica 5 dicembre 2021, in sala Ticozzi in occasione della tradizionale consegna delle benemerenze cittadine assegnate quest'anno ad Anna Maria Formigoni, Giuliano Maresi e Mario Romano Negri.  

“Attraversate il vostro tempo con cura, con responsabilità, scoprite la vostra strada e percorretela il meglio possibile, guardate l’orizzonte senza porvi limiti facendo un passo in avanti per avvicinarlo. Vivete il tempo con rispetto perché implacabile, perchè avete imparato che l’esistenza è preziosa. Osate e siate essenziali come i colori per un artista o la preghiera per un credente. Fate della vostra vita un’opera d’arte.”

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Assegnate le benemerenze di Lecco, Gattinoni: "Fate della vostra vita un’opera d’arte”

Una cerimonia emozionante, un momento importante per tutta la città, un "ritorno" in presenza dopo che lo scorso anno la celebrazione era stata virtuale a causa della pandemia.  Una pandemia che non è ancora sconfitta ma che è stata affrontata con coraggio da tutti i lecchesi.

"È bello poter finalmente ritrovarsi di persona per celebrare insieme la Festa di San Nicolò dopo tanti mesi di distanziamento sia fisico che sociale: in quasi due anni di pandemia Lecco ha saputo dimostrare quel volto di responsabilità e di solidarietà concreta, proprio della nostra comunità, lavorando insieme per affrontare le conseguenze del Covid, per non lasciare indietro nessuno sul piano economico e sociale  - ha sottolineato il primo cittadino -  Questo impegno è stato riconosciuto lo scorso anno dal conferimento a tutta la Comunità lecchese della civica benemerenza (oggi la medaglia d’oro è ben visibile sul gonfalone comunale, a fianco della medaglia d’argento per la Resistenza conferita alla Città da Sandro Pertini nel 1976.). Ora siamo tra le prime province in Italia per numero di vaccinati (superiore al 95%) grazie ad un eccellente polo vaccinale cittadino, potenziatosi in queste ore con nuove linee presso l’ospedale, e a brevissimo con delle ulteriori, speciali linee, dedicate ai bambini".

Le sfide che attendono Lecco e i lecchesi nelle parole del sindaco Mauro Gattinoni

"Oggi vorrei condividere con voi alcuni pensieri dopo il primo anno da sindaco. Ci siamo posti l’obiettivo strategico per il decennio 2020-2030 di una città più bella, solidale, sostenibile e grande. Bene, se c’è una cosa certa per il prossimo decennio, essa è il cambiamento, un rapido cambiamento, che non solo non deve spaventare, ma non può che essere la norma. Sarà necessario cambiare per accompagnare le repentine evoluzioni sociali ed economiche che si manifestano, e ancor più si manifesteranno, spinte dagli impulsi tecnologici e dalle grandi sfide globali. La velocità con cui sapremo rispondere ai bisogni è un’esigenza concreta di cittadini, famiglie e imprese. In altri termini la velocità è un bene pubblico, la velocità è democratica" ha sottolineato Gattinoni che ha ricordato le tante sfide che Lecco è pronta a raccogliere e vincere.

"Il Comune deve passare dall'essere semaforo a faro"

" Il primo banco di prova è la  revisione del Piano di Governo del Territorio attraverso il quale  Lecco potrà svolgere consapevolmente il suo ruolo di capoluogo  ha proseguito il primo cittadino -  E' un percorso verso la  sostenibilità ed è irreversibile: dobbiamo metterci in gioco tutti. Questo può e deve avvenire attraverso un processo di condivisione con chi ogni giorno vive il territorio, con un  confronto e con una visione. Occorre avere coraggio, perché la Comunità è più grande del comune. Il Comune deve passare dall'essere semaforo a faro Lecco, nel suo essere faro capace di orientare il futuro, sente la maggiore responsabilità nei confronti delle giovani generazioni e di quelle che saranno le giovani famiglie. Dall’infanzia all’università, dobbiamo offrire una scuola di qualità, capace di evolversi, capace di affiancare le famiglie nelle scelte di orientamento scolastico e professionale in questo contesto di grande mutamento. Non basterà solo investire, ma occorrerà sovra-investire in formazione e scommettere sul talento dei giovani: dallo sport all’arte, dal volontariato alla creazione di start up, investire e sovra-investire sui giovani significa offrire loro quegli strumenti nuovi con cui saranno in grado di concretizzare quelle azioni sostenibili senza cui non vi sarà futuro. Sono convinto che questa scommessa sui giovani, da noi proposta nel “Patto per una comunità educante”, vada nella direzione auspicata dai nostri comparti economici e possa trovare un’alleanza ampia presso i soggetti attivi nel campo della formazione e dell’educazione".

Parole importanti quelle del primo cittadino che hanno introdotto la cerimonia di assegnazione delle benemerenze.

Annamaria Formigoni

La prima onorificenza è stata assegnata ad Annamaria Formigoni, insegnante e dirigente scolastica per oltre 40 anni, oltre che promotrice della cooperativa sociale Nuova Scuola. Co-fondatrice, nel 1983, della scuola Massimiliano Kolbe, oggi istituto paritario di primo grado e, nel 1987, di quella che sarebbe diventata la scuola primaria Pietro Scola.  Annamaria Formigoni -  questa la motivazione del premio - ha contribuito, con passione, dedizione e un impegno umano e professionale ultradecennale, all'educazione e alla crescita di tanti giovani lecchesi.

"Questa benemerenza è una sorpresa - ha detto oggi -  Quello che ho fatto nella mia vita è nato da un incontro, quello con monsignor don Luigi Giussani e con la comunità cristiana. Nessuno si fa da sé, penso che tutti abbiano bisogno di un maestro. Per questo il mondo della scuola mi ha appassionato sin da subito e per me è stato normale  pensare a scuole che potessero proporre un'offerta formativa ricca. Mi auguro che nella città di Lecco cresca l'attenzione verso l'Infanzia e la Gioventù".

Giuliano Maresi

Giuliano Maresi, alpinista esperto, già presidente dei Ragni di Lecco e direttore della scuola di roccia dell'associazione, oltre che membro della commissione sentieri del CAI, in qualità di esperto conoscitore e manutentore è stato il secondo premiato. Ha ricevuto la benemerenza sia per aver promosso il nome di Lecco attraverso le sue numerose spedizioni alpinistiche e il loro racconto, sia  per aver dedicato il suo tempo alla cura della rete sentieristica lecchese sino alla riscoperta e al rilancio del Sentiero del Viandante.

"Non mi sono mai sentito così a disagio, neppure sulle pareti più difficili - ha affermato emozionato -  Grazie a mia moglie che mi ha sempre supportato, ogni giorno me ne veniva in mente una. Per me è il canto del cigno ma spero che questo sia il punto di partenza, l'inizio di una politica più concreta verso i sentieri che sono sempre stati il mio pallino. Dobbiamo credere nel potenziale che ha Lecco, cerchiamo di diventare anche un popolo di manutentori e non solo di inaugurazioni".

Mario Romano Negri

Ultimo premio, ma non certo per importanza, a Mario Romano Negri, Presidente della Fondazione della provincia di Lecco (ora Fondazione comunitaria del Lecchese) dalla sua costituzione e per oltre 20 anni. Negri, si legge nella motivazione del Nicolino d'Oro,  ha improntato con determinazione le attività di sostegno della medesima al supporto dei servizi territoriali di welfare, alla valorizzazione dei beni ambientali e storico-artistici e alla promozione della cultura. Grazie alla sua capacità di analisi e azione ha caratterizzato il ruolo di un'istituzione locale divenuta fondamentale.

"Questo riconoscimento va ad aumentare il debito  nei confronti delle tante persone che mi hanno accompagnato in questa esperienza - ha spiegato -  Ricordo quel gruppo di volontari che attorno ad Emilio Amigoni ha garantito per oltre venti anni il funzionamento della fondazione. Ma il ricordo più pregante riguarda la nostra comunità che ha saputo trasformare la beneficenza passiva in una partecipazione convinta nel finanziamento di oltre 14mila progetti sul territorio. Esempio più bello il Fondo Aiutiamoci grazie al quale, in pochissimo tempo sono stati  raccolti oltre 6 milioni di euro. Faccio gli auguri a chi guida ora la Fondazione, perché faccia di più e meglio di quello che abbiamo fatto noi, per garantire lunga vita alla Fondazione che mi piace chiamare nostra" .