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Pestaggio e ronde, la sicurezza infiamma l’aula: «No alla giustizia fai da te»

Dall’aggressione al Badoni alla camminata di CasaPound e Remigrazione e Riconquista. Boscagli: «Sicurezza priorità». Fumagalli: «Il compito di far rispettare la legge è delle istituzioni»

Pestaggio e ronde, la sicurezza infiamma l’aula: «No alla giustizia fai da te»

Il tema della sicurezza ha tenuto banco durante il Consiglio comunale di ieri, lunedì 21 settembre 2026 e, considerato quanto accaduto nell’ultima settimana, non poteva essere altrimenti. Da una parte il pestaggio di un giovane studente all’esterno dell’istituto Badoni, con il video dell’aggressione finito sui social e le reazioni che hanno invocato persino la giustizia fai da te. Dall’altra la camminata nel centro storico organizzata da CasaPound Italia insieme al comitato Remigrazione e Riconquista, una presenza che ha acceso il confronto politico sul tema delle ronde e dell’autotutela.

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A indicare una possibile strada è stato il sindaco Filippo Boscagli, richiamando la riapertura del Parco Kennedy come esempio di equilibrio tra sicurezza, decoro e attenzione educativa. «C’è un tema di disagio educativo e ribadisco che il Parco Kennedy è esempio di approccio educativo coniugato con fermezza. Perché chi è un criminale deve essere fermato».

Sulla stessa linea la consigliera Loredana Colella (Fratelli d’Italia): «È l’esempio di come una situazione complessa possa essere affrontata senza rinunciare alla sicurezza e senza rinunciare all’aspetto educativo e sociale di uno spazio pubblico. I cittadini hanno dovuto convivere con un uso improprio del parco. La chiusura è stata un atto chiaro per tutelare sicurezza, decoro e qualità della vita dei cittadini, che non può essere negato. Ora la riapertura graduale e controllata, con scuole, educatori, passaggi della polizia locale e videosorveglianza. Coinvolti anche i cittadini. Chiudere era necessario, riaprire allo stesso modo non era una risposta. Riaprire così è una sfida che tiene insieme diritti dei cittadini, sicurezza e capacità di intercettare il disagio prima che arrivi alla devianza». E, guardando all’aggressione del Badoni, ha aggiunto: «Di fronte alla violenza e all’illegalità noi dobbiamo essere fermi. Sicurezza e prevenzione non sono alternative».

Ma sono stati soprattutto l’aggressione e la cosiddetta «ronda nera» a entrare nell’agenda dei consiglieri.

Mauro Fumagalli (Orizzonte) ha messo in guardia dal rischio di una risposta affidata ai cittadini: «Il problema sicurezza esiste, ma proprio perché è un problema reale dobbiamo essere chiari nella risposta: no spazio al fai da te. Il compito di far rispettare la legge è forse dell’ordine e delle istituzioni, non dei cittadini che decidono di farsi giustizia. Indipendentemente dal motivo e da chi siano queste persone, in questo caso il simbolismo è preoccupante: non è stata una semplice passeggiata. Quando qualcuno dice che vuole riprendersi Lecco dobbiamo dire che Lecco è di chi ci vive, di chi ci è nato e di chi è arrivato».

Fumagalli ha quindi richiamato il ruolo delle istituzioni: «Sulla sicurezza possiamo avere idee diverse, ma dobbiamo essere tutti dalla stessa parte nel difendere lo Stato di diritto. La sicurezza si difende mettendo istituzioni e forze dell’ordine nelle condizioni di lavorare».

Anche Pietro Regazzoni (Pd) ha distinto i due fronti: «È evidente che ci siano due problemi di sicurezza. Da una parte la violenza e l’aggressione, che ci fa preoccupare e riflettere sul percorso educativo e formativo e sul ruolo dell’amministratore nell’arginare questi fenomeni. Il video del pestaggio è finito sui social e rilanciato da pagine di estrema destra. Serve intervenire sul tema del bullismo e della violenza».

Poi il tema della sicurezza percepita: «Negli ultimi dieci giorni ci sono state due risse, una davanti al Carrefour alle 8 di sera. È arrivata la polizia, ma la percezione della sicurezza è peggiorata. Non è colpa di questa amministrazione, ma speriamo in una presa d’atto». E, sull’altra questione: «Inquietante la camminata».

Dello stesso avviso Stefano Valsecchi (Pd), che ha parlato di «progressiva e pericolosa legittimazione degli aspetti più terrificanti della storia del fascismo, sdoganamento del razzismo e retorica che scimmiotta dinamiche del passato delle squadre nere». Da qui la richiesta all’amministrazione: «Non possiamo pensare che la sicurezza sia appannaggio di questa gente o di vigilantes improvvisati. Chiediamo se l’amministrazione condanna l’autotutela e dice no alle ronde. Vi siete già confrontati con la Prefettura?».

Greta Gianola (FdI) ha invece invitato a non identificare i giovani esclusivamente con le situazioni di violenza: «Non si deve pensare ai giovani solo come a quelli che fanno le risse, ma anche a quelli che si impegnano in Consiglio comunale». Da qui l’invito a cercare soluzioni per un coinvolgimento sempre più attivo delle giovani generazioni anche sul tema della sicurezza.

Il capogruppo di FdI Gianluca Bessi ha infine auspicato un confronto trasversale: «Invito a toccare il tema della sicurezza non come fazioni contrapposte, ma collaborando. Abbiamo ricette diverse, ma su un tema così impattante per cittadini e città dobbiamo lavorare tutti insieme con massimo senso di responsabilità».

Per Pietro Fiocchi (Futuro Nazionale), invece, la maggioranza dovrà ora dimostrare con i fatti le proprie intenzioni: «Sul tema della sicurezza aspetto questa maggioranza al varco per vedere che provvedimenti saranno adottati».

La risposta del sindaco Filippo Boscagli è arrivata a stretto giro, con un richiamo netto al ruolo delle istituzioni: «Chiunque appartenga alle istituzioni non può tollerare l’autotutela». Boscagli ha quindi ricordato che, proprio nel giorno della camminata, lui e l’assessore Marco Caterisano erano al Cosp: «Abbiamo chiesto di prolungare la zona rossa, intensificare i controlli e Strade Sicure. Tutti questi temi hanno avuto l’ok, oltre ad aumentare polizia e telecamere».

«Per noi la sicurezza è una priorità e l’esempio è il Parco Kennedy, dove per anni non si è intervenuto – ha proseguito il sindaco – Ci sono decine di video che certificano lo stato di degrado, tanto che alcuni condomini hanno citato in giudizio il Comune. Noi vogliamo essere seri, non vogliamo che la sicurezza venga banalizzata e lo dimostreremo con ogni strumento che abbiamo in mano».

Il punto, per Boscagli, resta dunque quello di tenere insieme fermezza e prevenzione: «C’è un tema di disagio educativo e ribadisco che il Parco Kennedy è esempio di approccio educativo coniugato con fermezza. Perché chi è un criminale deve essere fermato».