Elezioni Lecco 2020

Elezioni Lecco 2020: preferenze alle liste e ai partiti, un quadro esplosivo

Forza Italia più votata della Lega. Il Partito democratico è il primo partito politico in città. Le civiche di candidati Ciresa e Gattinoni hanno fatto meglio di Appello.

Elezioni Lecco 2020: preferenze alle liste e ai partiti, un quadro esplosivo
Lecco e dintorni, 22 Settembre 2020 ore 22:20

Preferenze alle liste: a ben vedere, la vera “sorpresa” del primo turno elettorale concluso quest’oggi sono stati i voti conquistati sul campo dalle quattro componenti del Centrodestra riunito. Il quadro deciso dagli elettori, che riportiamo sotto, sarà probabilmente foriero di tensioni tra i partiti politici (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) quando si tratterà di ripartire la “torta” degli assessorati. Sempre che si vinca al ballottaggio.

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Preferenze alle liste e “manuale Cencelli”

Nove, storicamente, le deleghe che il sindaco di Lecco assegna a persone di sua fiducia. Vale l’indicazione dei partiti che concretamente faranno pesare il consenso decretato dalle urne. Il famigerato “manuale Cencelli”. Chi si aspettava che Forza Italia (declinata nella civica Lecco Merita di + coordinata da Beppe Mambretti, capolista Emilio Minuzzo che ha preso 292 preferenze) superasse la Lega? Sono 3.197 voti, pari al 14,08%. Ben 89 preferenze in più del Carroccio che ne ha presi 3.109, quasi mezzo punto in percentuale in meno (lo 0,39% per essere precisi). Non male per un partito che, si diceva, non volesse “farsi pesare troppo”. Abbastanza per sovvertire gli equilibri dentro il Centrodestra ricompattato per mettere fine a dieci anni di Centrosinistra e “riportare il governo della città nel suo alveo politico naturale”.

Lega: Bettega meglio di Corti

Nel dettaglio delle preferenze, la Lega registra un sorpasso in casa: Cinzia Bettega sopravanza infatti il capolista Andrea Corti con  238 voti contro 214. A tre cifre anche Stefano Parolari (102), mentre il quarto consigliere comunale uscente, Giovanni Colombo, si ferma 79.

Rossi “il preferito”

Ma bene, anzi benissimo, è andata anche per Lecco Ideale, la lista del candidato sindaco Peppino Ciresa: 2.889 voti, pari al 12,73%. Una lista che ha già espresso il nome di un assessore: Giulia Torregrossa. Il risultato  dà diritto almeno ad una opzione in più gestita direttamente, seppur con piglio “pacificatore”, da Ciresa. Una opzione sulla quale Antonio Rossi,  il  più “preferito” in assoluto con 413 preferenze, potrebbe ben mettere il suo nome. Senza dimenticare Filippo Boscagli che comunque ne ha portate a casa 258.

Fratelli d’Italia: il successo di Zamperini

Ma veniamo a Fratelli d’Italia: l’onda lunga della Meloni si è sentita anche sul lungolago lecchese, ma sarà sufficiente per esaudire le aspettative dei militanti? Le preferenze accordate alla lista da storicamente  “moderato”  corpo elettorale cittadino alla fine sono 2.036.Pari a un 8,97% che è certamente più del 6% che alle scorse elezioni politiche, a livello provinciale, aveva praticamente triplicato il consenso precedentemente goduto dalla Destra. Di fatto Fdi è però “solo” la quarta forza della coalizione. Postilla: Giacomo Zamperini ha fatto l’en plein con ben 362 preferenze ed è secondo solo a Antonio Rossi. Segue a ruota Marco Caterisano con 288 voti

Il Pd primo partito politico in città

Cambiano campo: meno sorprendenti le performance delle quattro liste del Centrosinistra a sostegno di Mauro Gattinoni’? Non proprio: il Partito democratico è il primo partito in città con il 18,36%. Più della Lega. Il che certamente rasserenerà il segretario cittadino Alfredo Marelli che con il suo “lodo” (la decisa rottamazione di tutti gli assessori uscenti della Giunta Brivio) sembrava aver sconquassato irrimediabilmente i destini dei dem lecchesi. Scorrendo le preferenze ai singoli candidati di lista si può pesare il merito da riconoscere a Francesca Bonacina (317 preferenze), Simona Piazza (225), Riccardo Mariani (70), Roberto Nigriello (105) e Clara Fusi (91).

Ambientalmente meglio di M5s

Segue a ruota il partito del candidato sindaco: Fattore Lecco con 2.656 voti, pari all’11,60% (invero più di un punto meno di quel che è stato capace di fare il suo diretto contendente Ciresa con Lecco Ideale) conferma la validità del lavoro “pancia a terra” svolto dalla squadra di Gattinoni e, di rimbalzo, la forza dello stesso candidato “outsider” civico voluto da Marelli. Ambientalmente, la civica della sostenibilità green guidata da Alessio Dossi (un altro assessore uscente, premiato con 160 preferenze)  con i suoi 1.192 voti, pari al 5,25% resta dietro Con la Sinistra cambia lecco di Alberto Anghileri (1.295 voti, 5,70%), ma realizza più del M5S. E basta questo per dire che si è trattato di un’altra strategica mossa vincente.

Il “vero civismo” battuto dai civici dei candidati sindaco

Della annichilente performance dei civici di Corrado Valsecchi si è detto  e scritto già abbastanza. Con il 5,88% ha fatto meglio della civica Ambientalmente ma è stratosfericamente lontano da Fattore Lecco e Lecco Ideale ai quali contestava la patente del vero civismo.

M5S fanalino di coda senza seggio

Il M5S che sosteneva Silvio Fumagalli è il fanalino di coda della consultazione elettorale e non entrerà nemmeno in Consiglio. Un’unica annotazione: il candidato sindaco ha preso 68 voti in più del suo partito.

 

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