Elezioni Lecco 2020

Cinquestelle: per 22 voti fuori dal Consiglio

Ipotesi accordo, Fumagalli: "Si potrebbe fare su due temi". Riva "Altrimenti c'è il civismo civico".

Cinquestelle: per 22 voti fuori dal Consiglio
Lecco e dintorni, 22 Settembre 2020 ore 20:42

Per 22 voti: questo il deficit che esclude i Cinquestelle dal Consiglio comunale. Una débacle. “Ma onestamente non possiamo rimproverarci di avere fatto tutto il possibile” commenta

Cinquestelle esclusi per una manciata di voti

“Da subito è stato chiaro che questa  sarebbe stata una campagna bipolare”. Massimo Riva, capolista della compagine pentastellata schierata a Lecco a sostegno della candidatura a sindaco di Silvio Fumagalli, non cerca giustificazioni mentre fornisce una lettura di quel che è accaduto. “L’appello al voto utile non era squillante – aggiunge  –  ma strisciante sì. E’ stato lanciato indirettamente, ad esempio facendo circolari sondaggi a fine agosto che già davano Ciresa vincente al primo turno con una forbice del 49-53%”. Guarda caso la stessa prospettata dall’exit poll della Rai, ieri sera, lunedì. “Una previsione smentita dai fatti” chiosa Riva.

Fumagalli meglio della lista

“Non possiamo rimproverarci nulla. Quello che potevamo fare lo abbiamo fatto” sottolinea però Riva.  Negli ultimi cinque anni le istanze e le battaglie storiche del Movimento hanno avuto voce nell’assise cittadina grazie al suo impegno (era stato il candidato sindaco nel 2015)   nei banchi dell’opposizione.  A questa tornata si puntava non solo a confermare la presenza grillina a Palazzo Bovara, con un seggio occupato da Fumagalli, ma addirittura a raddoppiarla. Nella più rosea delle proiezioni si accarezzava forse la speranza di infilare infilare un terzo rappresentante. Un contingente che avrebbe potuto avere il suo peso specifico anche sul tavolo per un eventuale accordo in vista del ballottaggio. Però è andata diversamente: la lista del M5S ha preso 825 voti, pari al 3,63%. Migliore la performance  del candidato sindaco: Fumagalli ha infatti 893 preferenze personali, pari al 3,69%.  Se la lista avesse fatto altrettanto  almeno un posto sarebbe stato assicurato.

Fumagalli non nasconde l’amarezza.  “Certamente è stata una batosta a livello di tutta la Lombardia. Dove ci siamo presentati, la percentuale di voti presi non si discosta da quella che abbiamo raggiunto qui a Lecco”. Una flessione che ricalca quella nazionale del partito al governo. “Il referendum non ci ha fatto da traino” chiosa il candidato sindaco.

Rinconteggio delle schede: chiederlo o no?

Ordunque? Questa sera i cinquestelle lecchesi erano riuniti al Circolo Bonfanti di San Giovanni.  Alla vigilia della consultazione elettorale si era deciso dovesse essere una cena per coronare gli sforzi di una campagna che nel loro caso è stata più breve che per gli altri partiti. La candidatura di Fumagalli era stata ufficializzata poco prima che scattasse il lockdown. Durante il quale, d’accordo con Peppino Ciresa e Corrado Valsecchi (ma non con Mauro Gattinoni, che aveva proseguito in remoto digitale) si era poi deciso di sospendere qualsiasi iniziativa di carattere propagandistico. Finita la quarantena, i pentastellati non si sono fiondati subito in piazza. Ma c’erano da un pezzo quando finalmente, usciti da Ferragosto, i tamburi hanno iniziato a rullare.

“Stasera decideremo anzitutto se val la pena chiedere il riconteggio dei voti. Fa rabbia restare fuori per i soli 22 che ci mancano” annuncia Fumagalli.  vero è che “solo 5 schede erano state contestate”. Troppo poche per imbastirci nuove speranze.

Accordi con Gattinoni o Ciresa: “Il mio telefono è acceso”

Ma c’è anche un’altra possibilità: che uno dei due contendenti al ballottaggio faccia una profferta di accordo. “Io sono qui, il mio telefono è sempre acceso e sono una persona che risponde quando squilla” fa sapere Fumagalli. “E’ certo che un accordo non si farebbe solo per avere un seggio. Siamo disponibili a confrontarci e verificare possibili convergenze su temi che ci stano a cuore”. Quali? Di certo non il teleriscaldamento a fronte del quale sia da centrosinistra che da centrodestra calerebbe subitanea una saracinesca.

Due possibili temi di incontro

“I temi potrebbero essere due – anticipa Fumagalli –  Due temi certamente non ideologizzati: L’attivazione a Lecco di un osservatorio permanente antimafie e la concretizzazione di iniziative per favorire una vera  partecipazione dei cittadini al governo cittadino, ad esempio con il bilancio partecipato e i referendum propositivi”. Insomma, portare dalla propria parte i cinquestelle non costerebbe poi così tanto. “Certamente poco rispetto alle 40 pagine del nostro programma. Ma vogliamo essere realistici”. Della serie accontentarsi o scomparire.

Riva: “Possiamo anche tornare all’attivismo civico”

“E’ certo che nella sconfitta  si può anche mantenere una dignità, senza scadere nel mercimonio. I voti che abbiamo ce li hanno dati i cittadini con un mandato chiaro, contenuto nel nostro programma. Sono temi, proposte, questioni sulle quali possiamo anche martellare da fuori il consiglio, facendo attivismo civico così come avevamo fatto nel quinquennio 2010-2015” chiarisce però, orgogliosamente,  Massimo Riva.

 

 

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