Crisi politica

Commissariamento del Comune di Galbiate: “C’erano tutti i presupposti”

Intervento di Giorgio Meregalli, ex coordinatore del Circolo Partito Democratico di Galbiate

Politica Lecco e dintorni, 19 Dicembre 2020 ore 10:56

Commissariamento del Comune di Galbiate: riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Giorgio Meregalli, già coordinatore del Circolo Pd di Galbiate.

Commissariamento: “Non c’è da stupirsi”

E così Galbiate vivrà per la prima volta nella sua storia amministrativa il commissariamento del Comune, dopo che il Sindaco Montanelli ha subìto l’onta della mozione di sfiducia da parte della maggioranza dei Consiglieri comunali.
E’ sbalorditivo come in 18 mesi e dopo aver vinto le elezioni con l’80% di preferenze, il Sindaco possa essere arrivato a questo punto. Quella che a fine elezione poteva apparire come una vittoria schiacciante e plebiscitaria, in realtà ad uno sguardo più attento evidenziava invece tutta la sua pericolosa incoerenza.

Durante la campagna elettorale per fugare ogni timore di un’eventuale sconfitta e nonostante dichiarasse la sua appartenenza all’area di centrosinistra, non si è fatto scrupoli includendo nella lista di Agenda Galbiate candidati di dubbio orientamento politico. Ad elezioni terminate Andrea Rusconi in quota Lega, per la prima volta con un piedino in amministrazione dopo non esserci mai entrata nemmeno nei tempi d’oro del celodurismo bossiano, diventa il Consigliere con il maggior numero di preferenze e viene spedito in panchina. Vale la pena ricordare che questo accordo sottobanco fu siglato da un ex amministratore tesserato PD a cui chiesi pubblicamente, visto il ruolo di coordinatore di Circolo che ricoprivo in quel periodo, la restituzione della tessera.

Due candidati bocciati nelle urne diventano invece Assessori esterni e ad uno di questi pur di essere recuperato, viene affidata la sola delega all’Ambiente manco fosse la Città di Milano. Cristina Tentori seconda eletta per preferenze, diventa Assessore ai Servizi Sociali. E’ una persona preparata, professionale, che conosce bene la materia e lavora in ambito ospedaliero. Resta però in carica solo per un anno circa, dopodichè viene scaricata in piena emergenza Covid, mentre è in quarantena e con una modalità a dir poco sconcertante. Ai due Consiglieri di Galbiate Cambia a questo punto non rimane che passare sui banchi dell’opposizione(per inciso sono gli unici che dichiarano apertamente la loro appartenenza al centrosinistra).

E’ chiaro che con questi presupposti solo un inguaribile ottimista o il più disarmante degli ingenui poteva immaginare che questa Amministrazione potesse concludere il suo mandato senza intoppi. La situazione precipita, il Sindaco va in minoranza sul D.U.P. e a questo punto ecco spuntare il legittimo tentativo per fortuna fallito della Segreteria provinciale della Lega, che invita l’uomo di suo riferimento a ricomporre i cocci per il bene dei Galbiatesi, ma in realtà con l’obiettivo di mettere il cappello sulla Giunta Montanelli. Ma il fatto più imbarazzante è la corsa trafelata al capezzale del malato terminale, da parte dei piani alti del PD territoriale.

Non merita nessun commento invece il Sindaco transfuga dal PD e approdato all’ennesimo partito del due virgola, che si permette di interferire su questioni che non lo riguardano.

E’ bene precisare che nessun iscritto PD è in lista, che durante la campagna elettorale Montanelli se ne è ben guardato di accettare anche solo un confronto dialettico con il Circolo di Galbiate sui temi più importanti per la nostra comunità. In quella fase i partiti sono ritenuti d’impiccio, vanno tenuti alla larga per non urtare la suscettibilità di qualcuno. Ci si ripara dietro la Lista che è Civica ed è quindi più opportuno dichiarare che nessun candidato ha una tessera in tasca, che poi molti altri si arrabbiano. Ma infine quando la malattia diventa letale, è un gran rincorrere le personalità politiche del territorio perché bisogna salvare il salvabile e diventa del tutto secondario interloquire prima per correttezza, con il coordinatore del Circolo di Galbiate.

Dispiace constatare che oltre ai difetti di procedura, alla fine l’unica cosa ritenuta davvero importante dalla dirigenza politica, sia mantenere l’equilibrio di forze in vista delle provinciali del prossimo anno, senza preoccuparsi minimamente dei fatti e di considerare se l’amministrazione abbia ancora le carte in regola per proseguire il suo cammino e se abbia ancora le capacità di affrontare e risolvere le questioni che stanno più a cuore ai Galbiatesi.

Con questa amministrazione si chiude un ciclo iniziato nel 2004 con Livio Bonacina e che nel corso del tempo si è via via diluito e sfilacciato arrivando così ad un epilogo per certi versi inaspettato. Ora non resta che
sperare in nuove energie e in candidati che abbiano a cuore il tema della sostenibilità declinata in ognuna delle scelte che saranno chiamati a fare e che riportino al centro del dibattito comunale, quella visione strategica
legata anche allo sviluppo turistico e culturale che nel corso degli anni ha smarrito la strada maestra.
Giorgio Meregalli

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