Elezioni Lecco 2020

Area ex Leuci e Telersicaldamento: la posizione di Fumagalli

Silvio Fumagalli, candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle alle prossime elezioni comunali di Lecco, risponde ai quesiti posti pubblicamente dal cittadino Germano Bosisio

Area ex Leuci e Telersicaldamento: la posizione di Fumagalli
Lecco e dintorni, 25 Giugno 2020 ore 12:29

Silvio Fumagalli, candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle alle prossime elezioni comunali di Lecco, risponde ai quesiti posti pubblicamente dal cittadino Germano Bosisio riguardo il futuro dell’area ex Leuci e al teleriscaldamento.

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Quali sono le intenzioni riguardo all’area ex Leuci di via XI Febbraio?

“A nostro avviso, il Comune dovrà impedire l’ennesima speculazione edilizia,in una città che vede ancora oggi migliaia di cubature sfitte, evitando di trasformare la destinazione dell’area in commerciale o residenziale.Se l’area ex Leuci dovesse essere acquistata all’asta da un soggetto privato,il nostro impegno sarà quello di mantenere almeno la sua vocazione produttiva,ed in fase di revisione di PGT valutare di farne un ATU (Ambito di Trasformazione Urbana), con specifiche prescrizioni in merito alla riqualificazione della zona, creando dei punti di aggregazione sociali peri cittadini, con aule studio fruibili dai giovani o punti di ritrovo per gli anziani.A tal proposito ci piacerebbe un ridisegno organico della zona, compresa la sua viabilità, ponendo al centro la fruizione dello splendido parco oggi utilizzabileda pochi perché accessibile solo agli utenti dei servizi offerti dall’ATS”.

 

Quali sono le intenzioni riguardo al teleriscaldamento?

“Prima di tutto ci tengo a ribadire la nostra contrarietà a ogni progetto relativo al teleriscaldamento, comprese le opzioni legate alle fonti rinnovabili perché sono di difficile attuazione. Il teleriscaldamento basato sulla combustione dei rifiuti ha come principali conseguenze il mantenimento in vita del forno inceneritore, ben oltre la scadenza del 2032, oltre che una continua necessità di importare rifiuti da altre zone d’Italia.A prescindere dalla fonte di alimentazione ci sarebbero comunque numerosi disagi infrastrutturali che comporterebbero svariati cantieri in tutta la città. Dato l’equilibrio precario della mobilità che rischia il collasso per un semplice tamponamento, non vogliamo immaginare i disagi di avere per anni le nostre vie sventrate e cantierizzate. Siamo dell’idea che oggi sia da fissare la data certa di spegnimento del forno ed il percorso che porti il nostro territorio ad una produzione pro-capite di 100kg di rifiuto indifferenziato con l’obbiettivo 50kg che renderebbe oltre che superfluo anche paurosamente antieconomico il mantenimento in vita del forno.La dismissione del forno deve procedere di pari passo con delle azioni a favore della micro-cogenerazione e cioè con degli interventi concreti per fare in modo che i singoli edifici, pubblici e privati, diventino più efficienti dal punto di vista energetico. Il Comune dovrebbe seguire l’esempio di altre Comuni italiani(come avvenuto in Puglia e in Sardegna) e dotarsi di un Piano Energetico Comunale che preveda il Reddito Energetico, che consiste nell’installazione da parte del Comune di pannelli solari su alcune abitazioni private, a partire dalle famiglie in difficoltà, in grado di catturare energia per l’autoconsumo domestico e di alimentare con l’eccedenza il progressivo acquisto di altri pannelli fino a coprire tutta la città di Lecco. Questo ovviamente non basta: bisogna anche agire sugli involucri e sui serramenti degli edifici semplificando i regolamenti edilizi in un’ottica generale di efficientamento energetico”.

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