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Crisi energetica e caro bollette: aumenta la cassa integrazione a Lecco

"Serve un tetto massimo per il prezzo del gas"

Crisi energetica e caro bollette: aumenta la cassa integrazione a Lecco
Economia Lecco e dintorni, 30 Agosto 2022 ore 08:02

Il 7° rapporto UIL del Lario, luglio 2022, sulla cassa integrazione nelle Province di Como e Lecco rileva una diminuzione dell'ammortizzatore sociale nel mese di luglio 2022 rispetto a giugno 2022 in provincia di Como, mentre a Lecco un incremento del 34%.

Crisi energetica e caro bollette: aumenta la cassa integrazione a Lecco

Se infatti, rispetto a 12 mesi fa il ricorso alla Cassa nella nostra provincia è in netta diminuzione (-90%) nell'ultimo periodo il quadro economico di profonda incertezza, complici la crisi energetica e il caro bollette, fa registrare un peggioramento della situazione nel mondo del lavoro.

Oltre 1000 lavoratori in cassa integrazione

I lavoratori in cassa integrazione nei primi 7 mesi 2022 sono stati a Como mediamente 3.360 (-13.332 rispetto al periodo gennaio-luglio 2021), Lecco 1.021 (-6.762 rispetto al periodo gennaio-luglio 2021).
Anche le ore dei fondi di solidarietà diminuiscono nel periodo gennaio-luglio del 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno passato in Lombardia in tutti i settori:

Industria: Lombardia 465.279 ore Gen-Lug 2022, -94,6%
Edilizia: Lombardia 2.880 ore Gen-Lug 2022, -82,3%
Artigianato: Lombardia 0 ore Gen-Lug 2022, -100,0%
Commercio: Lombardia 15.647.382 ore Gen-Lug 2022, -91,7%

"La crescita della Cassa a Lecco è dovuta  soprattutto all'aumento  della cassa integrazione ordinaria che  è legata a situazioni di difficoltà temporanee vissute dalle aziende, ed è immaginabile che sia collegata alle problematicità aziendali dovute ai costi energetici e delle materie prime -   sottolinea Salvatore Monteduro, Segretario Generale CST UIL del Lario  - La differenza tra le due province deriva dal fatto che l’industria metalmeccanica è più energivora di altre ed è quella che pesa maggiormente nel territorio di Lecco. Ma non può essere trascurata e dettare preoccupazione l’incidenza dell’incremento del costo dell’energia anche per gli altri settori produttivi e le conseguenti ripercussioni sui lavoratori che potrebbero essere messi in cassa integrazione nei prossimi mesi".

La diminuzione del potere d'acquisto dei lavoratori

"Un lavoratore in cassa integrazione ha un trattamento di integrazione salariale all'80% della retribuzione globale che sarebbe spettata allo stesso per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le ore zero e il limite dell'orario contrattuale, ed è comunque previsto un massimale, che per l’anno in corso non può superare i 1.222,51 mensili lordi, ciò comporta una diminuzione del potere d’acquisto che si va ad aggiungere agli effetti negativi dell’inflazione in essere - aggiunge il segretario -  Nei primi 7 mesi del 2022 sono stati mediamente più di 4.381 lavoratori in cassa integrazione nelle nostre province, ai quali devono aggiungersi quelli coperti dai fondi integrativi di solidarietà e che in Lombardia nel periodo gennaio-luglio sono stati mediamente oltre 13.800".

"Serve un tetto massimo per il prezzo del gas"

"Moltissime famiglie pur avendo un lavoro ed un ammortizzatore sociale sono in difficoltà economica a far fronte ai bisogni di vita quotidiana - chiosa Monteduro -  È importante che il Governo assuma iniziative immediate economiche a salvaguardia del potere d’acquisto dei lavoratori e pensionati ed eviti che si fermi la produzione delle aziende per effetto dei costi energetici. Anche l’Unione Europea deve fare la sua parte attuando, urgentemente, una politica economica di tetto massimo del prezzo del Gas (price cap per il gas) per frenare le speculazioni finanziarie in atto e per il futuro è necessario un piano economico-finanziario equivalente a quello adottato per il PNRR per sostenere una veloce transizione ecologica verso le fonti energetiche rinnovabili".

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