"Arancia Meccanica" a Lecco

Violenza inaudita e nessun pentimento: arrestati i giovani che hanno massacrato il gelataio di Belledo LA FOTOSEQUENZA DELL’AGGRESSIONE

Gli agenti della Questura di Lecco hanno dato esecuzione a  due ordinanze  di  arresti domiciliari per Aurora Parisi di 20 anni e per Edoardo Vassena  di 21 anni,  emesse  dal Gip del Tribunale di Lecco.

Violenza inaudita e nessun pentimento: arrestati i giovani che hanno massacrato il gelataio di Belledo LA FOTOSEQUENZA DELL’AGGRESSIONE
Lecco e dintorni, 17 Settembre 2020 ore 16:56

Violenza inaudita e nessun pentimento: arrestati i giovani che hanno massacrato il gelataio di Belledo. Prima la denuncia e adesso per due dei tre giovani responsabili del terribile pestaggio del marito della titolare della gelateria di via Turbada, sono scattati gli arresti domiciliari. La terza ragazzina è stata invece deferita al Tribunale dei Minori di Milano.

Violenza inaudita e nessun pentimento: arrestati i giovani che hanno massacrato il gelataio di Belledo

Nei giorni scorsi infatti gli agenti della Questura di Lecco hanno dato esecuzione a  due ordinanze  di  arresti domiciliari per Aurora Parisi di 20 anni e per Edoardo Vassena  di 21 anni, entrambi residenti a Lecco,  emesse  dal Gip del Tribunale di Lecco.  Oggi, come ha sottolineato in Questura  il Comandante  Danilo di Laura, che guida la Squadra Mobile, per entrambi i giovani, così come per la minorenne,  l’accusa è di tentato omicidio. Non solo ma Aurora Parisi dovrà rispondere anche dell’accusa di calunnia visto che, per giustificare le sue azioni violente, avrebbe deciso di sporgere denuncia proprio contro la sua vittima, sostenendo di essere stata aggredita.

 

I fatti

Il terribile  pestaggio, lo ricordiamo,  era avvenuto nella notte fra il 28 e il 29 agosto. Il 58enne, marito della titolare della gelateria di via Turbada, era sceso in strada con la moglie per difendere la figlia 25enne e quattro ragazzine di età compresa fra i 16 e i 17 anni. Tutto era accaduto poco dopo la una di notte, quando l’esercizio commerciale era chiuso e la famiglia era in casa.

La testimonianza della moglie della vittima

Così ci aveva raccontato la moglie 55enne: «Io e mio marito   stavamo dormendo, mentre mia figlia di 25 anni stava guardando la televisione. A un certo punto ha sentito delle grida in strada e si è affacciata alla finestra».
La ragazza aveva  visto tre giovani, due sorelle di 17 e 19 anni e il fidanzato 21enne di una delle due aggredire un gruppetto di quattro ragazzine in età compresa fra i 16 e i 17 anni ed era subito scesa nel tentativo di placare gli animi.
Pare infatti che,  mentre passava  in bici,   la più giovane del terzetto di picchiatori avesse  notato il gruppetto di amiche che stava chiacchierando, seduto sui gradini della gelateria e  le avrebbe apostrofate chiedendo loro se stessero ridendo di lei.  Da qui in poi si era scatenata la violenza. I tre sarebbero scesi dalle bici e avrebbero cominciato a menare le mani.
«Mia figlia quando si è resa conto di quello che stava succedendo è partita subito in soccorso delle quattro ragazzine ed è rimasta lei stessa vittima della violenza dei tre» aveva  aggiunto la donna.

Massacrato il gelataio di Belledo

Di qui la richiesta di aiuto da parte della 25enne. «Siamo stati svegliati dalle urla di nostra figlia e ci siamo precipitati per strada – aveva proseguito la gelataia – Mio marito si è messo in mezzo nel tentativo di sedare gli animi ed è rimasto lui stesso aggredito. Il ragazzo lo ha afferrato per la gola e cercava di strangolarlo, mentre le due ragazze lo colpivano con calci al volto e allo sterno. Ho pensato che lo avrebbero ucciso e per questo ho cercato di intervenire, ma mi hanno sbattuta a terra e assestato un calcio alla tempia». Dopo la chiamata al numero unico per le emergenze 112 in pochi minuti sul posto era arrivata una pantera della Squadra Volante della Questura di Lecco che grazie alle testimonianze e alla presenza di telecamere  era riuscita immediatamente a risalire  ai colpevoli.  Un’esperienza davvero terribile per la famiglia e le quattro ragazzine.

40 giorni di prognosi

Ad avere la peggio era stato il 58enne che aveva riportato una prognosi di 40 giorni per un tentativo di soffocamento, la frattura  delle ossa nasali, dello sterno  e per una costola incrinata . Data la gravità della situazione la denuncia era partita d’ufficio, ma inizialmente i tre ragazzi erano stati tutti denunciati. Nei giorni scorsi il Gip ha disposto gli arresti domiciliari per i due maggiorenni.

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