Proseguono anche oggi, martedì 22 settembre 2026, senza sosta le ricerche del turista britannico di 37 anni disperso nelle acque del Lago di Como, dopo essersi tuffato nel primo pomeriggio di ieri per prestare soccorso a due amici, padre e figlio, che erano stati notati in difficoltà a circa 600 metri dalla costa di San Siro.
Nel primo pomeriggio di oggi è entrato in azione anche il personale specializzato del 1° Nucleo della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto, arrivato sul Lario per effettuare le ricerche di profondità. I sub hanno avviato le operazioni strumentali attraverso l’impiego di ROV e sonar, con il supporto delle unità navali della Guardia Costiera già impegnate sul lago.
Le operazioni sono coordinate dal Reparto Operativo della Guardia Costiera di Milano. Dopo la sospensione delle ricerche di superficie nella tarda serata di ieri, resa necessaria dalla scarsa visibilità, le attività sono riprese alle prime luci dell’alba.
Turista disperso nel Lago di Como: arrivano i sub, ricerche con ROV e sonar
In acqua sono state impegnate le unità navali del 1° Nucleo della Guardia Costiera di Menaggio, la Sezione Operativa Navale del RAL della Guardia di Finanza di Como e la Squadra Acque Interne della Polizia di Stato della Questura di Como. Le imbarcazioni hanno battuto un’area di lago ancora più ampia, seguendo gli schemi di ricerca predisposti dal L.R.S.C. (Lake Rescue Sub Center) del Reparto Operativo Laghi della Guardia Costiera di Milano.
Nonostante l’imponente dispositivo messo in campo, le ricerche di superficie non hanno finora permesso di individuare il corpo del turista.
Nel frattempo, nella notte, gli uomini della Guardia Costiera hanno ricostruito con precisione la dinamica dell’accaduto, arrivando a circoscrivere un datum, ovvero un’area ritenuta particolarmente significativa per le ricerche. È in quel punto che, secondo la ricostruzione effettuata, il 37enne potrebbe essersi inabissato.
Si tratta però di una zona caratterizzata da una profondità estremamente elevata: i mezzi della Guardia Costiera hanno infatti registrato fondali compresi tra i 270 e i 280 metri.
È proprio su questo tratto del Lago di Como che si stanno concentrando le operazioni di profondità avviate nel pomeriggio. L’impiego di ROV e sonar consente di ampliare le possibilità di individuazione anche a quote dove le immersioni tradizionali risultano particolarmente complesse.
Le ricerche proseguono dunque sotto il coordinamento della Guardia Costiera, con l’obiettivo di localizzare il turista disperso e fare luce sulle ultime fasi della sua scomparsa.

