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Arrestato terrorista: aveva legami anche con il pugile lecchese arrestato nel 2016

L'uomo da anni aveva contatti con estremisti in Lombardia. E tra questi spicca il nome di Abderrahim Moutaharrik, il "pugile lecchese" arrestato nel 2016.

Arrestato terrorista: aveva legami anche con il pugile lecchese arrestato nel 2016
Cronaca Lecco e dintorni, 28 Marzo 2018 ore 13:03

Arrestato terrorista a Torino. Si tratta del  23enne Italo marocchino Elmahdi Halili. L’uomo da anni aveva contatti con estremisti in Lombardia. E tra questi spicca il nome di Abderrahim Moutaharrik, il “pugile lecchese” arrestato nel 2016 e condannato in primo e in secondo grado per terrorismo internazionale.

Arrestato terrorista

Halili era già finito al centro di un’inchiesta della Procura di Brescia e della Digos che lo avevano bloccato nel marzo del 2015 dopo che aveva pubblicato in rete un manuale islamico. L’inchiesta aveva portato alla scoperta di persone in grado di arruolare soldati per l’Isis; tra questi anche il foreign fighter bresciano Anas El Abboubi, arrestato, scarcerato dal Riesame e poi andato in Siria a combattere.

Contattato da due foreign fighters

Inoltre Halili era stato in contatto con due aspiranti foreign fighters – Abdrrahim Moutaharrik , ovvero il “pugile lecchese” e Abderrahmine Khachia – arrestati il 26 aprile del 2016 nell’ambito di un’inchiesta della procura di Milano con l’accusa di associazione a delinquere con finalità di terrorismo.

Moutaharrik

Come detto  Moutaharrik detto era stato arrestato nel 2016. Il pugile oggi trentenne,  abitava a Lecco invia Panigada. Era monitorato 24 ore su 24 dagli uomini della Digos che temevano potesse mettere in atto i suoi piani da un momento all’altro. Quali? Secondo le intercettazioni colpire Roma e il Vaticano. Sempre dalle intercettazioni risultava  infatti che il giovane si fosse messo a disposizione dei terroristi e da lo ro avessericevuto la «taquyia», ovvero la speciale benedizione che consente di agire in deroga ai precetti della fede islamica (letteralmente dissimulazione).  Il cittadino marocchino, considerato un militante dell’Isis, sarebbe stato pronto a partire per la Siria con la famiglia per poi tornare in Italia  L’uomo era stato condannato in promo grado a sei anni di carcere. Senteza poi confermata dai giudici in Appello.

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