Cronaca
Lecco

Spaccio di droga e 'ndrangheta: le operazioni della Questura di Lecco

Ecco le principali operazioni portate a termine dagli agenti della Questura di Lecco nel corso del 2021  e nei primi mesi del 2022

Spaccio di droga e 'ndrangheta: le operazioni della Questura di Lecco
Cronaca Lecco e dintorni, 12 Aprile 2022 ore 14:19

Ecco le principali operazioni portate a termine dagli agenti della Questura di Lecco nel corso del 2021  e nei primi mesi del 2022 e ricordate oggi,  martedì 12 aprile 2022 al cine teatro Aquilone di Lecco in occasione del 170esimo anniversario di Fondazione della Polizia di Stato

Spaccio nei boschi

03.06.2021 - Personale della squadra mobile unitamente a personale del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia, nell’ambito di una operazione di Polizia finalizzata alla prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti, hanno effettuato un accesso nella zona boschiva in località Cibrone di Nibionno (LC) dove erano stati più volte segnalati, anche tramite l’applicazione “YouPol”, individui di etnia magrebina dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti; nella circostanza uno dei soggetti presenti, cittadino marocchino, veniva fermato mentre tentava di nascondersi nel fitto della boscaglia e trovato nella disponibilità di un bilancino di precisione e di un marsupio con all’interno sostanza stupefacente pari a grammi 63.6 del tipo cocaina (di cui 36 grammi già divisi in 56 dosi), grammi 28,8 del tipo eroina e grammi 26,9 del tipo hashish, risultate poi positive al narcotest; lo stesso veniva tratto in arresto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Droga e armi in viale Turati

01.04.2022 – Personale della squadra mobile a seguito di attività di iniziativa, traeva in arresto per detenzione illegale di armi da fuoco e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti due cittadini italiani di origini africana residenti a Lecco. Nello specifico, a seguito di una serrata attività info-investigativa la Sezione Antidroga aveva avuto notizia che i predetti soggetti gestivano un vasto di giro di spaccio di cocaina, hashish e marijuana nella zona di Viale Turati, uno dei punti nevralgici della movida lecchese e che gli stessi erano anche in possesso di armi da fuoco. L’immediata attività di indagine della squadra mobile permetteva di individuare un box auto sito in via Privata Zanella, traversa di viale Turati, ove era verosimile che fossero occultate sia la droga che le armi. La squadra mobile quindi nel pomeriggio del 01 aprile u.s. al termine di un lungo servizio di appostamento, riusciva a bloccare i due soggetti nel momento in cui si trovavano nei pressi del citato box auto, procedendo al loro controllo.

'Ndrangheta a Lecco

09.02.2021 - Personale di questa Squadra Mobile unitamente a personale della Guardia di Finanza, a seguito dell’esecuzione di misure cautelari personali e reali delegate dalla D.D.A. di Milano, procedeva all’adempimento di 10 custodie cautelari in carcere e 8 in regime degli arresti domiciliari nei confronti di altrettanti cittadini italiani: Ai vari soggetti erano distintamente riconosciuti vari capi d’imputazione tra cui quelli p. e p. dagli artt. 416 bis c.p., 71 comma 1 D.Lgs. 159/11, 452 quaterdecies (attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti), 452 octies, 416 bis.1 c.p.; 8 d.lgs. 74/00 (emissione di fatture inesistenti); 648 ter.1 (autoriciclaggio); 644 co. 1 e 5, nn. 4) e 5) (usura aggravata); 629 co. 1 e 2, art. 628 co. 3 nr. 1) e 3); 132 d.lgs. 385/93 (abusiva attività finanziaria). Le attività investigative hanno permesso di acclarare l’esistenza di un sodalizio criminale di stampo ‘ndranghetista dedito alla commissione di numerosi reati, come sopra evidenziati, “gestendo” ingenti risorse finanziarie nella conduzione del traffico di materiali e rifiuti ferrosi. Inoltre, nel corso dell’attività di indagine sono stati documentati flussi di denaro movimentati dalle società del sodalizio criminale pari a circa 60 milioni di euro. Nell’ambito di tale procedimento, sono state esaminate, attraverso indagini bancarie, le posizioni di numerose società connesse, facenti parte del sistema criminale creato da due dei destinatari delle misure. Inoltre, una parte dei proventi illeciti veniva reinvestita in nuove attività economiche. Le successive attività di analisi dei conti correnti intestati alle predette società, corroborate dagli elementi scaturiti dalle indagini tecniche, permettevano di rilevare che in tali nuove attività commerciali erano investite somme di denaro provento dei traffici illeciti di metalli e rifiuti ferrosi perpetrato con le società intestate vari prestanome operando di fatto auto riciclaggio ex art. 648-ter.1 c.p. Pertanto, le indagini hanno evidenziato come le attività criminali in argomento siano state condotte con modalità tipicamente mafiose consistenti in minacce, aggravate anche dall’utilizzo di armi da fuoco, finalizzate al recupero di crediti derivanti da prestiti usurai concessi a numerosi soggetti che a lui si rivolgevano nel corso dell’inchiesta. Erano quindi contestati a vario titolo i ruoli di capo, promotore e organizzatore, il ruolo di capo e organizzatore nonché quello di partecipe, ovvero uomo di fiducia del promotore e organizzatore a completa disposizione di quest’ultimo, che coadiuva nelle attività di usura, esercizio abusivo del credito ed estorsione, mantenendo i rapporti con i soggetti debitori, riscuotendo le somme dovute a titolo di interessi e/o di capitale e intervenendo in prima persona ogni qualvolta vi è necessità di porre in essere un intervento intimidatorio o un gesto violento. Allo stesso promotore e organizzatore sono state sequestrate delle armi da fuoco (una pistola Beretta calibro 6,35 browning e una carabina calibro 22 a ripetizione ordinaria con canna modificata con filettatura per innesto silenziatore corredata da cannocchiale di puntamento marco TASCO misura 4x32 e di silenziatore, di forma cilindrica).

Operazione Carlito: raffica di arresti nei "boschi della droga"

26.10.2021 - Personale della Squadra Mobile, a seguito di attività di indagine finalizzata ad individuare un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti operante nelle aree boschive, in data odierna, unitamente a sei equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia di Milano e una unità cinofila del Reparto di Milano, dava esecuzione alle Ordinanze di custodia cautelare 768/21 RGNR e n°1210/2021 RGGIP emesse dal GIP del Tribunale di Lecco in data 30.09.2021.  Nel frangente si procedeva alla cattura di quattro cittadini tutti stranieri.  Contestualmente veniva anche accompagnato e identificato un altro cittadino straniero, successivamente tratto in arresto in quanto destinatario di provvedimento di “revoca di decreto di sospensione di ordine di esecuzione per la carcerazione ex art. 656 c°8 c.p.p. e ripristino dell’ordine medesimo” avente N.SIEP 153/2021 emesso dalla Procura della Repubblica di Pavia. Nella circostanza i soggetti venivano bloccati a bordo della loro autovettura con in mano due panetti di hashish dal peso di oltre 200 grammi, appena ritirati dal predetto box-auto e trovati in possesso di circa 1.700 euro e di quattro telefoni cellulari, di cui due, mini telefoni facilmente occultabili, verosimilmente adibiti ai contatti con gli acquirenti di droga. Nel frangente i soggetti venivano trovati entrambi in possesso delle chiavi di apertura di uno dei box la cui perquisizione permetteva di rinvenire due pistole illegalmente detenute oltre a circa 400 grammi di cocaina, circa 3,7 chilogrammi di hashish e 3,3 chilogrammi di marijuana e vario materiale atto al confezionamento delle dosi. Le successive perquisizione domiciliari a carico dei soggetti permettevano di sequestrare un’altra pistola, con matricola abrasa, nonché altri 120 grammi di cocaina, di cui una parte già suddivisa in dosi pronte allo spaccio. Per quanto sopra i soggetti venivano tratti in arresto e associati alla locale casa circondariale in attesa dell’udienza di convalida.

Operazione Cascinone

 Le risultanze investigative, precedute da un importante sequestro di hashish, hanno permesso di individuare un giovane italiano, residente nel comasco. Lo stesso, durante l’emergenza epidemiologica del COVID 19 e più in particolare nel periodo del “lock down”, aveva messo in atto una sorta di distribuzione di hashish ai tossicofili presso la propria abitazione. Raccolti importanti elementi probatori nei confronti del giovane e comunicati all’A.G., la stessa emetteva nei confronti del medesimo, misura cautelare in carcere, la quale veniva eseguita da personale della Squadra di P.G. nel mese di maggio 2021.

 Operazione El Didi

nel mese di gennaio 2021, nel corso di un controllo di polizia stradale veniva arrestato un soggetto straniero, residente nel lecchese, il quale deteneva un panetto di hashish. Dopo la convalida dell’arresto lo stesso veniva rimesso in libertà. Durante tale periodo, veniva nuovamente monitorato dal personale della Squadra di P.G. e veniva accertato che lo stesso continuava nella sua attività illecita, commerciando anche cocaina, la quale veniva proposta ai vari clienti con il classico metodo a chiamata telefonica. Al termine degli accertamenti, è stato ricostruito un vasto giro di spaccio di sostanze stupefacenti nei territori del lecchese, (oltre 6000 cessioni, kg. 3 di cocaina spacciata e con un guadagno illecito di € 215.000,00). L’esito delle indagini, veniva comunicato all’A.G., la quale emetteva nei confronti del soggetto, una misura cautelare in carcere, eseguita nel mese di luglio 2021 da personale della Polstrada di Lecco; inoltre veniva eseguito un sequestro preventivo per equivalente, con applicazione di tale misura a tutti i beni posseduti dall’arrestato.

Treno devastato da una "baby gang": cinque giovani denunciati

In data 10 gennaio 2021 la Centrale Operativa Compartimentale informava personale di quest’ufficio, che presso la Stazione FS di Colico era stato segnalato il danneggiamento del treno 2895, ivi in deposito e che avrebbe dovuto effettuare la prima corsa della mattina per Milano Centrale.  Il treno, in base alla denuncia presentata da personale Trenord presso questo l’Ufficio Polfer, era stato vandalizzato da ignoti nel lasso di tempo tra le ore 21:30 del 09/01/2021  (ora in cui il treno era stato fermato sul secondo binario) e le 04:30 del 10/01/2021 (orario in cui il CT e il macchinista nel prendere servizio avevano constatato l’accaduto), e per il fatto i Carabinieri di Mandello del Lario avevano effettuato un primo sopralluogo, identificando  alcune persone trovate all’interno della sala d’attesa della stazione ferroviaria di Colico.   Dopo aver ricevuto la denuncia, personale dipendente acquisiva gli atti redatti dai militari intervenuti, quindi si recava, nella Stazione di Colico per ulteriori accertamenti. Sul posto, oltre a constatare gli ingenti danni evidenziati dai Militari in fase di primo sopralluogo, venivano rilevavate delle impronte di scarpe molto nitide ed evidenti, lasciate sulla polvere degli estintori depositata sul pavimento delle carrozze. Al fine di raccogliere elementi utili all’attività d’indagine, tramite la società RFI si provvedeva ad acquisire le immagini del sistema di videosorveglianza installato presso la stazione ferroviaria di Colico, nonché tramite il Comando Polizia Locale di Colico, si provvedeva ad acquisire anche i filmati delle telecamere installate nelle zone limitrofe alla stazione ferroviaria. Dal Comandante della Polizia Locale di Colico si apprendeva altresì, che nella medesima notte della devastazione del treno, ignoti avevano danneggiato in Colico (Lc) anche alcuni infissi e vetri del Bar sito all’interno di un parco giochi vicino alla Stazione Ferroviaria e in quell’area erano altresì presenti alcune telecamere anch’esse acquisite. La visione comparativa di tutti i filmati e il confronto diretto e costante con la Polizia locale di Colico, portava all’individuazione di un gruppo di cinque ragazzi in ipotesi coinvolti nelle vicende di danneggiamento in quanto visualizzati nei luoghi di interesse con oggetti asportati dal treno, in circostanze temporali e comportamenti riconducibili ai fatti.   Con il prosieguo degli accertamenti e dell’attività info-investigativa, si perveniva all’identificazione del gruppo dei cinque ragazzi, alcuni già noti alla Polizia Locale di Colico per pregressi ed ordinari controlli di Polizia, altri identificati da personale di quest’Ufficio in mirati controlli avvenuti in Colico (Lc) nei giorni immediatamente successivi al fatto e in relazione alla specifica attività di indagine. identificato il gruppo, in considerazione degli elementi raccolti e delle evidenze indiziarie venivano richiesti alle A.G. competenti l’emissione decreti di perquisizione personali e locali al fine della ricerca degli oggetti asportati dal treno, nella circostanza dell’atto vandalico, e di qualsiasi ulteriore fonte di prova. Pertanto, in data 4 febbraio 2021 gli operatori della Sottosezione Polizia Ferroviaria di Lecco con il coordinamento e la collaborazione del Compartimento Polizia Ferroviaria della Lombardia di Milano, hanno dato corso ad un’operazione di polizia giudiziaria denominata “OPERAZIONE LOCKDOWN” volta all’esecuzione di misura cautelare dell’obbligo di dimora e perquisizioni nei confronti di due maggiorenni e tre minorenni a seguito di decreti emessi dal G.I.P. del Tribunale di Lecco, della Procura della Repubblica di Lecco e della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano.  Ad esito delle perquisizioni è stato rinvenuto e sequestrato materiale probatorio a carico degli indagati relativi al danneggiamento e furto di oggetti del treno.  In particolare, presso le abitazioni dei perquisiti venivano rinvenuti una coperta termica e un martelletto frangi vetro.  Inoltre, uno dei giovani interessati veniva trovato in possesso di una agendina sulla quale erano state manoscritte delle pagine che ripercorrevano le modalità del danneggiamento del treno, nonché dei fogli con la scritta, “KNOS”, la medesima rilevata sul treno danneggiato e imbrattato con numerose scritte a pennarello.  Altresì, sui cellulari di alcuni dei perquisiti venivano trovati i video ritraenti gli stessi giovani in azione.

Mario Stojanovic

 

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