Patto per la salute

“Sorveglianza epidemiologica, medicina di territorio e continuità assistenziale: Lombardia impreparata”. Sindacati di nuovo in piazza

La mobilitazione proseguirà martedì 23 giugno

“Sorveglianza epidemiologica, medicina di territorio e continuità assistenziale: Lombardia impreparata”. Sindacati di nuovo in piazza
Lecco e dintorni, 19 Giugno 2020 ore 17:32

Cgil, Cisl e Uil Lombardia di nuovo in piazza. Di nuovo rispettando le regole sul distanziamento. Di nuovo per dire che la Sanità Lombarda va ripensata all’interno di un nuovo “Patto per la salute”. E di nuovo sotto Palazzo Lombardia. E’ andato in scena oggi, venerdì 19 giugno 2020, il secondo giorno di presidio sotto la sede della Regione. Presenti anche i sindacati lecchesi (nella foti di copertina i delegati della Cgil Lecco.).

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“Sorveglianza epidemiologica, medicina di territorio e continuità assistenziale: Lombardia impreparata”. Sindacati di nuovo in piazza

“La rete lombarda di sorveglianza epidemiologica, – affermano Cgil, Cisl e Uil Lombardia – quella che nel territorio sarebbe servita per individuare, tracciare e contenere i focolai di contagio, non era preparata a fronteggiare l’epidemia. Dopo anni di tagli della spesa e del personale nei Dipartimenti di Igiene e Prevenzione e di depotenziamento dei Laboratori di sanità pubblici non si è in grado di tracciare il contagio e sostenere la quantità di test necessaria in situazioni di emergenza epidemica”.

Servono più servizi territoriali e continuità assistenziale!

In piazza, durante il presidio, si è ribadito nel corso degli interventi, come la continuità di cura fra ospedale e territorio e l’integrazione dei percorsi sanitari, sociosanitari e assistenziali in Lombardia è rimasta sulla carta. Con un’epidemia che non ha fatto sconti, si sono mostrati tutti i limiti della sanità lombarda che ha retto la crisi solo grazie all’impegno degli operatori sanitari.

“Operatori ai quali, però, – proseguono unitariamente i sindacati – non è stato garantito ciò di cui avevano più bisogno: supporto, strumenti e modelli organizzativi; sorveglianza sanitaria e dispositivi di protezione individuali. Serviva una medicina di famiglia e un’organizzazione delle cure primarie nel territorio efficienti ed equipaggiate, ma la politica sanitaria di Regione Lombardia sono anni che le indebolisce e le marginalizza”.

Le proposte dei sindacati

Sorveglianza epidemiologica

• Adeguamento del piano pandemico regionale e rafforzamento dei protocolli per il controllo delle infezioni nelle strutture del sistema sanitario e sociosanitario
• potenziamento degli organici dei Dipartimenti di Igiene e Prevenzione, dei servizi ispettivi per la sicurezza negli ambienti di lavoro e di medicina del lavoro
• rafforzamento delle competenze epidemiologiche sul territorio a partire dalla rete dei “medici sentinella”, riorganizzando la medicina di base insieme agli specialisti ambulatoriali e la continuità assistenziale (USCA)
• programmazione di adeguati investimenti per assicurare scorte sufficienti di medicinali, reagenti, dispositivi di protezione individuale

Medicina di territorio e Continuità Assistenziale

• l’utilizzo delle maggiori risorse per la sanità previste dal DL “Rilancio”, per le misure di rafforzamento delle dotazioni organiche nella Sanità pubblica, della rete territoriale e di continuità assistenziale, dell’assistenza domiciliare, della medicina di territorio, dei servizi infermieristici, con l’introduzione dell’infermiere di famiglia o di comunità, e dell’integrazione dei servizi sanitari con i servizi sociali
• programmi e linee d’intervento per riprendere le attività ordinarie diagnostiche, ambulatoriali e chirurgiche sospese con l’emergenza, aggravando il problema delle liste d’attesa e aumentando il divario tra l’offerta sanitaria e il bisogno di salute della popolazione
• confronto sull’attuazione della legge regionale del 2015 e sullo “stato di salute” della Sanità lombarda. Bisogna ripartire dai Distretti e investire risorse finanziarie e professionali sulla sanità territoriale, riorganizzando e aumentando l’offerta sanitaria e sociosanitaria.

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