Una persona estranea trovata barricata al buio all’interno di un bagno della Radiologia del Pronto soccorso. È l’ultimo episodio che riporta al centro dell’attenzione la sicurezza all’ospedale Manzoni di Lecco. È accaduto nella notte tra il 12 e il 13 settembre 2026 e per gestire la situazione è stato necessario l’intervento di una guardia giurata.
Un episodio che arriva a poche settimane dall’aggressione subita da cinque operatori sanitari in Pronto soccorso e che, secondo la UIL Funzione Pubblica Lario e Brianza, rende ancora più urgente affrontare il problema con misure strutturali.
Persona barricata in bagno al Manzoni, la UIL: «Serve vigilanza armata»
Il sindacato ha raccolto la segnalazione di medici radiologi, medici specializzandi, TSRM e infermieri della Radiologia Diagnostica e ha scritto al direttore generale dell’ASST di Lecco, Marco Trivelli. La richiesta è quella di istituire al Manzoni un servizio di vigilanza armata organizzato sul modello già adottato nel territorio di Como. A firmare la lettera è il segretario generale della UIL Funzione Pubblica Lario e Brianza, Massimo Coppia. Secondo quanto riferito dagli operatori, la presenza di persone estranee all’attività ospedaliera si protrarrebbe da mesi.
«In particolare, viene segnalata la presenza, ormai con frequenza quotidiana da diversi mesi, di persone estranee all’attività ospedaliera che accedono e permangono all’interno del Presidio». Il problema riguarderebbe anche il piano dei Servizi, dove la Radiologia resta senza personale e utenza dalle 20 alle 8 e durante i giorni festivi. È proprio in una di queste fasce orarie che si è verificato l’episodio più recente.
«Particolarmente significativo è l’episodio verificatosi nella notte tra il 12 e il 13 settembre, quando un medico in servizio di guardia notturna presso la Radiologia del Pronto Soccorso ha rinvenuto una persona estranea barricata all’interno di un bagno del reparto, al buio». Per la UIL non si tratta di una situazione da affrontare soltanto con interventi occasionali. «Si tratta di un episodio che, a nostro avviso, rende evidente la necessità di superare una gestione meramente occasionale delle singole situazioni e di adottare un sistema strutturato di prevenzione e controllo».
La preoccupazione riguarda in particolare il personale impegnato nei turni notturni. «La problematica assume particolare rilevanza considerando che il personale sanitario, compreso personale giovane e personale femminile, si trova a svolgere attività notturna in aree isolate del Presidio». Da qui la richiesta alla Direzione generale di introdurre una vigilanza stabile.
«Riteniamo pertanto necessario ribadire con la massima fermezza la nostra proposta di istituire presso il Presidio Manzoni un servizio di vigilanza armata strutturato, secondo un modello analogo a quello adottato presso il territorio di Como». Una richiesta che la UIL motiva con la necessità di garantire un controllo soprattutto nelle ore serali e notturne.
«Occorre un presidio organizzato, continuativo e preventivo, soprattutto nelle fasce orarie serali e notturne». Nella lettera il sindacato distingue però il tema della sicurezza da quello delle persone in condizioni di fragilità che possono trovare rifugio nell’ospedale. «La nostra richiesta non intende in alcun modo sovrapporre il tema della sicurezza a quello del disagio sociale».
Per questo la UIL chiede anche il coinvolgimento del Comune di Lecco e dei Servizi sociali. «Riteniamo indispensabile che, parallelamente agli interventi di sicurezza di competenza dell’Azienda, venga attivato un percorso coordinato con il Comune di Lecco e con i competenti Servizi Sociali». Il punto, per il sindacato, è che l’ospedale non può diventare una soluzione abitativa né il personale sanitario può essere chiamato a gestire problematiche di natura sociale. «L’Ospedale, tuttavia, non può diventare il luogo deputato al pernottamento di persone in condizioni di disagio».
Alla lettera sono state allegate anche fotografie relative alla presenza di persone nelle aree vicine al Pronto soccorso, anche durante le ore notturne. La UIL chiede ora alla Direzione generale un riscontro e interventi concreti, prima che la situazione possa degenerare ulteriormente. «Riteniamo che la sicurezza dei lavoratori e dei pazienti e la tutela della dignità delle persone fragili non siano esigenze contrapposte: sono due aspetti che le istituzioni devono affrontare contemporaneamente, ciascuna per le proprie competenze».
Infine l’appello alla Direzione generale: «Confidiamo pertanto in un urgente riscontro della Direzione Generale e nell’adozione di provvedimenti concreti, senza attendere che una situazione già critica debba necessariamente sfociare in un episodio di maggiore gravità».
