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Fuori provincia

Molotov contro il centro vaccinale di Brescia: in carcere due no vax accusati di terrorismo

Due bresciani sono indiziati dei delitti di atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi e porto e detenzione di armi da guerra.

Molotov contro il centro vaccinale di Brescia: in carcere due no vax accusati di terrorismo
Cronaca 02 Maggio 2021 ore 10:04

Molotov contro il centro vaccinale di Brescia. Incastrati e arrestati due no vax, che ora dovranno rispondere dell’accusa di terrorismo.

Molotov contro il centro vaccinale di Brescia

I fatti risalgono allo scorso sabato 3 aprile. Due bottiglie incendiarie erano state lanciate contro il centro vaccinale di via Morelli, a Brescia. La struttura, fortunatamente, non aveva subito grossi danni e poche ore dopo l’increscioso episodio aveva ripreso a funzionare correttamente. A distanza di un mese, ecco che i due responsabili sono stati incastrati ed arrestati. A raccontare la vicenda sono i colleghi di primabrescia.it

In carcere due no vax

Due no vax. Ecco chi si celava dietro l’attacco al centro vaccinale di via Morelli. In carcere sono finiti Paolo Pluda (di Brescia) e Nicola Zanardelli di (Monticelli Brusati).

Le indagini, condotte in tempi brevi anche mediante il ricorso alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, si sono subito concentrate sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza e rilevazione targhe dei veicoli presenti sul territorio del Comune di Brescia, consentendo di individuare quello utilizzato dai rei per raggiungere l’area teatro del fatto criminoso e indirizzare le investigazioni sulla figura di Paolo Pluda, il quale, sebbene incensurato e mai emerso in indagini di criminalità eversiva, evidenziava una convinta adesione alle tesi negazioniste e no vax, con una marcata ostilità nei confronti delle Istituzioni in relazione alla gestione della crisi sanitaria in atto.

L’arresto

Nella mattinata odierna, sabato 1 maggio, i Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Brescia, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di  Paolo Pluda, classe 1969, di Brescia e Nicola Zanaedelli, cl.1970, di Monticelli Brusati (Brescia), gravemente indiziati dei delitti di atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi e porto e detenzione di armi da guerra commessi ai danni del centro vaccinale di via Morelli a Brescia. Contestualmente, sono state eseguite nelle province di Brescia e Verona delle perquisizioni nei confronti di alcune persone rientranti nel circuito relazionale degli indagati.

Le indagini

L’incendio alimentato dagli ordigni, non propagatosi all’intero padiglione solo per la resistenza ignifuga della tensostruttura e per altre cause fortuite, era potenzialmente idoneo a causare danni devastanti alla struttura nella quale erano stoccate diverse centinaia di dosi di vaccino nonché altro materiale infiammabile, danni che avrebbero potuto ripercuotersi negativamente sulla campagna vaccinale anti Covid. A pochi metri dal principio di incendio corrono cavi elettrici che se fossero stati interessati dalle fiamme avrebbero interrotto l’alimentazione della catena del freddo così rendendo inutilizzabili i vaccini. Nel sito colpito vengono infatti somministrate circa 1000 dosi di vaccino al giorno.

Le indagini consentivano inoltre di individuare anche Nicola Zanardelli, soggetto appartenente alla cerchia relazionale di Pluda e risultato anch’egli convintamente orientato, dal punto di vista ideologico, verso le interpretazioni più violente ed oltranziste delle tematiche populiste, no vax ed anti-istituzionali, manifestate in particolare attraverso il web e i social networks. La svolta nelle indagini avveniva dall’isolamento di alcune immagini che fornivano la prova della preparazione degli ordigni da parte degli indagati.

La volontà di sabotare la campagna vaccinale

Dalle risultanze investigative è emersa la chiara volontà dei presunti attentatori di bloccare e sabotare la campagna vaccinale in corso, intimidendo la popolazione ed alimentando il clima d’incertezza del particolare momento storico, nonché di reiterare nel breve termine ulteriori azioni violente e di danneggiamento. È significativo infatti la circostanza che il Pluda la mattina poco prima dell’attacco abbia postato sul proprio profilo Facebook la frase “se vogliamo distruggere il nemico dobbiamo usare la stessa arma “la paura” e la loro paura è la nostra unione. Non ci sono altre soluzioni”.

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