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Dopo l'appello di Ats Brianza

Medici e infermieri volontari per fare le vaccinazioni anti Covid? Si sono presentati in 25

10 hanno espresso la preferenza per la Asst di Lecco

Medici e infermieri volontari per fare le vaccinazioni anti Covid? Si sono presentati in 25
Cronaca Lecco e dintorni, 13 Febbraio 2021 ore 09:23

Giovedì 18 febbraio 2021 partiranno le vaccinazioni anti Covid per gli ultraottantenni. Complessivamente si parla di 726 mila anziani in Lombardia che potranno manifestare la propria adesione alla vaccinazione da lunedì 15 attraverso i diversi canali messi a disposizione: il portale dedicato di Regione Lombardia vaccinazionicovid.servizirl.it (che sarà attivo dalle ore 13 di quel giorno), il proprio medico di famiglia o le farmacie.

Medici e infermieri volontari per fare le vaccinazioni anti Covid? Si sono presentati in 25

E proprio per eseguire i vaccini contro il Coronavirus l'Ats Brianza aveva diffuso  un avviso pubblico per la  creazione di un elenco di volontari disponibili a “prestare attività finalizzate all’attuazione del piano di somministrazione dei vaccini presso le ASST facenti parte del territorio di competenza della ATS Brianza: ASST Brianza – ASST Lecco – ASST Monza”.

In altre parole l'agenzia di tutela della salute che segue le province di Lecco e di Monza e Brianza era alla ricerca di personale sanitario che lavorasse gratuitamente (fatto salvo per un rimborso spese) nella campagna vaccinale.

Ma quanti sono i sanitari che hanno aderito  "all'appello"? Secondo i dati forniti  da Ats ad oggi sono 25 e di questi 10 hanno espresso preferenza per lavorare nelle strutture della Asst di Lecco. Sette si sono resi disponibili per prestare la loro opera in più di una Asst. In particolare a farsi avanti sono stati 10 medici e 15 tra infermieri, ostetriche e assistenti sanitari.  "L'avviso rimane aperto  - fanno sapere da Ats - ogni 5 del mese trasmetteremo i nominativi alle ASST prescelte  altre eventuali disponibilità".

La posizione dell'ordine degli infermieri

Il "bando" dell’agenzia di tutela della salute aveva creato “malumori” a Lecco tanto che il presidente dell’ordine degli infermieri lecchesi aveva preso posizione

“Gli OPI della Lombardia, seppure consapevoli del valore della solidarietà e del volontariato, ritengono  di non poter aderire a tale richiesta manifestando il proprio dissenso – aveva messo in chiaro Fabio Fedeli –  Rinnovano tuttavia la disponibilità ad un confronto per individuare e attivare percorsi che rispondano alle necessità della popolazione e valorizzino il ruolo dei professionisti”