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Dolore straziante

Il suono della sirena dei Volontari ha accompagnato Susanna nel suo ultimo viaggio

La mamma: "Susi ha amato tanto, forse troppo. Era sensibile, così tanto che le persone come lei soffrono"

Il suono della sirena dei Volontari ha accompagnato Susanna nel suo ultimo viaggio
Cronaca 11 Giugno 2021 ore 18:24

I Volontari del soccorso in piedi, accanto alla bara, coperta di fiori bianchi, la chiesa arciprepositurale  di Calolzio colma di gente e le lacrime di mamma Roberta, papà Rodolfo e dei fratelli Riccardo e Massimiliano hanno accompagnato oggi, venerdì 11 giugno 2021,  l’ultimo viaggio di Susanna Marelli, morta a soli vent’anni martedì scorso a Lierna.  Il coro ha intonato «Hallelujah» di Cohen, (E anche se è andato tutto storto mi ergerò davanti al Dio della Canzone e dalle mie labbra altro non uscirà che Alleluja) toccando il cuore dei presenti.

Il suono della sirena ha accompagnato Susanna nel suo ultimo viaggio

"Oggi è la festa del Sacro cuore - ha detto il parroco don Giancarlo Scarpellini nella sua omelia - E c’è un filo sottile che unisce questa ricorrenza a quello che stiamo celebrando. Perché c’è il cuore di Susanna trafitto da vicende misteriose. Quello dei suoi famigliari che è  sofferente: la morte di una figlia provoca uno strazio senza fine. Rimane sempre una cicatrice che fatica a rimarginarsi. C’è il cuore della comunità di Calolzio, che è qui oggi. Anche voi siete straziati e lo dimostra la vostra presenza qui, oggi. Penso che ognuno di noi avrebbe fatto qualsiasi cosa per fare in modo che Susanna non arrivasse dove è arrivata. E poi c’è il cuore di Gesù ferito per la nostra sofferenza:  Lui ci dice che Susanna  è sempre stata e sempre sarà oggetto della Sua cura. Sì perché il cuore è un luogo dove trovare riparo e lì via abbiamo posto Susanna perché la sua vita possa continuare".

"Non dimenticheremo come  ci stringevi forte con i tuoi abbracci"

Al termine della funzione le insegnanti dell’asilo nido arcobaleno, dove la giovane lavorava hanno letto un breve messaggio. «È difficile trovare le parole giuste - hanno letto - perché non esistono parole in grado di racchiudere un dolore così grande. Siamo attoniti di fronte all’impotenza e al vuoto che è rimasto. Hai saputo metterti in gioco, sei riuscita con calma e meticoloso impegno a tessere legami con ognuna di noi. Ti abbiamo vista crescere, cambiare giorno dopo giorno e metterti in gioco quotidianamente nelle relazioni, vincere la timidezza, parlare, esporti. Il tuo fare discreto, la tua disponibilità, la tua sensibilità, la creatività con cui ci supportavi. Non ti dimenticheremo, e così, all’improvviso come ci stringevi forte con i tuoi abbracci ci aggrapperemo ai ricordi per rincontrarti ancora, per sentire un po’ meno la tua mancanza. Il pensiero va alla tua famiglia, a cui ci stringiamo vicini. Grazie per aver condiviso con noi un pezzo del tuo cammino, sei nel nostro cuore. Buon viaggio piccola Susi».

Il messaggio di mamma Roberta

Ma struggente più di tutti il messaggio di mamma Roberta consegnato ad un’amica: "Oggi si è spento il sole e il buio è intorno a noi. Susanna è uno dei tre miracoli che mi sono stati concessi. L’abbiamo amata tanto fin dal giorno della sua nascita. E’ venuta al mondo con i suoi occhi grandi spalancati su di me, con quell’espressione seria. E’ cresciuta come una figlia timorosa e timida e l’adolescenza ha accentuato queste sue caratteristiche». Ma Susanna aveva un cuore grande, ha aggiunto la mamma 2capace di grandi cose". E ancora. "Susi ha amato tanto, forse troppo. Era sensibile, così tanto che le persone come lei soffrono. Le persone che ha amato di più sono stati i suoi fratelli che non hanno mai smesso di starle accanto, soprattutto negli ultimi tre anni. Io voglio credere che la strada che ha deciso di percorrere l’abbia portata dal nonno che adorava, era il suo angelo custode. D’altronde quella è la strada che tutti dobbiamo percorrere, prima o poi. Sono certa che ci rivedremo un giorno, perché ti voglio ancora qui, tra le mie braccia".

Nel suo zaino sono stati trovati dei versi di William Shakespeare, ha concluso la mamma: "Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente".

Poi la parola è passata ai volontari del Soccorso di Calolzio che hanno letto la preghiera del volontario: "Signore, donaci l'umiltà di riconoscere che noi non siamo la luce, ma strumenti della Tua luce, non siamo l'amore, ma espressioni del Tuo amore".

Quindi  la semplice bara è stata trasportata fuori dalla chiesa a spalla.  E mentre la bara scendeva lentamente dai gradini dell’edificio sacro si sono levati in altro decine di palloncini bianchi e i volontari del soccorso hanno accompagnato il passaggio con il suono della sirena.