Cronaca
Lutto

Folla per l'addio a Gnecchi, capogruppo degli Alpini della Garlinda. "Grazie di tutto nonno Bruno"

La bara "scortata" dalle penne nere, decine di gagliardetti delle sezioni sull'altare, i sindaci di Garlate Beppe Conti e Galbiate Piergiovanni Montanelli con la fascia e il cappello degli alpini, centinaia di persone in religioso silenzio e poi il lungo corteo verso il monumento degli Alpini

Folla per l'addio a Gnecchi, capogruppo degli Alpini della Garlinda. "Grazie di tutto nonno Bruno"
Cronaca Lecco e dintorni, 30 Maggio 2022 ore 17:37

Cappello con la penna nera ben calcato sul capo e occhi lucidi: una folla di alpini ha gremito oggi, lunedì 30 maggio 2022 la chiesa parrocchiale di Garlate per tributare un ultimo commosso omaggio ad un uomo che ha dato tanto all'Ana e non solo. Sono stati celebrati infatti i funerai di Bruno Gnecchi, capogruppo degli Alpini della Garlinda, scomparso venerdì a 72 anni  a causa di una malattia che non gli ha lasciato scampo.

Alpini della Garlinda in lutto: è morto il capogruppo Bruno Gnecchi
Ghecchi nella fila in basso è il secondo da sinistra

Folla per l'addio a Gnecchi, capogruppo degli Alpini della Garlinda

La bara "scortata" dalle penne nere, decine di gagliardetti delle sezioni sull'altare, i sindaci di Garlate Beppe Conti e Galbiate Piergiovanni Montanelli con la fascia e il cappello degli alpini, centinaia di persone in religioso silenzio e le voci del coro degli alpini: è stata una cerimonia sentita e toccante, un momento di ricordo e tributo ad un uomo che si è davvero speso anima e corpo per gli altri. Presente in chiesa anche l'ex sindaco di Garlate Maria Tammi che aveva scelto come vice Annalisa, figlia di Gnecchi, nel suo mandato amministrativo.

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A  concelebrare la funzione sono stati don Matteo Gignoli, don Andrea Mellera e don Erasmo Rebecchi. Don Matteo, nell'omelia, ha sottolineato che straordinaria  presenza alla cerimonia è "indice del grande affetto che tutti provavano per Bruno e che lui meritava".

 

Il ricordo dell'ex parroco Don Mario Colombini

Non ha avuto la possibilità di partecipare al rito funebre, ma non ha voluto far marcare il proprio messaggio di affetto e vicinanza, che è stato letto da don Matteo,  l'ex parroco di Garlate don Mario Colombini 

La notizia della morte di Bruno mi ha profondamente turbato ed addolorato. Sento di rinnovare la mia vicinanza ai parenti in questo momento di  dolore ed assicuro ancora la mia preghiera Sacerdotale perché siate sostenuti in questa  prova che il Signore ha messo sulle vostre spalle e che non trova spiegazione umana. Mi ha confortato il sapere da voi che l'avete accolta fidandovi del Signore. E' un dovere essere presente Spiritualmente in questo momento di addio religioso a Bruno. Vorrei che Bruno  fosse ricordato innanzitutto come marito, papà e nonno dei suoi due nipotini che adorava. Bruno ha avuto tanto amore ed attenzione per la sua famiglia . In essa regnavano l'armonia, l'unione, la serenità e la responsabilità. Grazie Bruno per la tua testimonianza famigliare, oggi tanto necessaria per la nostra società. Bruno è stato una figura ben conosciuta e ben accolta per la sua continua disponibilità . Altri diranno ed elogeranno tutte le iniziative da lui intraprese con i suoi alpini per la comunità civile.

 

Io lo voglio ringraziare per quanto fatto in oratorio. I ragazzi erano i più deboli, i più bisognosi di protezione e proprio a loro Bruno ha saputo dare tanto abbellendo e rendendo più sicuri i luoghi della loro accoglienza. E nelle ricorrenze del 25 aprile, nei miei 30 anni di permanenza a Garlate, ho sempre ricordato il detto di Gesù, Tutto quello che avete fatto ad uno di questi piccoli, l'avete fatto a me.  Come dimenticare quanto fatto da Bruno per i diversamente abili? Devo confessare che tante mie iniziative non sarebbero state realizzate se non ci fossero stati il suo sostegno e la presenza degli alpini. Uomo di poche parole, ma di tanti fatti, Bruno ha ricevuto tanti doni. Ma non li ha tenuti per sé, li ha  messi a disposizione della comunità per il vantaggio di tutti. Ogni volta che si bussava alla sua porta ed a quella degli alpini, c'era sempre una risposta positiva, serena e disinteressata. Voglio pure chiedere scusa a Bruno se non sono sempre stato capace di rispondere positivamente alle sue richieste. In questa chiesa c'è qualcosa che ricorda Bruno: ogni volta che entrando attingete all'acqua Santa ricordate che gli acquasantini sono stati realizzati dalle sue mani di abile falegname e donati alla nostra comunità. Alpini di Garlate siate fieri di chi vi ha guidato e vi ha lasciato in eredità un forte esempio".

Al momento della consacrazione uno squillo di tromba ha dato l'ordine a tutte le penne nere di mettersi sull'attenti e di tenere alti i gagliardetti delle tante sezioni alpini presenti.

L'omaggio dei parrocchiani

Colmo di gratitudine in messaggio letto a nome di tutti i parrocchiani:

Oggi preghiamo per un nonno e con un nonno nella convinzione che lui è spiritualmente qui presente con noi con i suoi occhi buoni e i suoi tipici baffoni.  E' il nonno di Vittoria e di Carlo ma è anche il nonno di tutti quei ragazzi dell’oratorio a cui ha dedicato il suo tempo coinvolgendo nelle varie imprese gli amici del Gruppo Alpini.  Ogni volta che suonavo alla sua porta. mandata prima da Don Mario e poi da Don Matteo, a chiedere una mano per i ragazzi, sapevo già che la sua risposta sarebbe stata sì. Restava solo da stabilire giorno e ora, si trattasse di una castagnata piuttosto che di un’uscita nei boschi. A nome di tutti i ragazzi dell’oratorio oggi ringrazio nonno Bruno per il tempo che ci ha  dedicato, lo stile mite e umile con cui ci ha aiutato, il buon esempio che ci ha regalato. Quando lo scorso anno l’ho ringraziato perché aveva portato nella sede degli alpini e nei boschi vari gruppi di ragazzi, in risposta ci ha mandato una borsa di gelati. Sono sicura che ora, riposando tra le braccia di Dio, manderà noi e soprattutto i suoi cari nipoti un sorriso e uno sguardo di benedizione particolare.

 

 

Il sindaco

"La nostra comunità, per la quale è stato sempre presente e sempre si è speso,  ricorda Bruno con commozione ed affetto: una persona generosa, che ha incarnato fino alla fine quei valori che l'hanno fatto promuovere ed aderire con entusiasmo e grande dinamismo alle iniziative degli alpini e che hanno sempre contraddistinto la sua vita: correttezza, integrità, generosità e solidarietà sono le caratteristiche che sempre hanno guidato le sue azioni. Bruno ci mancherà ma ci sarà ancora d'esempio. Lo salutiamo con grande rimpianto e ci impegniamo ad onorarlo mantenendo fede ai valori che ha sempre perseguito".

La preghiera dell'Alpino per Gnecchi

Al termine della cerimonia è stata letta le sempre toccante preghiera dell'Alpino: quindi uno scrosciante applauso  e il canto "Signore delle cime" hanno accompagnato l'uscita del feretro dalla parrocchiale. Poi in processione la salma è stata portata, prima della partenza per la cremazione, al monumento degli alpini di via Stoppani.

Il lungo corteo verso il monumento

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Mario Stojanovic

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