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Coronavirus Lombardia: la conferenza stampa in Regione DIRETTA VIDEO

Più di 140 i casi: l'intervento di Fontana e Gallera, ma anche del premier Conte e di Borrelli della Protezione civile.

Coronavirus Lombardia: la conferenza stampa in Regione DIRETTA VIDEO
Cronaca 23 Febbraio 2020 ore 18:02

Ecco tutti gli aggiornamenti ufficiali sul Coronavirus. Sono circa 140 i casi accertati. Colpita in particolare la nostra Regione, ma anche Piemonte e Veneto. Annullate tutte le manifestazioni pubbliche e chiuse le scuole.

In televisione, su Rai 1, sono inoltre intervenuti il premier Giuseppe Conte e il capo del dipartimento di Protezione Civile nazionale Angelo Borrelli.

E’ arrivata una persona a Chiari che ha dimostrato i sintomi; si sta procedendo con le analisi del tampone.

In diretta dalla conferenza stampa

Ecco la conferenza stampa ufficiale a Palazzo Regione. Al Pirellone ci sono tutti i vertici di Regione Lombardia. E’ morta un’altra persona a Cremona, già ricoverata nel reparto di Oncologia. Arrivato un paziente a Chiari con i sintomi: si sta processando il tampone.

Sono intervenuti l’assessore al Welfare Giulio Gallera e il presidente della Regione Attilio Fontana. Ecco quanto è emerso.
“Abbiamo avuto una prima fare in cui il Paese ha provato a contenere il virus, è evidente che per la presenza in Regione di diverse persone infette, stiamo provando una seconda fase. Questo è il percorso che il Paese sta cercando di compiere con il Dpcm, con l’individuazione delle zone rosse, all’interno delle quali vengono bloccate tutte le attività e tenute le persone a domicilio (basso lodigiano e veneto, due sono i focolai). Dopo di che ci sono tutte le altre misure che stiamo adottando per ridurre per un limitato periodo di tempo (7 giorni, eventualmente prorogabili a 14) per cercare di evitare l’assembramento. non siamo in una situazione di pandemia, ma è bene evitare gli assembramenti che consentono la diffusione di questo virus. Per 7 giorni (che forse diventeranno 14) chiuse le scuole. Niente manifestazioni e iniziative aperte al pubblico. Sospesi i servi educativi di ogni ordine e grado, Sospese le attività di musei e luoghi di cultura, sospesi viaggi di istruzione sul territorio nazionale e all’estero, sospesi i concorsi”.
I luoghi di aggregazione chiuderanno alle 18.
“Abbiamo predisposto la chiusura dopo le ore 18 dei luoghi di intrattenimento e svago (teatro, cinema, centri commerciali, pub, discoteche), ma non i ristoranti”.

I dati

“Abbiamo processato più di 800 tamponi, individuato 112 soggetti positivi (media del 12%) distribuiti tra Cremona, Como, Papa Giovanni, Codogno, Sacco, San Gerardo, Pavia negli ospedali. Oggi non c’è ancora un vaccino. Il Coronavirus ha una veloce ed evidente contagiosità. Di questi 112 a oggi solo 17 sono in terapia intensiva (di 53 ricoverati in ospedale), mentre gli altri sono a casa. E’ una forma di influenza-polmonite aggressiva, ma rientra in queste forme di evidenza. Circa la metà delle persone la supera senza particolari problemi, l’altro 40% supera l’infezione, mentre i restanti necessitano delle terapie intensive. A oggi non abbiamo quasi nessun ragazzo colpito. La maggior parte sono persone dai 60/70 anni in su, sulle quali incidono le loro condizioni di salute pregresse”.

Ecco cosa ha spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera. I morti accertati sono 3, di cui due in Lombardia. Si attendono i risultati per un paziente arrivato questa mattina a Chiari.

Lo sforzo richiesto

“Lo sforzo che stiamo mettendo in campo per i prossimi 7/14 giorni è di stare al proprio domicilio per provare a fare in modo che ci sia il contenimento di questo fenomeno che noi ancora non riusciamo a conoscere, che non è particolarmente aggressivo, ma che si diffonde rapidamente.  Ci stiamo attrezzando con il Sistema sanitario per ampliare i posti di terapia intensiva e liberando i posti (a oggi ne abbiamo più di 900). E’ una misura precauzionale di Salute pubblica legata a questo aspetto. Ma il messaggio è che è di carattere precauzionale rispetto a una situazione che speriamo di non dover gestire. Chiediamo uno sforzo ai cittadini cercando di gestire la propria vita relazionale”.
I servizi pubblici continuano e i servizi pubblici sanitari continuano e sono aperti e attivi. Il personale utilizzerà le mascherine. Il numero di informazione è il 1500. L’112 va utilizzato per le persone che hanno dei sintomi e che hanno una necessità. Per le persone dentro la zona rossa (zona chiusa) c’è il numero verde destinato a loro 800894545.

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Il premier Conte su Rai 1

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto su Rai 1 durante la trasmissione Domenica In.

“La preoccupazione è comprensibile, il panico no. Stiamo lavorando intensamente con tutte le componenti del Sistema Italia per adottate tutte le misure per cercare di contenere la diffusione del Coronavirus. E’ importante cercare di contenrlo per limitare gli effetti negativi sulla popolazione. Comprendo che i cittadini siano preoccupati, ma stiamo adottando le misure più rigorose nel segno della prevenzione. Abbiamo operato migliaia di test con la prova tampone e controlli minuziosi. Quella che stiamo attuando è una linea di massimo rigore nei confronti dei cittadini italiani”.

Conte ha confermato che i casi accertati sono circa 140, ma che l’Italia sta cercando di controllare la situazione. Nei prossimi giorni verranno varati dispositivi per quanto riguarda le misure di sostegno economico.

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“E’ importante di tutta la comunità nazionale esprimere solidarietà nei confronti dei destinatari delle misure restrittive. Ho appena firmato un decreto attuativo che prevede restrizioni per i prossimi 14 giorni nelle aree centro di focolaio. Dobbiamo essere vicino a queste comunità e ai loro sacrifici”.

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“I casi in Italia sono oltre 130 e potranno crescere ancora. Abbiamo effettuato i più rigorosi controlli e siamo stato l’unico paese che ha chiuso i voli da e per la cina. Solo a Fiumicino abbiamo controllato più di 50mila passeggeri al giorno, ma per quanti controlli tu puoi effettuare, c’è un periodo di incubazione nel quale il passeggero non manifesta i sintomi e i controlli non rilevano il Coronavirus. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare, raccogliendo sempre le indicazioni del Comitato tecnico scientifico. Se noi conterremo il contagio, come stiamo facendo e come confidiamo di fare, proteggeremo la sorte dei nostri concittadini. Chi ha patologie pregresse e gli anziani sono i più a rischio. Al momento la cosa più importante è non affidarsi a nessuna forma di panico, seguire le indicazioni delle autorità amministrative e il programma di comunicazione e informazione che stiamo predisponendo. Inoltre dobbiamo affidarci alle regole di igiene e di maggiore tutela nei confronti dei comportamenti personali, specialmente nelle zone interessate dal contagio”.

Il capo della Protezione Civile

Sempre su Rai 1 è intervenuto Angelo Borrelli, capo del dipartimento di Protezione civile nazionale.

“E’ fondamentale trovare il paziente zero, per capire come si è mosso e lo stato del contagio – ha spiegato il commissario dell’emergenza Coronavirus, Angelo Borrelli – La gestione dell’emergenza a livello dei territori interessati dal fenomeno è effettuata attraverso il centro operativo comunale, coordinato del centro provinciale di Protezione civile. E’ il sistema di Protezione civile che, nella sua interezza, sta gestendo il coordinamento delle attività.  Siamo il paese che ha adottato le precauzioni più elevate e i controlli più elevati. Il risultato di queste operazioni è stato il riscontro immediato dei casi. Siamo passati in 24 ore da 3 a oltre 130 contagiati, ma è l’evoluzione dell’epidemia. Non bisogna creare panico o farsi prendere dal panico. Per chiunque avesse bisogno ci siamo noi, ci sono le Forze di polizia e le Forze armate. Dobbiamo affrontare con freddezza e lucidità questa situazione”.

Dipartimento di Malattie infettive

E’ intervenuto anche Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità.

“Il paziente zero potrebbe essere anche già guarito, per risalire a lui dobbiamo valutarne la sierologia. L’infezione sta lì un paio di settimane almeno e in questo lasso di tempo ha avuto modo di entrare in contatto con diverse persone. Potrebbe essersi sviluppate con sintomi lievi, come avviene nella maggior parte dei casi”.
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