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Si va verso misure più rigide

Coronavirus. Fontana incontra i sindaci lombardi: “Fermiamo tutto e subito”

"Le mezze misure, l'abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza"

Coronavirus. Fontana incontra i sindaci lombardi: “Fermiamo tutto e subito”
Cronaca Lecco e dintorni, 10 Marzo 2020 ore 12:59

Coronavirus. Attilio Fontana incontra i sindaci lombardi: “Chiudere tutto ora per ripartire presto”.

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“E’ il tempo della fermezza. Ho incontrato i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso (tranne i servizi essenziali) per ripartire il prima possibile. Le mezze misure, l’abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza”. Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo l’incontro di questa mattina in video conferenza con i sindaci dei comuni capoluogo di provincia della Lombardia.

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La dura ricetta di Gallera: «Stop alle attività produttive e ai trasporti. Si valutino misure più rigide»

«Sono arrivato alla consapevolezza che dobbiamo adottare le misure più dure possibili per un arco di tempo molto circoscritto. Gli esperti ci dicono che se fermiamo il Paese per 15 giorni potremmo riuscire a sconfiggere o limitare la diffusione di questo virus. Per fare questo è necessario non solo stare a casa ma chiudere le attività produttive e bloccare i mezzi di trasporto».

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Parole dure, ma che, secondo l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera, intervenuto durante la trasmissione Aria Pulita, rappresentano l’unica soluzione per arginare l’aumento di contagi da Coronavirus. «È chiaro che di fronte a una situazione così straordinaria l’impegno economico del Governo per ripartire deve essere straordinario altrettanto», aggiunge Gallera.

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L’ipotesi avanzata dalle autorità regionali è quella di un inasprimento ulteriore delle misure precauzionali. «La velocità con cui si sta diffondendo questo virus è enorme – conclude l’assessore regionale -. Giovedì 28 febbraio avevano in terapia intensiva 57 persone, a distanza di nove giorni i pazienti ricoverati in rianimazione erano 399, cioè pari a un aumento del 700 per cento. Questo dato, proiettato in prospettiva, fa venire i brividi. Una crescita così forsennata il sistema non è in grado di reggerla. Ci sono intere regioni che non hanno neanche 300 posti di terapia intensiva. L’unico modo per fermare il Coronavirus è evitare i contatti, dobbiamo stare in casa e adottare comportamenti responsabili».

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