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Coronavirus: centri di ascolto, mense, dormitori aperti

Il lecchese Gualzetti: "In questo momento difficile, siamo chiamati ad agire con un ancora maggiore senso di responsabilità".

Coronavirus: centri di ascolto, mense, dormitori aperti
Cronaca Lecco e dintorni, 25 Febbraio 2020 ore 14:52

Coronavirus: centri di ascolto, mense, dormitori aperti. In ottemperanza all’ordinanza emanata dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, di concerto con il Ministro della Salute, Roberto Speranza, e secondo le indicazioni ricevute dalla Curia milanese in merito all’emergenza epidemiologica da CODIV-19, Caritas Ambrosiana ha suggerito di tenere aperti i servizi seguendo nuove modalità che hanno lo scopo di tutelare tanto gli assistiti quanto gli operatori e volontari, mantenendo ferma l’attenzione agli ultimi.

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Coronavirus: centri di ascolto, mense, dormitori aperti

In seguito a questa decisione ha diffuso  ai volontari e operatori delle Caritas territoriali queste indicazioni:

–          i centri di ascolto nelle parrocchie e gli sportelli restino aperti ma evitando assembramenti con ricevimento su appuntamento;

–          le mense continuino a funzionare distribuendo il cibo attraverso sacchetti evitando di consumare il pasto nelle strutture;

–          le accoglienza residenziali e/o notturne restino aperte e, ove possibile, estendano il servizio durante la giornata, avvalendosi delle figure mediche presenti in grado di fare da filtro all’ingresso;

–          empori e botteghe solidali distribuiscano le spese su appuntamento con le singole famiglie inviate;

–          vengano sospese le attività di doposcuola e le scuole di italiano.

Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana

«In questo momento difficile, siamo chiamati ad agire con un ancora maggiore senso di responsabilità. Le decisioni che abbiamo preso di concerto con la Curia a seguito alle ordinanze delle autorità pubbliche intendono evitare la creazione di assembramenti che possono favorire il contagio e al tempo stesso assicurare l’assistenza necessaria ai soggetti socialmente più deboli. Mentre invitiamo volontari e operatori ad attenersi scrupolosamente a queste indizioni estendiamo a loro e a tutta la popolazione l’invito del nostro Arcivescovo ad evitare allarmismo e rassegnazione, coltivando invece prudenza e senso del limite. Occorre evitare che gli effetti di questa situazione di emergenza ricadono fatalmente sui più deboli, a cui non deve venir meno la prossimità degli operatori, dei volontari e delle comunità tutte», dichiara Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana.

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