Cronaca
Lutto

Commovente addio a Maria Balossi: i toccanti ricordi dei nipoti. "Parlaci ancora d'amore nonna Mariù"

 Una folla commossa ha  detto addio oggi, lunedì 13 giugno 2022 alla , vedova del fondatore della Fontana Group di Calolziocorte

Commovente addio a Maria Balossi: i toccanti ricordi dei nipoti. "Parlaci ancora d'amore nonna Mariù"
Cronaca Lecco e dintorni, 13 Giugno 2022 ore 19:39

Una folla commossa ha  detto addio oggi, lunedì 13 giugno 2022 a   Maria Balossi, vedova del fondatore della Fontana Group di Calolziocorte, scomparsa a 94 anni  la notte tra sabato e domenica  a seguito di un malore improvviso.

Commovente addio a Maria Balossi

Tanti, tantissimi si sono stretti ai familiari della donna, ai figli  Walter, Marco, Luisella e Nadia Fontana e ai nipoti Valentina, Stefano, Alessandro, Nicolò, Pietro Federica partecipando  alla cerimonia  funebre, animata da tre musiciste al violino e violoncello e dall' organista  Antonella La Donna , che è stata celebrata  nella chiesa parrocchiale di Olginate.

 

 

"Lei ha vissuto pienamente la sua vita dedicandola alla famiglia  - ha ricordato durante l'omelia don Matteo Gignoli - L'ha tenuta unita con tanta dedizione. Proprio questo dovrebbe essere lo scopo della nostra: tenere sempre accesa la fiammella dell'amore. La risposta a come ha vissuto la  nostra Maria  è la grande presenza oggi in chiesa e soprattutto la bellissima unione tra tutti i figli e i nipoti. A voi dico, tenete vivo il suo ricordo con la stessa fiammella dell'amore".

I toccanti ricordi dei nipoti

Sono stati proprio gli adorati nipoti della 94enne  ad alternarsi sul pulpito per tributare un ultimo commosso e commovente omaggio ad una grande donna, ad una grande nonna.

Valentina

Quando i nonni se vanno non se ne vanno mai da soli.
Portano con sé quei momenti, profumi, sapori, quegli irripetibili ricordi che ci portiamo nel cuore da sempre, che solo a ripensarli ci fanno sorridere e inebriare di purezza e amore incondizionato.
Non ci sei più Mariù, non c’è più quel dondolo dove io e il nonno cantavamo, aspettando che tu ci preparassi la polenta.
E non ci sarà più neanche la polenta che solo tu sapevi fare così buona. Non ci sarà più l’arrosto con le patate, che ogni volta poteva sfamare un intero reggimento, perché per te noi non avevamo mai mangiato abbastanza.
Non ci sarà più quella persona che era la prima ad accoglierci sulla porta di casa con gli occhi sempre sorridenti e l’ultima a salutarci quando ce ne andavamo, con quella manina svolazzante e quel sorriso colmo di gratitudine per i suoi nipoti che erano andati a trovarla.

 


Ci guardavi ripartire mentre ce ne andavamo via, come se fossimo dei marinai in partenza per la guerra, come se in cuor tuo temessi forse che quella potesse essere l’ultima volta.
I nonni sono così meravigliosamente presenti anche quando non ci sono che spesso li diamo per scontati, perché loro, qualunque cosa accada, saranno sempre lì pronti ad accoglierci e ad amarci. Non importa nulla a loro dei nostri errori, delle nostre mancanze, per loro noi saremo sempre quei bambini da coccolare e viziare con tutto l’amore che c’è.
Come quando facevamo i capricci da piccoli e tu invece di sgridarci ci abbracci e riempivi di caramelle, le tue immancabili Golia, Mariù.
Non ci sarà più quel camino caldo ad accoglierci tutti intorno a quel divano che sapeva di amore. Non ci sarà più quel tanino che il nonno mi costruiva quando venivo a dormire da voi e mi faceva sentire protetta da qualsiasi lupo cattivo.
Quel tanino mi ha protetta per tutta la vita, dandomi quella consapevolezza di avervi sempre con me, con i vostri insegnamenti e valori, quelle ricchezze che ci avete donato e ci hanno sempre reso forti quando era necessario esserlo.
Avete dato vita a una grande famiglia unita, con tante responsabilità a cui pensare, capace di superare le difficoltà del lavoro e della vita con l’equilibrio di chi poggia sempre su un terreno solido, quello dei grandi valori con cui avete cresciuto i vostri quattro figli; gli stessi valori con cui papà e Marco hanno guidato la nostra azienda per tutti questi anni.
Non mi dicevi mai: brava perché avete preso questo cliente o perché avete vinto questo contratto. Sei brava perché sei una persona per bene e io lo so che saluti sempre tutti. Era questa la cosa più importante per te.
Eri orgogliosa di noi, e noi di te.
Ci mancherai Mariù, come mancano tutte quelle persone che hanno lasciato in questo mondo un ricordo meraviglioso, quel qualcosa che non si può contare, come il profumo dei tuoi fiori, come il cigolio del dondolo, come le canzoni che ti cantava il nonno, come tutte le cose che sanno di buono, di famiglia e di amore.
E allora nonna, ho pensato di salutarti così, come avremmo fatto io e lui, seduti là fuori a guardare i monti e ascoltando gli uccellini cinguettare: Parlaci ancora d’amore Mariù, tutta la nostra vita sei tu. Ciao Nonna

Stefano

E’ sempre stata una donna energica e divertente, soprattutto quando c’era da dare qualche consiglio sulle tuse, sul laurà, a fare le pulizie o chiamare i giardinieri ma soprattutto a riempirci i piatti, e che piatti!
Quando noi tutti avevamo terminato lei era ancora in piedi che macinava km, tra tavola e cucina, cucina e tavola, avanti indietro attenta a non far mancare niente a nessuno, che si trattasse di cibo o di vino, non le si poteva dire “Nonna basta” “Dai nonna vieni qua” “Dai nonna siediti anche tu” che il piatto o il bicchiere, spesso entrambi, erano in un attimo magicamente pieni. Così altrettanto velocemente sei sgattaiolata in cielo preparando questa volta forse il piatto più pesante da digerire.
Un piatto comunque saporito perché grazie a te condito di magnifici ricordi e tradizioni indelebili, che la morte non conoscono e che la tua famiglia conserverà e si racconterà presto con sorrisi.
Gli stessi sorrisi che illuminavano insieme al tuo e alla tua voce la nostra splendida tavola. Maria non era una semplice grande cuoca, Maria portava a tavola emozioni e preziosi insegnamenti.
Fai buon viaggio, abbraccia per noi il nonno ora che siete di nuovo uniti, così vi dipingo nell’azzurro del cielo e non ti preoccupare che noi torneremo sempre a tavola insieme a parlar di te, di voi.
Ciao Mariú

Nicolò

 

Ciao nonna, ricordarti non mi è difficile ma solo tanto doloroso;
improvvisamente ogni sponda pare scomparire e sembra esistere solo il baratro.
In una settimana ho perso le mie due nonne: donne diverse ma grandi, speciali e uniche.
Di te nonna Maria ricordo il tuo grande amore, sentivo sempre la tua mano forte e protettiva, saldamente appoggiata alla mia spalla come se mi volessi dire:
“ci sono io vicino a te! Non ti preoccupare! Andrà tutto bene! “
La tua presenza doveva compensare un grande vuoto.
Sapevi..e mi proteggevi con il tuo infinito amore.
Ti facevi scudo per me.
Tu sei stata la sorgente di verità, di amore, di forza che mi ha permesso di ritrovare parte della mia famiglia.
E di questo ti dico grazie!
Sempre Premurosa, attenta, con un sorriso dolce, buona, elegante , generosa, schietta il tuo sguardo vispo sapeva essere acuto, perspicace, e tanto comprensivo.
La nonna Maria a prima vista poteva essere scambiata per una persona fragile e delicata ma in realtà lei era indipendente, decisa, ferma, salda sulle proprie idee,
lei era una persona leale, decisamente moderna per la sua età, con uno spirito giovane.
Ciò che più ambiva ultimamente era la serenità e sentivo forte il suo bisogno di sentirsi protetta, affiancata, sostenuta, coccolata, amata.
Il suo modo di accoglierci era speciale, il suo sorriso indimenticabile, le sue carezze che non mancavano mai, tutti si sentivano a proprio agio con Lei che era un’anima semplice e vera.
Lei che amava i suoi figli Walter, Marco, la mamma Luisella e la zia Nadia specialmente, i suoi nipoti Valentina, Stefano, Pietro, Federica e in modo particolare Alessandro e poi la piccola Deira, sarà sempre con noi e nei cuori di tutti coloro che le volevano bene.
Appena arrivavo a trovarla, mi aspettava subito sulla porta, pronta ad accogliermi e offrirmi un crodino o un ghiacciolo, che lei amava tanto mangiare. Nessuno poteva uscire da casa della nonna senza aver accettato qualcosa da bere o mangiare.
Parlavamo, le raccontavo cosa facevo, come andava l’università e mi diceva sempre: “bravo continua a studiare, te se bravo, però un crodino bevilo dai, te se mia gras” e sorrideva.
Sono sicuro che ci proteggerà sempre insieme al nonno Pietro e la nonna Pinuccia .
Nonna Maria, sarai sempre con me perché io non ti lascerò mai andare via.
Ti voglio bene! Nicolò

Federica

Ciao nonna, mi manchi.
Non avrei mai pensato che sarebbe accaduto tutto così in fretta.
Io e te avevamo ancora tanto da raccontarci, non ho potuto chiederti tante cose che avrei voluto sapere di te perché ho sempre pensato che avrei avuto tutto il tempo del mondo per farlo, ma mi sbagliavo.
Ricordo quando da piccola venivo a casa tua passavamo tutto il pomeriggio insieme, io disegnavo mentre tu guardavi il segreto da parte a me, mi offrivi qualcosa da mangiare, solitamente un panino con il formaggino che ci piaceva tanto, e io non ti dicevo mai di no. Altre giornate le passavamo insieme sul tuo adorato dondolo mentre io ti raccontavo quello che avevo fatto a scuola, arrivata la sera mi addormentavo sul divano con la testa sopra le tue gambe e tu mi accarezzavi i capelli.
Poi con il passare del tempo quando sono diventata più grande e venivo a trovarti di meno, eri sempre sorridente e contenta che potessimo parlare un po’ poi quando era arrivata l’ora di andare ti soffermavi sull’uscio della lavanderia ad aspettare che io me ne andassi e con la tua manina mi salutavi, solo quando vedevi che ero entrata in casa, potevi rientrare anche tu.
Qualsiasi cosa facessimo mi divertivo tantissimo con te, non potremo mai più stare insieme su quel dondolo un po’ cigolante a guardare il tuo prezioso giardino, ma quando ci ripasserò anche se io non potrò più vederti, spero che la tua anima sarà presente.

 


Spesso parlavi di me alle tue amiche o ai tuoi parenti ed eri sempre orgogliosa.
Mi hai visto crescere sotto ai tuoi occhi e mi hai curato quando non c’era nessuno che potesse farlo e per questo ti ringrazierò sempre.
Mi stringevi la mano, con il tuo smaltino rosso, quando più ne avevo bisogno e mi davi forza e coraggio. Ci consolavamo a vicenda perché io te ci emozionavamo per le piccole cose.
Eri una persona semplice, tu non avevi molto ma tutto ciò che ti rimaneva lo donavi alla tua famiglia, ti preoccupavi più per gli altri che per te stessa. Quando la domenica cucinavi la polenta e l’arrosto per tutti, eri l’ultima che si sedeva a mangiare e noi ti sgridavamo ma a te importava solo che noi avessimo il piatto pieno.
Mi si spezza il cuore al pensiero che non potrò mai più vederti ogni giorno, fuori dalla mia finestra ad ascoltarmi mentre suonavo il pianoforte, che ti piaceva tanto e spero che potrai sentirlo anche da lassù.
Porterò con me tutti tuoi insegnamenti, i ricordi ma soprattutto tutto l’amore che mi hai dato da quando mi hai visto per la prima volta.
Continuerò a vivere sperando solo che un giorno ci rincontreremo fino ad allora ti porterò per sempre nel mio cuore. Federica

Pietro

Ciao nonna, purtroppo oggi non posso accompagnarti nel tuo ultimo viaggio e anche per questo scrivere questo lettera non è stato per niente semplice. Volevo iniziare dicendo che ovunque sarai spero che da lassù tu mi sarai sempre vicino.
Sei sempre stata una persona in continuo movimento, spesso ti vedevo in giardino, e non solo ti prendevi cura del tuo ma anche del nostro.
Sistemare, annaffiare, piantare nuovi fiori era la tua grande passione e anche se i giardinieri se ne prendevano cura il tocco finale era sempre il tuo, tutto doveva essere in ordine come dicevi tu.
Ricorderò sempre il sorriso che avevi ogni volta che mi vedevi e con un semplice gesto riuscivi sempre a farmi ridere anche in giornate dove andava tutto storto. Nonna ora finalmente sei in cielo assieme a nonno Pietro e un giorno sono sicuro che vi riabbraccerò’.
Ovunque sarai ti terrò sempre nel mio cuore.
Mi mancherai tanto nonna!

Alessandro

Ciao Nonna,
non è stato facile per me scrivere queste parole.
Ogni mattina, prima di andare al lavoro, venivo da te facendo piano piano, senza fare rumore, ma tu mi sentivi sempre. Mi chiamavi e mi chiedevi sempre 2 cose : che ore fossero e cosa volessi mangiare la sera quando tornavo a casa.
Io mentivo sempre e ti dicevo che era prestissimo così potevi riposare ancora un po’.
A volte ero di fretta mentre a volte ti rimboccano le coperte e ti davo un bacio.
Hai sempre avuto la pelle morbidissima, sappiamo tutti quanto tenevi ad essere sempre perfetta.
Accarezzarti mi mancherà tantissimo.

 

Fin da piccolo, fin da quando tu e il nonno mi avete accolto in casa vostra, ho da subito capito che eri speciale. Una donna che, facendosi carico di tutto, non ha mai vacillato un secondo.
Il nonno infatti ti chiamava ruspa.
Tu con 4 figli, la tua casa, il tuo adorato giardino e me non ti sei mai fermata. Una lavoratrice instancabile.
Sei stata la mia nonna, una madre, un’amica e anche un padre quando c’era da fare la voce grossa.
I valori che mi hai insegnato, tutto quello che sono, io lo devo te.
L’ordine, la pulizia, l’intraprendenza, la puntualità, l’importanza della vita, il valore delle cose, la fatica per ottenere, l’accontentarsi e il non accontentarsi mai.
Non sarà facile per me non vedere più il tuo volto e non sentire più la tua voce. Entrare in casa e non trovarti lì pronta ad aspettarmi e a salutarmi sorridendomi perché so che non vedevi l’ora di vedermi tornare a casa.
Mi dicevi sempre che stato troppo al lavoro.
Tu con il tuo modo di fare che conquistavi tutti, tu con i tuoi POTA e i tuoi TANEGA, tu che eri super espressiva, tu con i tuoi occhi pieni di tutto. Occhi di chi ha visto il mondo, occhi di chi ha amato tanto ma anche sofferto tanto.
Occhi buoni, occhi sempre lucidi, pieni di vita. Occhi che con un solo sguardo dicevano più di mille parole.
Eri tu per me.
Quante sere passate insieme davanti al nostro camino, quanto gelato che abbiamo mangiato.
Ah il tuo adorato gelato. Mai doveva mancare.
Come i tuoi biscotti che divoravi con energia ogni mattina.
Tutte le volte che mi sorridevi, tutti i tuoi “ti voglio bene Ale”.
Sono gelosamente custoditi dentro di me.
Dicono che il tempo mitighi, dicono che il tempo sbiadisca, dicono che il tempo aiuti.
Beh, io non voglio essere aiutato, niente deve essere sbiadito e nulla si deve mitigare.
Tu sarai sempre nel mio cuore come una fiamma che arde impavida sopra tutto e sopra tutti. Non un ricordo ma una presenza forte che mai mai se ne andrà.
Ti voglio bene nonna e sempre te ne vorrò.

Mario Stojanovic

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