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Castagne, a Como-Lecco una buona annata... ma attenzione a dove si raccolgono!

I nostri boschi offrono una buona soddisfazione ai raccoglitori, archiviando al passato il ricordo degli “anni bui” del cinipide galligeno

Castagne, a Como-Lecco una buona annata... ma attenzione a dove si raccolgono!
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 Buone pezzature e un “tappeto di ricci” che ricopre i castagneti nei boschi del comprensorio: a Como e Lecco la stagione delle castagne è lanciata in avanti, grazie anche al clima delle scorse settimane che ha favorito la maturazione con leggero anticipo: e così anche nelle province lariane, il bosco offre buona soddisfazione ai raccoglitori, archiviando al passato il ricordo degli “anni bui” del cinipide galligeno, il fitofago che aveva decimato, per anni, la produzione dei frutti resi da quello che Giovanni Pascoli definì “italico albero del pane”.

Castagne, a Como-Lecco una buona annata

La produzione nazionale in crescita e di qualità, superiore ai 35 milioni di chilogrammi, e anche le due province di Como e Lecco vedono buone performance nei loro boschi: “Un ritorno atteso dopo che in alcune zone era stata rischiata addirittura l'estinzione per la presenza del cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus) proveniente dalla Cina, che da anni infesta i boschi lungo la Penisola provocando nella piante la formazione di galle, cioè ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni. Contro questa minaccia – ricorda il presidente della Coldiretti interprovinciale Fortunato Trezzi - è stata avviata con successo una capillare guerra biologica con la diffusione dell’insetto Torymus sinensis, che è un antagonista naturale”. Un progressivo ritorno al passato anche se siamo ancora lontani dai fasti produttivi di un passato ormai lontano: basti ricordare che nel 1911 la produzione di castagne made in Italy ammontava a 829 milioni di chili, ma ancora dieci anni fa era pari a 55 milioni di chili.

 Il clima

L’abbassamento delle temperature – sottolinea la Coldiretti interprovinciale - sta favorendo un aumento dei consumi da parte delle famiglie italiane, anche se pesano le limitazioni poste alle tante sagre e eventi locali che si svolgono in questo periodo e che sono state frenate dall’emergenza Covid.

Da dove provengono

Attenzione, però, al rischio di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto da Portogallo, Turchia, Spagna e dalla Grecia, considerato che le importazioni nel 2019 sono risultate pari a ben 32,8 milioni di chili di castagne, spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori. Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori. Ancora peggiore è la situazione dei trasformati, per i quali non vi è l’obbligo di etichettatura di origine e per le farine di castagne che, non avendo un codice doganale specifico, non è neppure dato a sapersi quante ne vengano importate.

 La raccolta fai da te

Coldiretti Como Lecco invita i consumatori a prestare attenzione alla qualità e suggerisce di ricorrere a un più genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili. Meglio allora frequentare i mercati degli agricoltori di Campagna Amica o quelle sagre che si potranno svolgere in questi giorni dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità oppure rivolgersi alle imprese agricole e riscoprire il gusto di partecipare nei boschi alla raccolta delle castagne.

Ma attenzione a dove si raccolgono!

Raccogliere castagne nei boschi del Parco del Curone o del Monte di Brianza può costare caro. Carissimo. Una multa, addirittura un anno di reclusione, perché si tratta di un reato penale. E' necessario seguire tutte le indicazioni fornite ad esempio dai volontari dell’associazione Monte di Brianza: LEGGI QUI

 

 

 

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