Lo sapevate?

Raccogliere castagne nei boschi del Lecchese può costare carissimo: ecco perché

L'allerta lanciato dai volontari: nel Parco del Curone e sul Monte di Brianza quasi tutti i fondi sono di proprietà privata. Sui sentieri invece la raccolta è consentita.

Raccogliere castagne nei boschi del Lecchese può costare carissimo: ecco perché
Lecco e dintorni, 07 Ottobre 2020 ore 07:05

Raccogliere castagne nei boschi del Parco del Curone o del Monte di Brianza può costare caro. Carissimo. Una multa, addirittura un anno di reclusione, perché si tratta di un reato penale. A lanciare un’allerta ai frequentatori dei boschi della domenica sono i volontari dell’associazione Monte di Brianza, che attraverso il loro blog e i loro canali Facebook hanno spiegato qualcosa che molti sicuramente non conoscono.

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Castagne, si rischiano multe o… peggio

“Gli appassionati della caldarrosta lo sanno che esistono delle regole da rispettare? – si chiedono i volontari del sodalizio che si occupa di ambiente e cura del territorio sul Monte di Brianza -Raccogliere castagne potrebbe costare caro se non si conosce la normativa. Sul sito del Parco del Curone compare questo avviso: per la raccolta delle castagne nel Parco l’Ente non rilascia permessi. Il territorio del Parco è per la quasi totalità di proprietà privata, quindi le castagne sono da considerarsi beni dei proprietari dei fondi. Situazione che ritroviamo sul Monte di Brianza e che vale per tutti i comprensori boschivi”.

Nei boschi no, lungo i sentieri sì

Ma cosa si rischia? “Raccogliere castagne in un fondo privato è un reato, anche se non ci sono appositi cartelli di segnalazione della proprietà. Spetta al raccoglitore, infatti, informarsi sulla proprietà privata, comunale o demaniale dei terreni. La pena potrebbe portare ad una multa o anche ad un anno di reclusione perché rappresenta un reato penale. L’invito è quello di rispettare le proprietà private e di raccogliere le castagne dove è consentito, per esempio lungo i sentieri”.

Rifiuti abbandonati e parcheggi folli

Il sodalizio Monte di Brianza ha inoltre lanciato un appello ai frequentatori domenicali dei boschi a comportarsi bene e a rispettare l’ambiente. “Il clima è perfetto per organizzare le gite nei boschi quando ancora non fa troppo freddo. E’ quello che pensano una moltitudine di persone, che per tutto l’anno non hanno mai varcato un’area boschiva e a ottobre si improvvisano appassionati cercatori di castagne. Il risultato è una folla agguerrita di persone, che non raccolgono ma saccheggiano il bosco in cerca di castagne come se fossero pepite d’oro. Parcheggi selvaggi in divieto di sosta lungo le strade rendono difficoltosa la viabilità non solo per i residenti… e per concludere in amarezza… dopo il passaggio bucolico di alcuni di loro, nei campi e lungo i sentieri, si rinvengono rifiuti abbandonati che non risparmiano nemmeno il sottobosco. Questa non è una parodia, ma quello che accade nei fine settimana in Alta Brianza, soprattutto nel Parco di Montevecchia e della Valle del Curone e nel territorio del Monte di Brianza”.

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