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Santa Marta: celebrato l'antico e suggestivo rito della benedizione dei michèt

"Perché benediciamo questo pane ? Poiché il pane è l'essenziale e  lo porteremo nelle nostre famiglie dividendolo con i nostri cari".

Santa Marta: celebrato l'antico e suggestivo rito della benedizione dei michèt
Attualità Lecco e dintorni, 29 Luglio 2022 ore 12:03

Una tradizione antica e sempre suggestiva, amata dalla comunità lecchese, quella della benedizione dei michèt, celebrata nella mattinata di oggi, venerdì 29 luglio 2022 in occasione della Festa di Santa Marta. Il sagrato e la piazza della chiesetta nel cuore della città, la più antica di Lecco, hanno ospitato infatti la messa solenne dedicata alla santa che è stata officiata dal prevosto don Davide Milani con don Giuseppe Brivio. 

Santa Marta: a Lecco celebrato l'antico e suggestivo rito della benedizione dei michèt

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Un momento di profonda fede e spiritualità, un segno di devozione, ma anche un momento di ritorno a quei riti che fanno storia, comunità, che accrescono i legami più profondi. Quelle tradizioni semplici e  autentiche fatte di gesti che il biennio pandemico non ha reso possibili.

Santa Marta, esempio di amore

"Siamo qui nel cuore della nostra città per celebrare la festa di Santa Marta - ha detto don Milani - Mi chiedo come Marta sia diventata Santa. Gesù la rimproverava visto che lei si impegnava nelle faccende domestiche mentre la sorella Maria pregava. Marta era la  sorella di Lazzaro e Maria, amici di Gesù,  insieme erano una famiglia. Anche noi siamo quello che siamo  grazie all'affetto delle nostre famiglie. Non possiamo agire e pensare da soli perciò dobbiamo relazionarci  con gli altri. Questa è la miglior cura per mantenere i legami della nostra vita. Non dobbiamo isolarci poiché è bello avere rapporti  con la famiglia e la comunità. Marta è un personaggio cresciuto nella Fede dopo il rimprovero di Gesù.  Chiediamo anche noi di crescere ogni giorno. E' stata proprio Marta ad invitare Gesù in casa sua quasi per dare un po' di riposo al suo camminare. Ed è da qui che inizia l'amicizia del Signore  con Maria, che viveva una vita contemplativa e Marta, che viveva invece una esistenza attiva. Ma vivere attivamente non significa affannarsi andando avanti come dei robot e perdendo di vista l'essenziale. Dobbiamo cercare un motivo del nostro fare e Marta ce lo indica: l'amore, seguendo l'esempio di Gesù".

Il senso della benedizione dei michèt

Poi il prevosto ha spiegato il rito dei michèt. "Perché benediciamo questo pane ? Poiché il pane è l'essenziale e  lo porteremo nelle nostre famiglie dividendolo con i nostri cari". Al termine della celebrazione è stata  anche impartita la benedizione alla nuova effige di Santa Marta.

Oggi pomeriggio la processione e stasera il concerto

Dopo la celebrazione di questa mattina la  festa proseguirà oggi pomeriggio e questa sera con la processione e il concerto. Alle  18.30 nella  chiesa di Santa Marta  Messa celebrata da don Filippo Dotti, accompagnata dal “Coro decanale della terza età mons. Delfino Nava”. Alle 21 si si nuovo in piazzetta per la  recita del Santo Rosario e la partenza della  processione  che sfilerà lungo le vie Mascari, via del Pozzo, piazza XX Settembre, via Bovara, via Mascari. Si ritornerà poi davanti alla chiesa per  la Solenne benedizione.

Alle  21.30, all’interno della Chiesa di S. Marta si terrà la o Laudate Domunum, Musica sacra del Seicento italiano. Il programma accompagna l’ascoltatore alla scoperta del repertorio sacro per soprano e basso continuo del Seicento italiano attraverso le pagine di alcuni tra i protagonisti della scena musicale del tempo quali Claudio Monteverdi e Alessandro Grandi e le note compositrici Barbara Strozzi e Claudia Sessa, a lungo sottovalutate e oggi nuovamente apprezzate per la grande qualità ed espressività delle loro opere. Le musiche proposte sono rappresentative della nuova e rivoluzionaria sensibilità musicale del Seicento: in contrasto con la poetica del Rinascimento, che aveva trovato la sua massima espressione nel rigore della polifonia e del contrappunto, nasce nel XVII secolo lo stile della monodia accompagnata, nel quale l’attenzione si sposta sulla rappresentazione degli affetti umani e sul forte legame tra testo poetico e musica.

Mario Stojanovic

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