Nuovo codice della strada: a Lecco la protesta contro il "Codice della strage"
Buona adesione alla manifestazione di protesta pacifica, colorata, sostenibile che è stata organizzata da Fiab Lecco Ciclabile, Legambiente Lecco e AmbientalMente
Lecco si mobilita, insieme a tante altre città in Italia, per fermare la revisione del Codice della Strada proposta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che sarà discussa nei prossimi giorni in Parlamento e ribadire "Stop al Nuovo Codice della Strage". Lo ha fatto ieri sera, lunedì 11 marzo 2024 con una manifestazione di protesta pacifica, colorata, sostenibile che è stata organizzata da Fiab Lecco Ciclabile, Legambiente Lecco e AmbientalMente.
Nuovo codice della strada: a Lecco la protesta contro il "Codice della strage"
I tre sodalizi infatti hanno deciso di aderire alla Mobilitazione nazionale per la sicurezza stradale delle città. I parteciparti alla manifestazione sono quindi saliti in sella e, utilizzando con bici inclusive hanno pedalato dal parcheggio della Ventina percorrendo la futura corsia ciclabile linea 2 prevista dal Piano Urbano della Mobilità
Quindi sono giunti davanti al palazzo municipale di Lecco dove si è svolto il presidio durante il quale si è parlato della situazione italiana (53 morti in strada per milione di abitanti e e principali cause di morte sono, secondo l’Istat, l’eccesso di velocità, la guida distratta e la mancata precedenza ai pedoni sugli attraversamenti) e sono state illustrate le principali novità del codice.
"I dati non mentono - spiegano Laura Todde, presidente Legambiente Lecco, Paola Schiesaro, presidente Fiab Lecco Ciclabile e Alessio Dossi, presidente AmbientalMente Lecco - Nel 2022 sono morte 3.159 persone in collisioni sulle strade: un aumento del 9% rispetto al 2021 e solo una leggera diminuzione rispetto al 2019. 223.475 sono stati i feriti. Il 73% delle collisioni avviene in ambito urbano. L’assenza di sicurezza stradale è la prima causa di morte per i giovani sotto i trent'anni. La riforma viene proposta "per salvare vite in strada", ma nella sostanza prefigura il persistere della strage. Infatti, limita pesantemente l’autonomia di azione delle amministrazioni comunali, attacca e depotenzia ZTL, aree pedonali, sosta regolamentata, controlli elettronici e mobilità ciclistica. Misure che ci allontanano dagli obiettivi del Piano Sicurezza Stradale 2030".
"Non abbiamo mai detto dei no, senza spiegare perché - aggiungono da Ambientalmente - Il fatto è semplice: quando come Comune di Lecco spingi la mobilità sostenibile con i bus gratuiti per i giovani, quando adotti in giunta un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, quando realizzi strada scolastiche e quando promuovi - nelle scuole e nelle aziende - progetti di mobilità sostenibile... è un PROBLEMA se il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mette i bastoni tra le ruote rendendo di fatto INATTUABILI bike lane e città 30 (solo per citare qualche esempio). Si parla tanto di sicurezza... La sicurezza è la condizione principale che cerca CHI vuole provare, quando ha l'occasione, a muoversi in maniera alternativa all'auto. Creiamola la sicurezza e il traffico diminuirà. E questo codice della strada, ci dispiace dirlo, proprio non lo fa".
Presente anche il sindaco Mauro Gattinoni che recente ha partecipato a Bologna ad un incontro promosso dal sindaco Lepore con i Comuni che in Italia stanno realizzando le zone 30. E proprio Gattinoni ha sottolineato il ruolo centrale che possono e devono rivestire le istituzioni locali sul tema della sicurezza stradale. " Moderare la velocità significa salvare vite, investire in mobilità dolce vuol dire fornire alternative praticabili e sostenibili all'uso dell'auto. Per questo come Comune di Lecco - dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile ai bus gratis per gli under 19, dai progetti nelle scuole alle bike-lane, fino alla Città 30 - stiamo mettendo in campo azioni che perseguono due obiettivi: garantire che lo spazio pubblico sia di tutti, aumentare la sicurezza per ciclisti e pedoni. Sono fiducioso che ci sia lo spazio per correggere le storture che il nuovo codice della strada introdurrebbe andando, di fatto, a mettere uno stop a tante iniziative efficaci e privando i Sindaci dell'autonomia decisionale. La sicurezza ha un'altra direzione".