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Monsignor Angelo Brizzolari celebra i suoi 50 anni di sacerdozio

Mons. Brizzolari: "Voglio ancora continuare a condividere con voi il poco che ho (5 pani-5000 uomini) e il poco che sono (considerata l’età e qualche problema di salute)"

Monsignor Angelo Brizzolari celebra i suoi 50 anni di sacerdozio
Attualità Lecco e dintorni, 19 Giugno 2022 ore 15:43

Monsignor Angelo Brizzolari ha celebrato i suoi 50 anni di sacerdozio con una Santa Messa presso il Santuario della Vittoria.

50 anni di sacerdozio per mons. Angelo Brizzolari

Oggi, domenica 19 giugno 2022, monsignor Angelo Brizzolari ha celebrato i suoi 50 anni di sacerdozio con una messa al santuario della Vittoria. Per l'occasione, presente anche mons. Davide Milani, prevosto di Lecco, ha ringraziato mons. Angelo Brizzolari per il servizio prestato alla sua chiesa e alla città: "Il mio augurio è quello di essere ancora per tanti anni “pane buono e abbondante” per il sostegno di tante persone". Presente per gli auguri, anche il sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni.

Al termine della Santa Messa, si è poi tenuto un semplice, ma cordiale, momento di auguri.

Gli auguri di monsignor Maurizio Rolla

"Ti auguro, in un periodo un po' scombinato e traballante, ma robusto di meraviglia e madido di stupore, di continuare a farti attraversare dalla Parola di Dio con fiducia e coraggio, condividendo, con tutti colore che hai incontrato, incontri e incontrerai, il mistero del Corpo Spezzato e del Sangue versato che rafforzano la salute e fanno evaporare le paure. E mantieni gioia, per quanto possibile".

Questi gli auguri di monsignor Maurizio Rolla, vicario episcopale di zona, a mons. Brizzolati in occasione dei suoi 50 anni di sacerdozio.

L'omelia

Per ringraziare tutti degli anni passati, mons. Brizzolati ha poi tenuto l'omelia in cui ha ripercorso questi 50 anni di sacerdozio.

"La simbolica del numero 5 (pesci) e dei suoi multipli (gruppi di 50 e 5000uomini) “giustifica” parzialmente la celebrazione dei miei 50 anni di ordinazione sacerdotale: non sono né fuori luogo, né fuori colonna.
Illuminato dallo Spirito Santo, che abbiamo recentemente celebrato nella festa di Pentecoste, rendo grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, per questo immeritato dono del sacerdozio nella Chiesa Cattolica e per questo ricco cammino umano, spirituale e pastorale pieno di doni, di consolazioni e di fatiche.
Ringrazio anche per l’educazione ricevuta in famiglia, il papà Giovanni (40), la mamma Bambina (25) e il nonno Angelo; e per la formazione maturata nella parrocchia e nell’oratorio di Civate, nell’ Azione Cattolica Diocesana, nella scuola, nel Seminario e nell’università".

Il percorso di mons. Brizzolari all'interno della Chiesa

"Ho sempre avuto dagli arcivescovi card. Colombo, Martini, Tettamanzi, Scola e Delpini incarichi pastorali non immediatamente parrocchiali: Il Seminario Diocesano (17), la Curia Arcivescovile(15) come Vicario Episcopale di settore con particolare attenzione all’educazione e alla scuola, Vicario Episcopale per la Zona Pastorale di Rho (7) ( 160), poi è suonato un campanello d’allarme per la salute; ora sono con voi(11) al Santuario della Beata Vergine della Vittoria, pienamente inserito, dallo scorso anno, nella Comunità pastorale “Madonna del Rosario” in Lecco.
Di volta in volta gli Arcivescovi hanno però provveduto ad una forma di “compensazione parrocchiale”, chiedendomi di collaborare con qualche Oratorio vicino al Seminario e poi consentendomi di affiancare mio fratello don Roberto, a Bellinzago Lombardo prima e ora a Villa Vergano: sempre mi sono interessato di oratorio, di giovani e di famiglie".

50 anni di sacerdozio: inizia il ministero nel 1972

"Guidato dal luminoso e intelligente magistero di Papa Paolo VI che accompagnava la Chiesa nel muovere i primi passi sulle impegnative riforme volute dal Concilio Vaticano 2°, ho iniziato il mio ministero nel 1972, con l’entusiasmo nel cuore perché avevo compreso che senza discepoli la folla “resterebbe senza pane”, ma nel pieno della contestazione giovanile (“noi siamo realisti chiediamo l’impossibile”: era scritto a titoli cubitali all’ ingresso dell’Università di Roma); contestualmente la Fede soffriva di un complesso di inferiorità rispetto alla Scienza e la legge che disciplina i casi di scioglimento del Matrimonio (divorzio), approvata nel 1970, incominciava a minare le solide basi del Matrimonio e della Famiglia".

Gioventù e famiglia

"La formazione seminaristica mi aveva attrezzato per incontrare e accompagnare una gioventù propositiva, gagliarda e, a volte, aggressiva; mi aveva educato a non rinunciare mai alla Fede nel nome della presunta superiorità della Scienza e mi aveva convinto a non venir meno alla consegna del Vangelo di Gesù “fate questo in memoria di me”…. fino a comprendere l’indissolubilità del Matrimonio, il valore educativo e sociale della Famiglia e della scuola e la vocazione dei laici all’impegno socio-politico.

Mi ritrovo 50 anni dopo a misurarmi con una gioventù malinconica, indifferente e accomodata nei “like”, a confrontarmi con una Scienza “ridimensionata” nelle sue presunzioni dalla estenuante esperienza del Covid e con un istituto Familiare e Matrimoniale svuotato dal di dentro, portando la rappresentazione di questi concetti ( famiglia e matrimonio) a dimensioni sempre più private e a disposizione dell’individuo, che può disporre di questi beni a proprio uso e consumo, propiziando così, da un lato,  la cronica disaffezione dei giovani a scegliere il Matrimonio come realistico ideale di vita, per sempre; e suscitando dall’altro lato, nel cuore dei pastori, la custodia dell’ interrogativo di come le famiglie cristiane possono testimoniare oggi nella gioia e nelle fatiche dell’amore coniugale, filiale, fraterno, la buona notizia del Vangelo di Gesù".

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"Voglio continuare a condividere il poco che ho e il poco che sono"

"Oggi, la cassetta degli attrezzi che avevo preparato con cura in Seminario, non mi è immediatamente e sempre di aiuto e si insinua la tentazione “congeda la folla”; Gesù invece desidera che “tutti mangino a sazietà”; pertanto voglio ancora continuare a condividere con voi il poco che ho (5 pani-5000 uomini) e il poco che sono (considerata l’età e qualche problema di salute)".

"E' in corso un profondo cambiamento d'epoca"

"Dice bene papa Francesco “è in corso un profondo cambiamento d’epoca” che interessa le persone, le relazioni e le istituzioni ecclesiali, sociali, economiche e politiche e chiede veramente una conversione delle pratiche e degli stili pastorali. Tutti abbiamo bisogno di convertire il nostro sguardo per riconoscere i sentieri che lo Spirito di Dio sta costruendo anche dentro le forti trasformazioni antropologiche, culturali e sociali (economia indisciplinata e crescita delle diseguaglianze) che stiamo vivendo. Cambiamento d’epoca che ha conosciuto un’improvvisa accelerazione e complicazione procurate dall’impegnativa e faticosa stagione del Covid, appesantita, ora, dalla tragica e insensata sciagura della guerra sul suolo europeo".

Adattarsi per continuare ad essere utile

"All’alba dei 50 anni di ordinazione sacerdotale mi è chiesta una profonda trasformazione per continuare ad essere “pezzo di pane” buono per qualcuno, per aiutarlo ad uscire dalla folla anonima e riconoscersi in una comunità;  e mantenere vivi, efficienti ed efficaci gli interessi che ho sempre coltivati: l’educazione, ormai  un terreno sempre più paludoso; la scuola, che segna il passo con riforme attese da anni; la famiglia, esposta ad una cronica fragilità e la complessa realtà socio-politica, sempre più opacizzata e frammentata".

Il compito del prete-pastore-educatore

"La formazione cristiana non è immediatamente ed esclusivamente riconducibile alla sola dottrina e ai freddi precetti. Il prete-pastore-educatore deve chiedersi che cosa passa “di mano in mano” tra le persone che frequentano la comunità: a conclusione di un anno liturgico-pastorale deve preoccuparsi di quanto “più di Vangelo” sta innervando la vita di quanti partecipano regolarmente la Messa domenicale, di quanti costruiscono un cammino spirituale personale celebrando con frequenza il sacramento della Riconciliazione o condividendo il percorso di riflessione sulla Parola nei gruppi di ascolto; analoga attenzione meritano anche gli operatori della Caritas che generosamente provvedono alle molteplici richieste delle vecchie e nuove forme di povertà e  i generosi e inossidabili catechisti appassionati nell’introdurre le nuove generazioni nella vita di fede e della preghiera. L’attenzione prevalente del pastore è rivolta primariamente a ciò che deve essere custodito e tramandato (passare di mano in mano) per la costruzione, l’edificazione e la cura della comunità ecclesiale e il suo essere radunata da Gesù, attorno a Gesù e al modo di Gesù".

Imparare una "nuova grammatica" per comunicare

"Non basta l’uso del personal computer, del tablet e dello smartphone; devo imparare una nuova grammatica come “password” per accedere al cuore e alla coscienza dei ragazzi, dei giovani e degli adulti di oggi “tutti figli di Abramo”, a cui deve giungere la parola serena e rassicurante del Vangelo di Gesù “date voi stessi loro da mangiare” e la proposta affascinante di camminare insieme, responsabilmente, nella comunità della Chiesa Cattolica a complessivo beneficio della comunità civile".

"Perché gli Adolescenti e i Giovani possano sempre essere sensibili e pronti nell’accogliere la voce dello Spirito Santo"

"La Celeste Regina della Vittoria che invochiamo a mia e nostra protezione in questi giorni di festa comunitaria, arricchisca i giovani e le ragazze della nostra comunità pastorale del dono prezioso di vocazioni sacerdotali, di consacrazioni religiose, di scelte matrimoniali e di qualche decisione per l’impegno socio-politico: insieme preghiamo Gesù, il nostro maestro interiore, perché gli Adolescenti e i Giovani possano sempre essere sensibili e pronti nell’accogliere la voce dello Spirito Santo che li abilita serenamente e responsabilmente ad impegnarsi per la edificazione della Chiesa e della casa comune italiana ed europea".

I ringraziamenti finali

"Ringrazio Mons. Davide, don Fernando, don Eusebio e don Alberto per tutte le premure che hanno nei miei confronti e per tutte le attenzioni che hanno verso il Santuario e per quanti lo frequentano; saluto i miei parenti, gli Amici del Santuario, preziosi ed apprezzati collaboratori e voi tutti per la vostra simpatica e cordiale amicizia e vi ricordo tutti, con le vostre famiglie, con gli anziani, gli ammalati e i bambini nella celebrazione di questa S. Messa della festa del Corpus Domini. Con tanta amicizia e riconoscenza".

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