Lecco

Daspo urbano dopo l’aggressione in piazza? Per il sindaco “Misura utile ma non risolutiva”

"Chiedo alle Autorità che venga garantito il pieno controllo delle situazioni di pericolosità sociale riconosciute"

Daspo urbano dopo l’aggressione in piazza? Per il sindaco “Misura utile ma non risolutiva”
Lecco e dintorni, 22 Maggio 2020 ore 16:07

Il sindaco di Lecco Virginio Brivio ha deciso di intervenire a seguito del cruento episodio   avvenuto mercoledì sera in piazza XX Settembre (CLICCA QUI PER VEDERE L’IMPRESSIONANTE VIDEO). Un presa di posizione, quella del primo cittadino che oltre a condannare ovviamente l’accaduto, sottolinea la “scarsa efficacia” della misura del Daspo urbano che era stata invocata ieri dal prefetto di Lecco Michele Formiglio durante la riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Daspo urbano dopo l’aggressione in piazza? Per il sindaco “Misura utile ma non risolutiva”

“La rissa tra due senza fissa dimora avvenuta nella giornata di mercoledì 20 maggio in piazza XX Settembre a Lecco, mi interroga e ci interroga su come il nostro sistema sia realmente in grado di dare risposte alle questioni della sicurezza pubblica, questione delicatissima e complessa, certamente cara alle istituzioni tutte, cosi come a ogni cittadino – spiega il sindaco Brivio Nella giornata di ieri Prefettura, Questure e Forze dell’Ordine hanno tempestivamente raccolto la richiesta di un incontro urgente in ordine a quanto accaduto, nonché l’immediata disponibilità dell’Amministrazione comunale nel dare il proprio contributo per la tutela della sicurezza dei cittadini con alcuni possibili strumenti, quali, ad esempio, la misura del cosiddetto Daspo urbano, peraltro già sperimentata in passato dall’Amministrazione stessa. Misure utili, certamente, da non sottovalutare ma, è onesto dire, non risolutive di situazioni come quella che, in modo così cruento si è verificata sotto gli occhi increduli di molti (giovani) cittadini”.

“Chiedo alle Autorità che venga garantito il pieno controllo delle situazioni di pericolosità sociale riconosciute”

“Da uomo delle istituzioni so perfettamente quanto possa essere difficile coniugare forma e sostanza dell’azione pubblica; spesso i tempi e i modi con cui la norma consente di muoversi stridono con le reali esigenze, con la concretezza della realtà, ma in casi come quello accaduto in città non ce lo si può permettere. Da sindaco di questa comunità locale ho il dovere di chiedere che la cittadinanza possa contare su azioni efficaci da parte dell’intero sistema deputato al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, soprattutto laddove l’evidenza dei fatti non lasci dubbi sulla necessità di intervenire (se necessario anche con misure di carattere coercitivo) a tutela della collettività e neutralizzando “senza se” e “senza ma” la possibilità che tali fatti si ripetano.

Lascio a chi di dovere le valutazioni delle cause e delle circostanze in ordine alle persone coinvolte e di chi ha agito una vera e propria aggressione; non è mio compito entrare in questo merito. Mio compito è però chiedere alle preposte Autorità che venga garantito il pieno controllo delle situazioni di pericolosità sociale riconosciute, controllo che, voglio augurarmi, sia stato assicurato nell’immediatezza dei fatti e lo sia tuttora. Faccio mie le “semplici” ma sostanziali domande che alcuni preoccupati cittadini mi hanno posto in queste ore (attingendo informazioni dalla stampa o attraverso i social web) chiedendomi “se questa persona è in stato di libertà”, “se provvedimenti di allontanamento da zone della città consentano comunque alla persona di muoversi in altre parti della città”, “se c’è stata una presa in carico sanitaria”, eccetera.

Sono certo che ad ognuna di queste e altre domande che mi pervengono le autorità, anche giudiziarie, sapranno dare le risposte attese nella logica di un sistema che sappia rendersi protagonista di un’azione capace di coniugare, con efficacia, forma e sostanza, quella sostanza che ci è chiesto di custodire e che riguarda la tutela dei nostri cittadini e delle nostre comunità locali”.

 

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