bilancio

Incendio Moregallo, dopo l’emergenza l’appello per la prevenzione

"Investire nella manutenzione del territorio, nel presidio agro-pastorale, nella gestione del bosco e nella rete di accessibilità alla montagna significa ridurre la vulnerabilità del territorio"

Incendio Moregallo, dopo l’emergenza l’appello per la prevenzione

L’emergenza dell’incendio del Monte Moregallo di Valmadrera è cessata ufficialmente martedì 18 agosto 2026, ma è tempo di bilanci guardando verso il futuro.

Un triste bilancio

La responsabile della Comunità Montana Lario Orientale e Valle San Martino Greta Valnegri ha condiviso alcune importanti considerazioni:

Tra gli elementi che hanno caratterizzato l’incendio boschivo del Monte Moregallo assumono particolare rilievo la concomitanza di elevate temperature, il periodo di siccità e la morfologia del territorio.
Sotto il profilo forestale, la principale criticità è rappresentata dal fatto che l’incendio si è sviluppato nel periodo estivo, quando la vegetazione si trova in pieno stato vegetativo.
Dall’analisi del dato relativo alla presenza di bosco, desunto dallo stralcio della tavola del Piano di Indirizzo Forestale della Comunità Montana, emergono caratteristiche differenti nei diversi settori del versante

ha spiegato.

Da qui l’elenco delle zone:

  • Settore nord – Valle delle Moregge: in questa zona il bosco si presenta particolarmente compatto e continuo. Fin dalle prime fasi dell’incendio si è pertanto operato con particolare intensità con i mezzi Coau disponibili, con l’obiettivo di contenere la propagazione delle fiamme e preservare una delle aree di maggiore valenza ambientale e forestale del comprensorio.
  • Zona soprastante il lago – area delle cave: il territorio è caratterizzato prevalentemente dall’alternanza di affioramenti rocciosi, superfici incolte e vegetazione discontinua. In questo settore il fuoco ha mostrato una propagazione estremamente rapida, favorita anche dalla morfologia del versante e dalla presenza di vegetazione facilmente infiammabile. L’incendio ha proceduto in parte per autopropagazione, risultando di fatto difficilmente controllabile fino al raggiungimento della cresta.
  • Versante sud – Valmadrera: presenta, nella parte alta del versante interessata dall’incendio, una superficie boscata di minore estensione e maggiormente diradata rispetto al versante nord. In quest’area l’incendio ha interessato soprattutto il sottobosco, determinandone la completa combustione in diversi tratti e provocando fenomeni di scottatura alla base dei fusti di numerosi esemplari di rovere, carpino e betulla.

Guardando al futuro

Per quanto riguarda gli interventi successivi all’incendio, appare opportuno procedere con il taglio e la rimozione delle piante schiantate o irrimediabilmente compromesse, prestando particolare attenzione alla stabilità dei versanti e alla sicurezza delle aree interessate.
Per una corretta valutazione dell’effettiva entità dei danni alla componente arborea, sarà tuttavia necessario attendere la prossima stagione vegetativa, indicativamente la primavera 2027. La ripresa vegetativa consentirà infatti di distinguere più chiaramente gli individui vitali da quelli non più recuperabili.
L’evento evidenzia inoltre, ancora una volta, la necessità che gli Enti Forestali possano disporre di strumenti concreti, risorse adeguate e una programmazione di medio-lungo periodo per la prevenzione degli incendi boschivi. Non possiamo limitarci alla sola gestione dell’emergenza con costi enormi

ha continuato la responsabile.

È fondamentale contrastare l’abbandono delle attività agro-silvo-pastorali, favorendo il recupero dei pascoli, dei prati e delle aree coltivate, incentivando la presenza e la permanenza delle aziende agricole e dei pastori sul territorio, riconoscendo il ruolo fondamentale che hanno.
Occorre recuperare i sentieri che una volta consentivano l’accesso più completo alla montagna e realizzare un’adeguata viabilità forestale, indispensabile per la gestione del bosco.
Investire nella manutenzione del territorio, nel presidio agro-pastorale, nella gestione del bosco e nella rete di accessibilità alla montagna significa ridurre la vulnerabilità del territorio e, nel lungo periodo, anche i costi e le difficoltà degli interventi di emergenza

ha aggiunto il presidente Antonio Rusconi.