lecco verso il ballottaggio

Chi di firma ferisce, di firma perisce: il centrodestra risponde con 111 adesioni per Boscagli

Dopo l'appello dei 100 lecchesi a sostegno di Mauro Gattinoni, la coalizione di centrodestra rilancia con una lista ancora più numerosa. Tra i firmatari imprenditori, professionisti, medici, sportivi ed ex amministratori della città.

Chi di firma ferisce, di firma perisce: il centrodestra risponde con 111 adesioni per Boscagli

Dopo il manifesto dei cento lecchesi a sostegno del sindaco uscente Mauro Gattinoni, il centrodestra replica sullo stesso terreno e rilancia. Se nei giorni scorsi il centrosinistra aveva esibito una lunga lista di sostenitori a favore della riconferma dell’attuale primo cittadino, ora la coalizione che sostiene Filippo Boscagli mette sul tavolo un numero ancora più consistente: 111 firme raccolte a pochi giorni dal voto.

Una risposta politica che sembra incarnare perfettamente il vecchio adagio: “chi di firma ferisce, di firma perisce”. Perché se l’obiettivo dell’endorsement dei cento era quello di dimostrare il radicamento civico e professionale della candidatura Gattinoni, il centrodestra ha scelto di rispondere con la stessa moneta, superando addirittura il numero delle adesioni.

i firma ferisce, di firma perisce: il centrodestra risponde con 111 adesioni per Boscagli

Tra i firmatari del documento “Io il 7 e l’8 giugno per Boscagli sindaco ci metto la firma” compaiono imprenditori, professionisti, medici, avvocati, insegnanti, commercianti, esponenti del mondo sportivo e associativo. Un elenco che comprende figure note della città come l’ex questore di Lecco Fabrizio Bocci, l’ex presidente di Confcommercio Lecco Peppino Ciresa, il medico e scrittore Paolo Gulisano, il campione olimpico Antonio Rossi, il campione del mondo di motonautica Giovanni Micheli, il presidente della CDO Lecco-Sondrio Marco Giorgioni e diversi ex amministratori comunali come Mauro Invernizzi, Ivan Mauri e Daniele Nava.

Non manca neppure la rappresentanza del mondo sportivo e culturale, con il direttore d’orchestra Roberto Gianola, lo chef stellato Enrico Derflingher, il presidente del Basket Lecco Antonio Tallarita e numerosi protagonisti dell’associazionismo locale.

Al di là del valore effettivo che queste sottoscrizioni possono avere sul piano elettorale, il dato politico è evidente: la sfida tra centrosinistra e centrodestra si gioca anche sul terreno della capacità di mobilitare pezzi significativi della società civile. E se il centrosinistra aveva cercato di lanciare un messaggio di consenso diffuso attorno a Gattinoni, il centrodestra ha raccolto il guanto di sfida dimostrando di poter contare su una rete altrettanto ampia, almeno sul piano delle adesioni pubbliche.

Le firme, naturalmente, non si traducono automaticamente in voti. Ma in una campagna elettorale che si avvia verso il suo epilogo, diventano uno strumento simbolico per raccontare la propria capacità di attrazione e il proprio radicamento nella comunità.

La conta definitiva, però, non sarà quella delle firme. Sarà quella delle schede che usciranno dalle urne il 7 e l’8 giugno. E lì non conterà più chi ha raccolto cento o centoundici adesioni, ma chi sarà riuscito a convincere la maggioranza dei lecchesi. Fino ad allora, la battaglia degli endorsement resta una delle fotografie più significative di una campagna elettorale combattuta voto su voto e, a quanto pare, firma su firma.

Non solo, ma se Gattinoni ha incassato il sostegno della sindaca di Genova Silvia Salis, Boscagli ha ottenuto quello  del Sindaco di Venezia Simone Venturini.