La sicurezza, reale e percepita, è uno dei temi al centro della campagna elettorale in vista delle Comunali di domenica 24 e lunedì 25 maggio 2026. Una questione che da tempo è sotto i riflettori in città e che i diversi esponenti delle forze in campo hanno analizzato proponendo soluzioni.
Sicurezza, cosa fare a Lecco?
Il tema è stato al centro la scorsa settimana dell’incontro con l’onorevole di Azione Fabrizio Benzoni, in città per sostenere la candidatura a sindaco di Mauro Fumagalli (Orizzonte per Lecco). Schieramento che punta anche sulla sicurezza con l’inserimento in lista ufficiale dei Carabinieri Mauro Masic in qiuescenza e già comandante della Compagnia di Lecco. In quell’occasione Benzoni aveva affermato, tra l’altro che “la sicurezza è competenza dello Stato, ma ai sindaci spetta la prevenzione”.
Una questione che è stata al centro anche del dibattito tra gli aspiranti alla carica di sindaco organizzato sempre la scorsa settimana da Confindustria e ALPL durante il quale Mauro Gattinoni, sindaco uscente, aveva lo aveva legato a un’altra parola chiave (degrado) rivendicando alcuni risultati ottenuti, ad esempio, alla Piccola e al Bione dove sono stati effettuati interventi per restituirli alla città. E sottolineando anche il rapporto istituzionale che ha portato all’istituzione della Zona Rossa.
Un tema che è caro anche allo schieramento di centrodestra che sostiene la corsa di Filippo Boscagli. E lo dice chiaramente una delle candidate della lista di Fratelli d’Italia, Loredana Colella: “In questi mesi di campagna elettorale ho incontrato tanti cittadini, famiglie, commercianti, professionisti e imprenditori. E da tutti emerge una richiesta chiara: tornare a vivere Lecco con serenità. Negli ultimi anni abbiamo assistito a fatti che non possono essere minimizzati: furti persino nelle chiese, anziane derubate mentre accendevano una candela votiva, assalti alle farmacie cittadine con spaccate delle vetrine e ingenti danni economici, cittadini e attività commerciali che chiedono maggiore presenza e tutela. Quando il disagio viene sottovalutato troppo a lungo, inevitabilmente cresce il senso di abbandono e si indebolisce il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Se oggi si riconosce la necessità di strumenti straordinari come la cosiddetta ‘zona rossa’, significa che le criticità esistevano già da tempo e andavano affrontate prima, con maggiore decisione, presenza sul territorio e coordinamento istituzionale”.

Un necessità, quella di interventi mirati, sottolineata anche da altri candidati come Francesca Losi (Partito Popolare del Nord – Lista civica per l’Identità): “I commercianti e molti residenti hanno ancora paura. Il sindaco è autorità di pubblica sicurezza e deve assumersi responsabilità anche nelle situazioni di emergenza. Per questo abbiamo proposto il controllo di vicinato e la creazione di corpi civici volontari”
Con Giovanni Colombo (Patto per il Nord) che, sempre all’incontro organizzato da Confindustria, aveva affermato: “La sicurezza va seguita passo passo: non serve raccontare grandi slogan, ma presenza continua e attenzione concreta ai problemi quotidiani”.
E sempre nel centrodestra giovedì 21 maggio il deputato della Lega Eugenio Zoffili con Carlo Piazza, capolista del partito alle Comunali hanno effettuato un sopralluogo a Lecco “verificando la situazione di insicurezza che interessa la stazione e le aree limitrofe del centro”, come ha detto il parlamentare. Con Piazza che, dopo aver rimproverato al centrosinistra di non aver voluto l’esercito salvo poi spingere per la Zona rossa dopo il drammatico omicidio, ha aggiunto: “Noi siamo dalla parte dei cittadini, ai quali vogliamo garantire di poter girare tranquilli per le strade, quindi ben vengano i militari e l’incremento degli organici delle Forze dell’ordine in servizio in stazione e in città”.

E a Zoffili e al centrodestra ha risposto il consigliere regionale del Pd Gian Mario Fragomeli: “La destra e la Lega in primis continuano a mettere il dito nella piaga della sicurezza senza rendersi conto che la causa della ferita sono loro. Adesso arriva a Lecco un deputato leghista, dopo quattro anni di governo a Roma, dicendo che vuole portare i militari in città. Ma pochi giorni fa, in Aula alla Camera, leghisti e maggioranza non sono stati in grado di rispondere a una nostra interpellanza dicendoci i dati del turn over in Lombardia dei contingenti di carabinieri, polizia di Stato e Guardia di finanza negli anni 2008-2025. E neanche a che punto siamo sulla sostituzione degli agenti andati in pensione o licenziati negli ultimi anni”.
E conclude: “In consiglio regionale continuiamo a chiedere nuovi strumenti, maggiori risorse per la sicurezza, ma le leggi rimangono impantanate nei cassetti. Invece, abbiamo bisogno di poliziotti, carabinieri, polizia comunale, street tutor e altre misure di prevenzione. Noi non ci fermeremo e proseguiremo a chiedere a Roma come a Milano un’altra visione della sicurezza urbana. E non ci interessano gli slogan da campagna elettorale: meno chiacchiere e più lavoro al Governo centrale. E Regione pensi a discutere le nostre proposte di legge. Noi sulle misure concrete per la sicurezza ci siamo e ci saremo sempre”.