La bara bianca, con la maglia dell’Aurora San Francesco, ha fatto il suo ingresso nella chiesa di Rancio, rione di Lecco, accompagnata da “Signore delle cime” suonata dalla banda Verdi di San Giovanni. Dietro il feretro di Cesare Martino Mariani, i genitori, mamma Anna Maria e papà Mauro, e i fratelli, devastati da un dolore sordo.
I funerali di Cesare Martino Mariani
Sono stati celebrati oggi, mercoledì 1 aprile 2026, nella chiesa di Rancio Basso i funerali del giovane, scomparso per un grave male a soli 15 anni. Cesare è volato via, ma la sua presenza, la sua risata, i gesti d’affetto verso i suoi cari e i suoi tanti amici hanno riempito la parrocchia di giovani – scout e compagni di scuola e di squadra – di insegnanti (colleghi della mamma) e di un’intera comunità che si è stretta attorno a questa famiglia che ha perso un figlio, un fratello, un giovane che sapeva comunicare agli altri la sua grande voglia di vivere. La funzione è stata presieduta dal parroco don Giuseppe Salvioni, ma l’omelia è stata pronunciata dal coadiutore don Francesco Pellegrino, che conosceva bene Cesare e gli è stato accanto negli ultimi momenti della sua breve vita. Accanto a loro tanti sacerdoti della città e del territorio.
“I ragazzi dell’oratorio hanno chiesto di poterlo salutare”
“Il dolore ci fa capire come siamo collocati nella vita – ha detto don Francesco – soprattutto quando diventa pubblico e condiviso. Sabato scorso ci siamo trovati con i ragazzi dell’oratorio, lo facciamo spesso per raccontarci e raccontare, e hanno espresso il desiderio di andare a trovare Cesare. Quindi io ho girato la richiesta ai suoi genitori, ero un po’ timoroso. Loro hanno risposto: “Non solo ci fa piacere, ma i ragazzi devono venire a trovare Cesare, perché questo è Cesare ora”.
Il ricordo dell’Aurora San Francesco e degli Scout
Al termine della funzione ha preso la parola un rappresentante dell’Aurora San Francesco, dove Cesare militava nel calcio, per ricordare il ragazzino volato via troppo presto. “Oggi siamo qui per ricordare un giovane che ha fatto parte della nostra famiglia sportiva – ha detto – Cesare ha lasciato un segno indelebile nel nostro gruppo sportivo; anche se il nostro percorso con lui è stato breve, ha avuto il tempo di farsi conoscere e apprezzare per la sua dedizione. La sua prematura scomparsa ci lascia senza parole, ma resterà il ricordo della sua vitalità e della sua generosità”.
Poi è stata la volta degli amici scout, che hanno ricordato con profondo affetto i suoi abbracci, le sue battute – a volte al momento sbagliato – e la sua infinita dolcezza.
Infine, il feretro ha lasciato la chiesa di Rancio Basso accompagnato dalla musica della banda Verdi, mentre gli amici facevano volare due aquiloni con appesi tanti fili colorati, “simbolo della speranza e del legame che ci unisce a Cesare“, come ha spiegato don Francesco.


