Volti, storie personali e oggetti capaci di custodire ricordi. È attraverso questo intreccio che la fotografia racconta la vita nelle residenze per anziani, andando oltre gli stereotipi legati alla vecchiaia e mostrando le persone nella loro unicità. È questo lo spirito di «La vita ancora. Dittici», la mostra fotografica di Gian Maria Zapelli che da martedì 13 ottobre 2026 approda alla RSA Borsieri-Colombo di Fondazione Sacra Famiglia, in via San Nicolò 8 a Lecco.
Lecco, la vita nelle Rsa raccontata negli scatti di Gian Maria Zapelli
L’inaugurazione è in programma alle 18. L’esposizione resterà poi aperta al pubblico per i quindici giorni successivi, dalle 9 alle 18, offrendo alla cittadinanza l’opportunità di conoscere da vicino le storie di chi vive quotidianamente nella struttura.
Quella lecchese è la terza tappa di un percorso itinerante che ha già coinvolto gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco e Villa dei Cedri di Merate. La mostra si inserisce nel progetto biennale «RSA, dove le generazioni si incontrano», nato nell’autunno 2024 con il sostegno di Fondazione Comunitaria del Lecchese e Fondazione Fratelli Frassoni.
Laureato in filosofia e specializzato in psicologia clinica, Zapelli da anni intreccia fotografia, scrittura e viaggio, rivolgendosi spesso a persone che rischiano di rimanere ai margini dello sguardo collettivo, come i detenuti e chi vive in condizioni di povertà.
Per realizzare «La vita ancora. Dittici» è entrato in sette RSA aderenti al progetto, incontrando e ritraendo 72 persone. Le fotografie sono state realizzate senza mettere in posa i protagonisti, lasciando spazio ai racconti sul proprio lavoro, sulle passioni e sulla vita di tutti i giorni.
La particolarità dell’esposizione sta proprio nella scelta di accostare a ogni ritratto la fotografia di un oggetto personale, capace di richiamare esperienze, affetti e frammenti di vita. Due immagini che insieme compongono un dittico e restituiscono uno sguardo sulla persona che va oltre l’età e il luogo in cui vive.
«Prima di tutto le persone»
«Portare questa mostra alla Borsieri-Colombo significa proseguire un percorso nel quale crediamo molto: raccontare le nostre RSA per quello che sono realmente, luoghi di vita, di relazioni e di storie che meritano di essere conosciute», afferma Marco Arosio, direttore della struttura.
«Le fotografie hanno una forza particolare perché riescono ad andare oltre gli stereotipi che ancora troppo spesso accompagnano il racconto della vecchiaia e delle strutture residenziali. Negli scatti emergono prima di tutto le persone, con la loro individualità, la loro storia e una quotidianità fatta di incontri, emozioni e relazioni».
Il progetto, inizialmente avviato da sette residenze, tra cui la Borsieri-Colombo e la RSA di Regoledo di Perledo, entrambe di Fondazione Sacra Famiglia, ha visto nel tempo l’adesione di altre otto strutture. Capofila sono gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco, mentre la supervisione scientifica è affidata a Laura Formenti dell’Università di Milano-Bicocca.
Una RSA aperta alla città
L’appuntamento del 13 ottobre rappresenta anche un’occasione per rafforzare il legame tra la struttura e il territorio, aprendo gli spazi della RSA alla cittadinanza e favorendo l’incontro tra generazioni.
«È la direzione che stiamo seguendo anche attraverso il progetto “RSA, dove le generazioni si incontrano”», spiega Arosio. «Vogliamo strutture sempre più aperte, nelle quali anziani, giovani, famiglie, associazioni e istituzioni possano incontrarsi e costruire nuove relazioni, perché una RSA non deve essere un luogo separato, ma parte viva della società».
Alla cerimonia inaugurale saranno presenti Virginio Brivio, presidente provinciale di UNEBA, e mons. Bortolo Uberti, prevosto di Lecco. È stato invitato anche Emilio Minuzzo, assessore al Welfare sussidiario del Comune di Lecco.
Fondazione Sacra Famiglia, con il suo ospedale Casa di Cura Ambrosiana, opera in Lombardia e in altre regioni italiane nei servizi di cura e assistenza sanitaria e sociosanitaria, con particolare attenzione alle persone fragili. Nel 2025, grazie a 2.200 professionisti, ha assistito oltre 58.500 persone tra minori, adulti e anziani nelle sue 20 sedi in Lombardia, Piemonte e Liguria, garantendo 240.000 prestazioni sanitarie e socioassistenziali.
