Cinque scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, tre Supercoppe europee e quattro Supercoppe italiane vinte. È questo lo straordinario palmarès di Filippo Galli, ex storico difensore del Milan, che nella serata di ieri, venerdì 18 settembre 2026, è stato ospite del Milan Club Valmadrera nell’ambito del “Mese dello Sport” promosso dalla Consulta dello Sport e dal Comune nella Sala Auditorium del centro culturale Fatebenefratelli. Un ritorno, quello di Galli, che nell’89 era già stato invitato a Valmadrera.

“Anche il più grande talento ha bisogno dell’altro”: l’ex difensore rossonero Filippo Galli incanta il pubblico
Un appuntamento fortemente voluto dal club rossonero valmadrerese per ripercorrere con il protagonista la sua incredibile carriera tra gli anni ’80 e ’90, vissuta sotto la guida di maestri come Arrigo Sacchi e Fabio Capello, ma non solo: la serata, moderata dalla giornalista Anna Masciadri, ha rappresentato anche un’importante occasione di confronto sul futuro del calcio italiano e sui settori giovanili. Galli, infatti, ha guidato per diversi anni i vivai di Milan e Parma, condensando la sua visione e la sua metodologia di lavoro nel libro “Il mio calcio eretico” (Edizioni Piemme), che è stato presentato proprio durante l’incontro (al termine della serata è stato possibile acquistarlo dalla Libreria Volante di Lecco).

Ad aprire la serata i saluti del sindaco Cesare Colombo e degli assessori Marcello Butti e Antonio Rusconi (presenti anche il sindaco di Lecco Filippo Boscagli e il sindaco di Pescate Dante De Capitani), seguiti da quello del presidente del Calcio Lecco, Aniello Aliberti. Proiettato anche il video saluto dell’onorevole Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione e al Merito e socia fondatrice del Milan Club Parlamento, che non ha potuto presenziare alla serata. Quindi, una breve presentazione del Milan Club Valmadrera: nato nel 2004, attualmente conta circa 200 tesserati ed è il club più importante della provincia di Lecco.
GUARDA LA GALLERY (2 foto)
Gli assessori Rusconi e Butti e il sindaco Colombo
Il presidente Aliberti
Sollecitato dalle domande della giornalista Masciadri, nel corso della serata Galli ha toccato più temi, a partire proprio dal provocatorio titolo del libro, “Il mio calcio eretico”: “Il nostro mondo, quello del calcio, sia professionistico che dilettantistico, si porta avanti il detto ‘Si fa così perché si è sempre fatto così’ – ha spiegato infatti l’ex difensore – ma negli anni gli studi e le ricerche ci dicono che l’apprendimento motorio avviene nella complessità: la tecnica si apprende in uno scenario complesso, dove si ha un obiettivo (e questo non lo dico io, ma la neuroscienza). La tecnica da sola non basta: ci vuole la tattica. L’adattamento, quindi, va trovato nel contesto di gioco: al massimo gli allenatori possono mettere i ragazzi nelle condizioni di apprendere”.
Il discorso si è poi incentrato sulla presenza di qualche giovane in più in serie A in questo inizio di campionato: “E’ troppo presto per dire se si tratta di un cambio di direzione – ha precisato Galli – forse sì, anche se alcuni giovani sono stati impiegati perché altri giocatori erano infortunati; non so quindi se ci sia davvero un progetto pensato dietro ad un giovane. Io credo che questo sia un problema di sistema: se non c’è la capacità di lavorare all’unisono nella stessa direzione si creano contrasti e invidie e spesso i giocatori più giovani ne subiscono le conseguenze. Perché non possiamo pensare che i giovani giocatori italiani non siano pronti a giocare in serie A? Qui entra in gioco un tema legato alla mancanza di coraggio degli allenatori e delle società”.
Quindi un ricordo del Milan degli anni d’oro, con Sacchi e Capello: “La nostra squadra aveva una cultura del lavoro unica; non è tanto il fatto che vincevamo, ma come vincevamo: il merito è di Sacchi e dell’idea di calcio che ha portato; è stato innovativo, era qualcosa che non ci si aspettava in Italia, e le altre squadre non avevano le contromisure per affrontarlo. Eravamo una squadra che lavorava all’unisono”. E un ritratto della sua breve ma intensa parentesi inglese, nel Watford, tra cui il ricordo di quando ha conosciuto Elthon John.

Spazio anche ad una riflessione sul ruolo dei social, che fanno da megafono per critiche e insulti, spesso provenienti da chi non ha alcun titolo per parlare di calcio: “Tutta la negatività che arriva addosso ai giocatori, spesso anche dallo stesso contesto milanista, fa male. Oggi i social mettono in piazza tutto e i giovani ne subiscono le conseguenze. Anche per questo è importante avere una struttura psicopedagogica che li accompagni”.
Non è mancato anche un ricordo di Franco Baresi: “Era un leader silenzioso; bastava un suo sguardo, sia in campo che fuori. Sapeva riconoscere spazio e tempo nel gioco del calcio: sapeva farsi trovare nel posto giusto al momento giusto”.
Infine, sollecitata da una domanda del pubblico, una riflessione sul fair play: “Quando vado a parlare alle scuole porto sempre l’esempio di Maradona, che nei quarti di finale dell’86 segna quello che è considerato il ‘gol del secolo’. A riguardo, lui diceva: ‘Sono stato bravo, è vero, ma se non avessi avuto vicino a me i miei compagni forse quel gol non l’avrei fatto’. Anche il più grande talento ha bisogno dell’altro, soprattutto quando giochiamo a calcio: continuiamo a pensare che il giocatore vada prima migliorato individualmente e poi messo nel gioco, invece il giocatore migliora proprio all’interno del gioco”.
La serata si è chiusa con i ringraziamenti e i saluti del presidente del Milan Club Valmadrera, Franco Rusconi, e con alcuni omaggi a Galli da parte del Club e del Calcio Lecco. Una serata molto partecipata, con la promessa di un prossimo invito in città all’ex difensore, ammirato, come ha sottolineato la giornalista nel corso dell’incontro, non solo per il suo essere stato uno spettacolare calciatore, ma anche e soprattutto per il suo lato umano.
GUARDA LA GALLERY (5 foto)
Franco Rusconi