Aleggiano tensione e amarezza su Lecco dopo l’impietosa sconfitta di martedì sera. Una domanda, però, è obbligata per il tecnico Federico Valente: “Come se ne esce?”
Questa la sua ricetta: «Non solo i tifosi, ma penso che tutta la città se lo stia chiedendo. Sappiamo che è un momento particolare, perché non siamo abituati a queste prestazioni, ma serve rimanere lucidi per capire di cosa abbiamo bisogno in questo momento».
Valente chiarisce dove sia mancata lucidità: «L’episodio del primo gol preso non va bene. Io posso garantire per questi ragazzi, che stanno dando tutto sul campo, e per questo chiedo un po’ di pazienza a tutti». Analizzando il match aggiunge: «Dopo lo 0-1 c’è stato il calo. Avevamo avuto delle occasioni, poi perdiamo l’uomo sul gol e arriva la flessione. Abbiamo bisogno di sostegno da fuori: vogliamo ripagare il pubblico, ma in un momento di difficoltà serve qualcosina in più».
Valente, fiducia e coerenza dopo la sconfitta: “Al Lecco serve il sostegno della città”
Sul rapporto con la dirigenza rassicura: «La società mi dà l’impressione di avere un rapporto molto comunicativo, a prescindere dal risultato delle partite».
Il tecnico, che oggi — giovedì 5 marzo 2026 — ha incontrato la stampa, cerca di riportare equilibrio anche dopo lo 0-3: «In questi giorni ho fatto delle chiamate ai singoli e siamo usciti a cena con lo staff; non per massacrarli, ma per evitare di entrare in un loop che impedisce di analizzare correttamente le sconfitte».
Sul rilancio emotivo: «Se parlavo di meno non era rassegnazione, ma volontà di ripartire. Il nostro obiettivo resta arrivare bene ai playoff. Il rischio è stravolgere il metodo, anche se serviranno dei cambiamenti».
Ora testa alla sfida contro l’Arzignano Valchiampo, in programma contro una squadra in lotta salvezza: «Sarà una partita non facile. Il 5-1 dell’andata fu una delle nostre migliori gare, ma nel calcio tutto può succedere. O ti butti sotto il treno oppure ricominci».
Valente ribadisce la chiarezza del progetto: «Ci confrontiamo sempre. Il percorso è molto chiaro: è un progetto su due anni e l’obiettivo restano i playoff».
Possibili variazioni tattiche? «Con un infrasettimanale cambia qualcosa, anche per motivi fisici. Il modulo non è decisivo: conta come lo vivi. Abbiamo soluzioni, ed è per questo che abbiamo preso più attaccanti a gennaio».
Atteso l’apporto di Davide Voltan, ma il tecnico frena: «Arriva da un problema al ginocchio. Se perdessi Voltan in questo momento sarei un pazzo».
Sulle scelte tattiche è chiaro: «Non voglio essere testardo, ma c’è una convinzione forte dietro. Se cambi tutto dopo pochi risultati negativi rischi di perdere credibilità. Devi rimanere coerente».
Infine, il richiamo alla calma e al lavoro: «Cosa vuol dire crisi? Per me crisi è quando sei col coltello alla gola. Prima dobbiamo riprendere le prestazioni e poi i risultati. Serve il sostegno della città e dei tifosi».
La partita di Arzignano, conclude, «non deciderà il mio futuro. L’importante è entrare nei playoff e continuare il nostro percorso».
Edoardo Moneta