Serie B

Una luce su Lecco ma il Venezia toglie la corrente: Pohjanpalo e Busio la ribaltano

Un'ottima ora di gioco non basta ai blucelesti: per la retrocessione, ora, manca davvero soltanto l'aritmetica

Una luce su Lecco ma il Venezia toglie la corrente: Pohjanpalo e Busio la ribaltano
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Lecco-show... solo per un’ora. Spente le luci, finita la festa, i blucelesti capitolano sotto i colpi del quotato Venezia, che vince di misura al Rigamonti – Ceppi. Rimpianti ed esasperazione connotano un Lecco nuovamente tradito dalle proprie amnesie difensive (specie sulle palle inattive), dopo aver tenuto botta e assemblato un primo tempo decisamente positivo. E ora, per la retrocessione, si attende davvero solo l’aritmetica.

Iniezione di adrenalina Buso: Lecco avanti

Sette giorni esatti più tardi, atteggiamento tattico e schieramento risultano pressoché invariati: unico cambio tra le fila blucelesti, il rientrante Sersanti in luogo di Galli, con Degli Innocenti nuovamente chiamato ad agire da metronomo di centrocampo. Il sipario si alza ed il palcoscenico del Rigamonti – Ceppi esibisce delle Aquile frizzanti ed intraprendenti, alla costante ricerca del guizzo necessario per scardinare la granitica fase difensiva ospite. Da par suo, il Venezia denota calma olimpica nella gestione del possesso unitamente a quella parvenza di presunzione destinato a mettere in discussione quanto già parrebbe stampato sul copione cadetto. Una punizione di Pierini da oltre 20 metri terminata a lato rappresenta una delle rare circostanze in cui la squadra di Vanoli saprà proporsi sul fronte avversario in tutta la prima frazione. Con coraggio e determinazione, il ritrovato Lecco scruta il volto sicuro del proprio contendente, prima di schiarirsi la voce e spegnerne le certezze. Il minuto è il numero 22, quando una verticalizzazione di Caporale coglie il carismatico Buso, abilissimo a prendere il tempo ad uno Svoboda inizialmente in vantaggio, addentrarsi nell’area lagunare, convergere sul destro e calciare a rientrare; la sfera tocca il palo prima di gonfiare la rete, scatenando la gioia dei 3.372 tifosi lecchesi sulle tribune del Rigamonti – Ceppi. L’iniezione di adrenalina che tutto il popolo bluceleste attendeva, il momento di svolta di un primo tempo nato già sotto una buona stella.

Verso gli spogliatoi con l’amaro in bocca

La carica impressa dal vantaggio sprigiona immediatamente il proprio effetto terapeutico ed il Lecco si riaffaccia dalle parti di Joronen, senza però riuscire ad affondare una seconda volta. Riprende leggermente quota il Venezia in finale di tempo, trovandosi però costretto a recriminare. Al 36’, un lancio con il contagiri di Andersen pesca sul centro-sinistra Sverko, in posizione regolare e a ridosso dell’area piccola, ma il difensore lagunare, anziché battere a rete, ripropone debolmente al centro, laddove è ben appostato Bianconi, che si rifugia in corner. La successiva palla inattiva genera una mischia atta a sua volta a propiziare la conclusione a botta sicura del centrocampista Busio, murata dalla difesa di Malgrati. Il Lecco contiene efficacemente e non manca di rimanere in agguato. Le porte del raddoppio si spalancano in chiusura di tempo ma Novakovich omette clamorosamente di varcare la soglia d’ingresso. La leggerezza porta la firma dell’uomo che non ti aspetti, il cannoniere finlandese Pohjanpalo, che con un retropassaggio sciagurato finisce con il lanciare il collega di passaporto statunitense verso la porta, ma il centravanti bluceleste, rientrato nel frattempo sul destro, manca il bersaglio. Il Lecco si dirige negli spogliatoi con l’amaro in bocca del mancato raddoppio ma anche con la consapevolezza di un primo tempo eccellente alle spalle.

Il Venezia apre il getto: Pohjanpalo e Busio la ribaltano

Un deciso squillo lagunare introduce la ripresa delle danze: al 3’, la consueta, carente marcatura sulle palle inattive, presta il fianco alla deviazione aerea di Busio, smanacciata in corner da un reattivo Melgrati. Il Lecco batte i denti ma si ricompone all’istante e risponde a tono. Il segnale è lanciato dall’immarcabile Buso, che brucia Altare come già aveva fatto con Svoboda nel primo tempo e si presenta a tu per tu con Joronen, abile a sbarrargli la strada. Rammarico tra la tifoseria locale ma è niente in confronto al “meteorite” che sta per abbattersi sul Rigamonti – Ceppi. Ecco rimanifestarsi, puntuale come un orologio appena messo in commercio, l’incubo delle palle inattive con annessa condanna irrevocabile per la squadra di Malgrati. Corner da sinistra al 13’, Melgrati accenna timidamente l’uscita per poi rinunciarvi e la sfera spiove sulla testa di un liberissimo Pohjanpalo, per il quale correggere in rete equivale a bere un bicchiere d’acqua. Doccia gelata per il Lecco, ed il Venezia non tarda riaprire il getto. Passano appena 120 secondi ed una tonante combinazione orchestrata da Tessmann propizia la sponda di Altare per l’accorrente Busio, che taglia l’incerta retroguardia delle Aquile e di interno destro piazza la palla all’angolino basso. Pratica cappottata, blucelesti al tappeto. Dopo un’ora scarsa condotta a tutta velocità, la squadra di Malgrati si scopre in riserva, con un ostacolo insormontabile dinnanzi a sé. Malgrati corre ai ripari e butta nella mischia Parigini e Frigerio per gli appagati Ionita e Degli Innocenti.

Melgrati limita i danni

Piove sul bagnato: al 32’, la corsa di un Gytkjaer lanciato a rete viene frenata irregolarmente da capitan Celjak, costretto a spendere un amaro cartellino rosso. A questo punto, l’impresa si fa davvero proibitiva. Il Venezia amministra e fa leva sui traumi blucelesti da calcio d’angolo, sfiorando, sugli sviluppi di uno di essi, il tris; sponda di Pohjanpalo per Svoboda, che batte in girata costringendo Melgrati al miracolo. Seguiranno, da qui alla fine, altri interventi di prestigio del portiere bluceleste: il suo piede destro sventa un diagonale di Gytkjaer nuovamente libero di agire oltre la retroguardia locale; una nuova iniziativa lagunare, all’alba del recupero, porta alla conclusione il subentrato Olivieri ed è nuovamente Melgrati a limitare i danni. Il match termina amaramente per i colori blucelesti, riaccesisi per i primi 60 minuti di una gara complessivamente positiva, al di là del risultato. E gli applausi della Curva Nord all’uscita dal campo dei giocatori sono lì a testimoniarlo.

Il tabellino di Lecco - Venezia

LECCO – VENEZIA 1-2

RETI: 22’ Buso (L), 13’ st Pohjanpalo (V), 15’ st Busio (V).

LECCO (4-3-3): Melgrati; Lepore, Celjak, Bianconi, Caporale; Sersanti, Degli Innocenti (25’ st Parigini), Ionita (25’ st Frigerio); Crociata (37’ st Lunetta), Novakovich (30’ st Inglese), Buso. A disp. Saracco, Salcedo, Salomaa, Capradossi, Guglielmotti, Ierardi, Lemmens, Galli. All. Malgrati.

VENEZIA (3-5-2): Joronen; Idzes, Svoboda, Sverko (1’ st Altare); Candela (1’ st Zampano), Busio, Tessmann, Andersen (1’ st Gytkjaer), Bjarkason; Pohjanpalo (41’ st Olivieri), Pierini (21’ st Jajalo). A disp. Bertinato, Grandi, Tcherychev, Lella, Dembele, Ullmann, Ellertsson. All. Vanoli.

ARBITRO: Marcenaro di Genova.

AMMONITI: Pohjanpalo (V), Lepore (L), Parigini (L).

ESPULSO: Celjak (L) al 32’ st.

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