Atleta di Vercurago

Magic Denny, muscoli hard: dalla Men Phisique allo spogliarello FOTO

Errico: "Quanta paura la prima volta, ma adesso l’adrenalina da palcoscenico mi fa impazzire"

Magic Denny, muscoli hard: dalla Men Phisique allo spogliarello FOTO
Lecco e dintorni, 28 Aprile 2020 ore 10:52

Magic Denny, muscoli hard: dalla Men Phisique allo spogliarello

Magic Denny, muscoli hard: dalla Men Phisique allo spogliarello

Denny Errico, vercuraghese nato a Brno il 21 maggio del 1985, ha plasmato i propri 174 cm di altezza per 90 chili di peso in maniera armoniosa e vincente come atleta dedito alla Men physique. Un fisico scolpito che lo ha indirizzato anche verso un altro ambito, quello dello spogliarello. L’ultimo lo ha tenuto all’Hollywood Club di Torino nella serata «Women Party». Special guest proprio lui, con lo spettacolo «Magic Denny hard show».
Come hai iniziato? «Sei anni fa ero in un locale a Desenzano del Garda, bellissimo. La proprietaria mi ha visto e mi ha chiamato in disparte chiedendomi se avessi mai fatto serate da cubista o spogliarellista».
Risposta? «Mai, e per questo rimasi subito un po’ titubante. Al massimo avevo provato un’esperienza come ragazzo immagine».
Cosa è accaduto? «Dopo una settimana mi hanno contattato e mi hanno fatto fare un servizio fotografico. Ancora non gareggiavo come atleta nel Men physique ma mi stavo già preparando ed ero in forma. Così ho fatto un book fotografico».
Il primo spogliarello invece?
«A stretto giro, in uno dei locali più belli d’Italia, l’Art Club di Desenzano del Garda della titolare Madame Sisi, grande maestra di gioia notturna. La conosco da anni ormai, ha in mente anche progetti nel mondo dello spettacolo che mi potrebbero coinvolgere».
Com’è andato il tuo primo spettacolo? «Benissimo, mi sono preparato come faccio da atleta, curando dieta e alimentazione, seguendo allenamenti intensi. E poi ho guardato almeno dieci volte il film Magic Mike, che racconta la storia di un ragazzo che lavora in un cantiere e fa lo spogliarellista a tempo perso».
Hai provato imbarazzo?  «Avevo tante paure di salire sul palcoscenico. La prima volta poi ho visto tutta la gente che c’era in discoteca e ho saputo da Madame SiSi che l’esibizione sarebbe anche andata in diretta sui canali FB, Instagram e addirittura su una televisione locale. Insomma, è stato un battesimo di fuoco. Per fortuna che già allora ero seguito dal mio preparatore attuale Federico Ciprandi e accompagnato anche da un amico, Diego. Quando siamo arrivati ho visto che c’erano circa 500 persone».
Cosa avevi preparato?  «Lo spettacolo in sé lo abbiamo studiato pochi minuti prima di salire sul palco, per fortuna non mi sono mai bloccato».
Cosa hai scoperto?  «Che sono molto portato nel trasmettere sensualità alle donne. Non è facile e non è da tutti. Non sono un ballerino, ma riuscivo comunque a seguire il ritmo in maniera sensuale».
Hai interpretato una parte? «Sì, quella del cowboy. Fino a rimanere nudo integrale ma mettendo il cappello davanti. Il vedo/non vedo prevale sempre».
La durata dell’esibizione? «Circa dieci minuti, anche di più. Alla fine ho rivisto il video e mi hanno pagato. Le cifre che puoi prendere sono molto varie. E allora mi sono detto, perché no? In più sto puntando a diventare un atleta professionista, un impegno che ha costi di mantenimento del corpo».

Il timore del giudizio e richieste stravaganti

Ti sei domandato prima di intraprendere questa strada: cosa penserà la gente? «Certo, ero pieno di dubbi e pensavo che mi avrebbero potuto giudicare male. Anche perché sono un padre separato di due figlie che adoro. Ma ho la fortuna di andare d’accordissimo con la mia mia ex compagna».
Come si è evoluta l’esperienza? «Ho imparato a divertirmi e ho acquisito più sicurezza in me stesso. Ho iniziato a lavorare in locali più fini e anche in quelli hard, come alcuni club. Un passo alla volta. E’ incredibile la diversa tipologia di persone che incontri. Conosci di più te stesso, adeguandoti di volta in volta al contesto».
Proposte strane ne ricevi? «Di qualunque genere. E’ un mondo anche di scambisti che ho conosciuto ma che a livello personale non frequento. Però non lo giudico».
La richiesta in assoluto più stravagante? «Un signore che mi avrebbe pagato un weekend per andare con la sua compagna. Ovviamente ho rifiutato».
Pensi che lo spogliarello sia anche una forma artistica? «Sì, lo è senz’altro. E il mio lavoro consiste nel creare la situazione che consente alle donne di essere a proprio agio. Tutte hanno voglia di esibizionismo e trasgressione, non tutte hanno la forza e il coraggio di tirare fuori questo loro aspetto. Vogliono lasciarsi andare ma senza essere giudicate». L’argomento spogliarello piace molto al cinema. Citavi Magic Mike, poi c’è il famoso Full Monty che ha anche risvolti sociali ed economici. La tua ispirazione? «Cambia in base al locale e alla clientela, bisogna anche tirar fuori gli aspetti più eccentrici. A me piace mettere lo smalto nero sulle unghie e uso il mascara. Devo entrare nel personaggio di Magic Denny. Per farlo mi ha aiutato anche un mio carissimo amico, Diego».
Magic Denny che personaggi interpreta? «Il cowboy, il militare, il poliziotto, l’uomo mascherato o l’uomo elegante, magari con la mascherina tipo 50 sfumature di grigio. Quello va molto».
Quanti spettacoli hai già fatto? «Ne faccio da 1 a 3 al mese, in totale saranno una cinquantina».
Il titolo sulla locandina del tuo ultimo spettacolo a Torino per la festa delle donne dice hard show: il finale è vietato ai minori? «Tante volte rimango nudo integrale, però magari coprendomi col corpo di una ragazza. Devi essere comunque molto concentrato per avere una resa da spettacolo artistico. C’è tanto pensiero e lavoro dietro».
Il ricordo più bello? «Quello di una festa privata, in una villa ottocentesca a Venezia. Era un’esibizione hard, tutti i clienti erano in maschera. Mi sembrava davvero di essere in un film mentre giravo in mezzo ai tavoli in una sorta di sala da ballo. Incredibile, è stato fantastico».

Atleta, lavoratore e papà: “C’è tanta ipocrisia”

Il fatto di essere atleta ti aiuta? «Moltissimo: non mi pongo limiti e sono molto forte di carattere. Sono meticoloso nella dieta e nei sacrifici, spesso non puoi nemmeno uscire. Avere una compagna fissa diventa difficile proprio per il mio tipo di vita particolare: dieta e allenamenti, oltre che il lavoro».
Che lavoro fai? «Ho una azienda di famiglia, la Errico trasporti, dove faccio anche l’autista. Una volta che il lavoro e le mie bimbe sono a posto mi dedico anche agli spogliarelli, in modo molto spontaneo».
Sei un papà super affettuoso e mi hai raccontato che per le gare la tua bimba ti aiuta anche a fare le treccine rosa. Non c’è contraddizione col mondo che frequenti? «C’è tanta ipocrisia. La maggior parte delle donne che mi criticavano poi erano le prime a guardare le mie foto. Io stesso mi sono più volte fatto un esame di coscienza chiedendomi: faccio del male a qualcuno o a me stesso? No. Invece sono un padre affettuoso e un lavoratore. In più appena posso aiuto il prossimo, come faccio dai Padri Somaschi».
Ci sono aspetti in comune con l’esibizione che fai da atleta di Men physique? «Sicuramente il lato della cura estetica e la capacità di esprimerti con naturalezza sul palco. Nel lato sportivo devi mettere in evidenza mesi di duro lavoro, per quanto riguarda lo spogliarello più la parte sensuale».
Stare sul palco e al centro dell’attenzione ti piace? «I dieci minuti precedenti all’ingresso sul palco sono incredibili. Non ho paura del palcoscenico, anzi adoro salirci e mi gasa pensare alla prestazione. C’è suspance e ho i nervi a fior di pelle, il massimo della concentrazione e mi sento davvero vivo. E’ un’adrenalina da palcoscenico che mi fa impazzire. Mi dico che un anno di sacrifici vale la pena per vivere certi momenti».
Hai altri progetti? «Mi piacerebbe, magari nel mondo dello spettacolo, ma non mi illudo. Anche perché io sto bene a casa in pantofole mentre leggo una favola alle mie figlie. E poi, bisogna darsi dei limiti, mettere paletti e apprezzare le cose semplici. E’ un ambiente dove se ti gasi è facile bruciarsi. Io sono autista, atleta e lavoratore: faccio tutto con coscienza con lo scopo di dare un futuro migliore alle mie bimbe».

 

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