Ultima chiamata per Valente? Nient’affatto. Ad Arzignano, il Lecco vince, respira, sorride. Tre azioni insolite in un periodo costellato di sfortune, delusioni e qualche débâcle; ultima, quella casalinga contro il Renate, risalente ad appena 96 ore prima. La rete decisiva è firmata da Duca. Un successo, quello ottenuto di corto muso al Dal Molin, non troppo diverso da quello di Gorgonzola dello scorso 11 febbraio; un Lecco non irresistibile nel gioco ma guardingo nel primo tempo, pragmatico al momento giusto e compatto nel finale di gara.
Konaté ci mette il piede, Manfrin c’è
Buio pesto sul Lecco, sole accecante ad Arzignano; l’ossimoro accompagna l’intero pre-gara del Dal Molin. Per guardare al futuro con fiducia, Valente opta per tornare all’antico: smontato l’assetto con le due punte, riemerge il 3-4-2-1, marchio di fabbrica del Lecco d’autunno ed inverno. Il terminale offensivo è Konaté, supportato dalla frizzantezza di Duca e Bonaiti; alle loro spalle, dopo l’esclusione dall’undici iniziale con il Renate, si riaccomoda in cabina di regia Zanellato, fiancheggiato dal solito Metlika.
L’avvio di gara, per assurdo, riporta alla mente la “Caporetto” di qualche giorno prima contro le Pantere nerazzurre. L’Arzignano pare averne di più, per grinta, cuore e gambe. A spaventare le Aquile, dopo otto minuti, è l’ex di turno Lakti, la cui sventagliata sorvola di poco la traversa. Risponde a tono il Lecco, sull’asse Kritta – Konaté: suggerimento del primo citato per il secondo, che si allunga per colpire la sfera in piena area ma la gioia si sgretola sulla punta delle dita di Manfrin. Insidiato il portiere locale, la sagoma della squadra di Valente si staglia nella metà campo avversaria. L’Arzignano denota maggior concretezza nella costruzione; così, al 24’, Boccia assiste in orizzontale Mattioli, che spara alto. Il “ping pong” di occasioni è alimentato poco più tardi da una battuta tesa di Romani da fuori area, a lato. Un primo tempo avaro di emozioni va in archivio sullo 0-0.
Duca prende il comando: Lecco vittorioso ad Arzignano
Nella ripresa, la banda Valente farà il proprio dovere: sbloccarla e fare quadrato attorno al risultato. L’azione della verità si svolge al 13’. Bonaiti e Metlika dialogano sul settore di destra, all’imbocco dell’area di rigore. L’ex Virtus Verona appoggia in orizzontale per Zanellato, il cui tocco di classe genera un rimpallo in direzione Konaté, “imbottigliato” tra Rossoni e Castegnaro; a supportare l’egregio lavoro di protezione palla del giovane centravanti, arriva a supporto Duca, che finalizza di giustezza e timbra il primo cartellino in bluceleste. Gioia meritata per il centrocampista classe 1997, che una settimana prima a Brescia si era visto cancellare la rete del potenziale 1-3 per un tocco di mano.
Il Lecco si compatta attorno al minimo margine di vantaggio e disputa un finale di gara solido. Iniezione di fiducia non certo indifferente per una squadra apparsa, nell’ultimo periodo, svuotata psicologicamente e in debito d’ossigeno.
IL TABELLINO DI ARZIGNANO – LECCO
ARZIGNANO – LECCO 0-1
RETI: 13’ st Duca (L).
ARZIGNANO (3-5-2): Manfrin; Boccia, Rossoni, Toniolo (35’ Lanzi); Cariolato, Lakti, Castegnaro (37’ st Damiani), Moretti (16’ st Bianchi), Bernardi; Minesso (16’ st Nanni), Mattioli (37’ st Perini). A disp. Bertini, Lotto, Damiani, Nwachukwu. All. Di Donato.
LECCO (3-4-2-1): Furlan; Battistini, Marrone, Romani; Rizzo (17’ st Pellegrino), Zanellato (42’ st Mallamo), Metlika, Kritta (17’ st Urso); Duca (17’ st Voltan), Bonaiti; Konaté (24’ st Parker). A disp. Dalmasso, Constant, Furrer, Ferrini, Mihali, Sipos, Anastasini. All. Valente.
ARBITRO: Gemelli di Messina.
AMMONITI: Marrone (L), Perini (A).
Foto credit: Andrei Eduard Huiala | Calcio Lecco 1912