Un unico grande Istituto comprensivo della Valsassina, nato dalla fusione delle attuali realtà scolastiche di Premana e Cremeno e senza la chiusura dei plessi oggi presenti sul territorio. È il progetto condiviso da 15 Comuni della valle in vista della riorganizzazione della rete scolastica per l’anno 2027/2028.
Un’operazione che punta ad anticipare gli effetti del calo demografico e a garantire nel tempo la presenza e la stabilità della scuola nei piccoli centri e nelle aree montane.
I Consigli comunali di Premana, Cremeno, Barzio, Casargo, Cassina Valsassina, Cortenova, Crandola Valsassina, Introbio, Margno, Moggio, Pagnona, Parlasco, Pasturo, Primaluna e Taceno hanno infatti approvato le rispettive deliberazioni per chiedere l’istituzione del nuovo Istituto comprensivo.
Un unico Istituto comprensivo per la Valsassina
La proposta prevede la fusione degli attuali Istituti comprensivi di Premana e Cremeno in una nuova realtà scolastica destinata a servire buona parte della Valsassina.
L’obiettivo dichiarato è quello di creare una struttura organizzativa sufficientemente solida da garantire stabilità amministrativa, continuità didattica e qualità dell’offerta formativa, mantenendo contemporaneamente la presenza delle scuole nei diversi paesi.
Un aspetto particolarmente importante per un territorio montano caratterizzato da piccoli Comuni, frazioni distanti tra loro e una popolazione scolastica sulla quale iniziano a pesare le conseguenze della diminuzione delle nascite.
Nessuna scuola chiude: sede principale a Cremeno
Il progetto non comporterebbe la chiusura di nessuno degli attuali plessi scolastici presenti nei 15 Comuni coinvolti.
La nuova organizzazione avrebbe sede principale e dirigenza scolastica stabile a Cremeno, mentre a Premana verrebbero mantenute la segreteria e la succursale.
È proprio questo uno degli elementi centrali dell’intesa raggiunta dalle amministrazioni: procedere con il dimensionamento scolastico senza impoverire la presenza della scuola sul territorio e cercando, al contrario, di garantirne la sostenibilità nel lungo periodo.
Il calo demografico cambia la geografia delle scuole
La scelta dei Comuni si inserisce nel percorso avviato da Regione Lombardia per l’organizzazione della rete scolastica 2027/2028.
Le indicazioni regionali chiedono infatti agli enti locali di programmare per tempo gli assetti delle scuole tenendo conto non soltanto del numero degli studenti, ma anche delle dinamiche demografiche, delle caratteristiche geografiche dei territori, delle esigenze delle famiglie, della logistica e della sostenibilità del sistema scolastico.
Una questione particolarmente delicata nelle zone montane, dove la scuola rappresenta molto più di un semplice servizio: spesso costituisce uno dei principali presidi sociali ed educativi rimasti nei piccoli paesi.
Anche Anci Lombardia aveva invitato nei mesi scorsi le amministrazioni locali ad avviare una riflessione di lungo periodo, soprattutto nelle aree montane e nei Comuni di dimensioni ridotte.
Hofmann: “Anticipare gli effetti del calo demografico”
La Provincia di Lecco ha espresso apprezzamento per il percorso intrapreso congiuntamente dalle amministrazioni della Valsassina.
“Questa proposta nasce dalla volontà di guardare al futuro senza subire passivamente gli effetti del calo demografico, ma provando ad anticiparli con una soluzione condivisa, costruita dal territorio per il territorio”, sottolinea la presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann.

“Unire le forze – aggiunge – significa garantire servizi scolastici solidi e offrire ai ragazzi condizioni migliori per crescere, formarsi e restare legati alla propria comunità”.
Pasquini: «Preservare l’identità valsassinese»
Positivo anche il giudizio del consigliere provinciale delegato all’Istruzione e alla Formazione professionale e sindaco di Casargo, Antonio Leonardo Pasquini, che sottolinea il lavoro svolto dalle amministrazioni locali e in particolare dai Comuni di Premana e Cremeno.
«I sindaci e le Amministrazioni comunali della Valsassina hanno scelto di affrontare con responsabilità e lungimiranza un tema complesso e delicato come quello del dimensionamento scolastico», evidenzia Pasquini.
Il nuovo Istituto comprensivo, spiega, nasce con l’obiettivo di «rafforzare il sistema scolastico della valle senza chiudere alcuno degli attuali plessi presenti nei Comuni coinvolti, preservando l’identità valsassinese».
Ora la decisione passa attraverso la Provincia
Il percorso, tuttavia, non è ancora concluso. La Provincia di Lecco, competente per l’adozione del Piano provinciale di dimensionamento della rete scolastica, ha ricevuto le deliberazioni approvate dai 15 Comuni.
La proposta si trova ora in fase istruttoria e dovrà essere esaminata sulla base delle indicazioni regionali e attraverso il confronto con i soggetti interessati.
Il calendario prevede una scadenza precisa: il Piano provinciale di organizzazione della rete scolastica e dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2027/2028 dovrà essere adottato e trasmesso a Regione Lombardia entro il 16 ottobre 2026.
Se il percorso arriverà a compimento, dal 2027/2028 la Valsassina potrebbe dunque presentarsi con un unico Istituto comprensivo al posto degli attuali istituti di Premana e Cremeno, mantenendo però aperta e distribuita sul territorio la rete dei plessi scolastici.