un anno di cura e ricerca

La Nostra Famiglia di Bosisio Parini: in un anno 1.650 ricoveri, 6.977 persone in riabilitazione e 214 studenti

Un anno di cura, ricerca e innovazione all’IRCCS Eugenio Medea: il Bilancio di Missione racconta l’impegno per bambini e ragazzi e la fiducia delle famiglie, con il 97% dei genitori soddisfatto dei servizi.

La Nostra Famiglia di Bosisio Parini: in un anno 1.650 ricoveri, 6.977 persone in riabilitazione e 214 studenti

23.257 bambini e ragazzi accolti in un anno, 2.394 operatori, 106 ricercatori e 167 progetti di ricerca. Sono alcuni dei numeri che raccontano il 2025 dell’Associazione La Nostra Famiglia, raccolti nel nuovo Bilancio di Missione, online, che restituisce la fotografia di un’attività fatta di assistenza, riabilitazione, ricerca scientifica e innovazione.

Al centro del racconto c’è anche Bosisio Parini, sede dell’IRCCS Eugenio Medea, sezione scientifica dell’Associazione e uno dei principali poli italiani dedicati alla cura e alla ricerca in ambito neuropsichiatrico e riabilitativo dell’età evolutiva.

«I numeri ci sono e parlano chiaro, ma il nostro Bilancio è soprattutto un documento di persone», sottolinea la presidente dell’Associazione La Nostra Famiglia, Luisa Minoli. «Sono bambine e bambini che hanno imparato a camminare, a comunicare, a scoprire il mondo con strumenti nuovi, famiglie che hanno trovato un luogo in cui non sentirsi sole, medici, infermieri, operatori della riabilitazione, psicologi e ricercatori che non smettono di fare domande perché sanno che ogni risposta può cambiare una vita».

La Nostra Famiglia di Bosisio Parini: in un anno 1.650 ricoveri, 6.977 persone in riabilitazione e 214 studenti

Nel 2025 l’IRCCS Eugenio Medea ha continuato a sviluppare il proprio lavoro mettendo in relazione attività clinica, riabilitazione e ricerca scientifica. In Lombardia sono stati 1.650 i bambini e ragazzi ricoverati presso l’IRCCS Eugenio Medea, mentre 6.977 persone sono state prese in carico nei Centri di Riabilitazione dell’Associazione.

Un’attività che si inserisce in una realtà più ampia: nelle 28 sedi presenti in Italia, nel corso dell’anno sono state accolte 19.789 persone nei Centri di Riabilitazione, mentre 3.468 bambini e ragazzi sono stati ricoverati nelle Unità Operative Cliniche per patologie neurologiche e neuromotorie, disturbi cognitivi e neuropsicologici, disturbi emozionali e psicosi infantili o per le conseguenze di traumi cerebrali e patologie del sistema nervoso centrale.

La ricerca guarda al futuro

La dimensione scientifica rappresenta uno dei tratti distintivi di Medea. Nel 2025 sono stati realizzati 167 progetti di ricerca, che hanno portato a 141 pubblicazioni su riviste indicizzate, con la partecipazione dell’IRCCS alle principali reti nazionali e internazionali.

Tra i progetti sviluppati a Bosisio Parini c’è SeleggoTest, una procedura automatizzata ideata dai ricercatori dell’IRCCS Medea in collaborazione con i Lions italiani. L’obiettivo è individuare i parametri visivi e uditivi più adatti al singolo studente con difficoltà di lettura, mettendo la tecnologia al servizio di un approccio sempre più personalizzato.

È un esempio concreto di come la ricerca possa tradursi in strumenti destinati alla vita quotidiana di bambini e ragazzi: non soltanto nuovi risultati scientifici, dunque, ma soluzioni capaci di incidere sui percorsi educativi, riabilitativi e di autonomia.

Il giudizio delle famiglie: «Qui ci sentiamo a casa»

A dare valore ai numeri sono anche le parole delle famiglie. Secondo i questionari raccolti dall’Associazione, il 97% dei genitori si dichiara soddisfatto dei servizi offerti.

Una testimonianza particolarmente significativa arriva proprio da Bosisio Parini. È quella della mamma di Salvatore, arrivata con il figlio dopo un intervento a Catania e un percorso di chemioterapia a Milano per un tumore maligno del sistema nervoso centrale.

«Qui ci sentiamo a casa anche se siamo a centinaia di chilometri dalla nostra», racconta la mamma, descrivendo un ambiente nel quale il figlio è seguito da persone competenti che «credono nelle capacità di Salvatore, lo spronano e lo fanno sentire importante».

Una frase che sintetizza la filosofia dell’Associazione: la presa in carico non riguarda soltanto la patologia o la disabilità, ma coinvolge il bambino, il ragazzo e la sua famiglia.

Formazione e futuro: 214 studenti in Lombardia

Accanto alla cura e alla ricerca c’è anche la formazione dei professionisti. In Lombardia sono 214 gli studenti iscritti ai corsi di laurea, a conferma del ruolo dell’Associazione anche nella preparazione delle figure professionali che opereranno nei settori della riabilitazione, della salute e dell’educazione.

Il patrimonio complessivo dell’Associazione conta 2.394 operatori e 106 ricercatori, una comunità professionale che lavora lungo tutta la filiera: dalla valutazione clinica alla riabilitazione, dalla ricerca alla formazione.

Un impegno sostenuto anche dalla comunità

Nel 2025 la raccolta fondi ha raggiunto 2 milioni e 809 mila euro, grazie al sostegno di aziende, privati, enti e fondazioni. Risorse destinate ai progetti e alle attività dei Centri.

Anche il 5×1000 conferma la fiducia dei cittadini: La Nostra Famiglia si è collocata al 59° posto nella classifica generale, nella “top 60” delle organizzazioni, in una graduatoria che comprende oltre 95mila realtà.

In Lombardia il contributo del 5×1000 è stato di 272.335,68 euro.

Una responsabilità che viene da lontano

Dietro le cifre del Bilancio di Missione resta quindi una parola: responsabilità. Quella verso bambini e ragazzi affidati alle cure dell’Associazione e verso le loro famiglie.

«I genitori ci affidano il loro bene più prezioso», conclude Luisa Minoli. «Per questo noi proseguiamo nel nostro impegno e continuiamo a sentirci responsabili di questi bambini, così come ci ha chiesto il nostro Fondatore Beato Luigi Monza 80 anni fa».

A Bosisio Parini, dove cura, riabilitazione, ricerca e formazione si incontrano, questa responsabilità prende forma ogni giorno. I numeri del 2025 raccontano la dimensione dell’impegno; le storie delle famiglie ne raccontano invece il significato più profondo.