proposta di legge

Fine vita, a Lecco 1.201 firme per «Liberi Subito»: raccolta in 67 Comuni

In provincia raccolte 1.171 firme attraverso 14 tavoli. Nel solo capoluogo sono state 729. La proposta di legge è stata depositata in Consiglio regionale

Fine vita, a Lecco 1.201 firme per «Liberi Subito»: raccolta in 67 Comuni

Sono 1.201 le persone residenti in provincia di Lecco che hanno firmato per «Liberi Subito», la proposta di legge regionale di iniziativa popolare sul fine vita promossa dall’Associazione Luca Coscioni e depositata oggi in Consiglio regionale della Lombardia. Complessivamente, in Lombardia, le firme raccolte sono state 17.384.

Nel Lecchese sono state raccolte 1.171 firme attraverso 14 tavoli, con una partecipazione che ha coinvolto 67 Comuni sugli 84 della provincia, pari all’80% del territorio. Il dato più significativo arriva dal capoluogo, dove sono state raccolte 729 firme. Seguono Missaglia con 204 e Merate con 94.

Fine vita, a Lecco 1.201 firme per «Liberi Subito»: raccolta in 67 Comuni

Alla campagna hanno aderito anche amministratori locali e rappresentanti istituzionali, tra cui il consigliere regionale GianMario Fragomeli, il consigliere provinciale Paolo Lanfranchi e consiglieri comunali di Lecco, Paderno d’Adda, Merate ed Ello.

La proposta di legge interviene sull’organizzazione del Servizio sanitario regionale, nel rispetto delle competenze delle Regioni e di quanto stabilito dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale. L’obiettivo è definire procedure e tempi per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, evitando ritardi ingiustificati.

Il percorso della proposta in Lombardia era già iniziato negli anni scorsi. Nel gennaio 2024 erano state raccolte e depositate 8.181 firme, ma nel novembre dello stesso anno l’iniziativa era stata bloccata in Aula con l’approvazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità, fondata sull’interpretazione secondo cui la materia sarebbe stata di competenza esclusiva dello Stato.

Un passaggio successivo è arrivato nel 2025 con la sentenza 204 della Corte costituzionale, relativa all’analoga legge della Toscana. Secondo i promotori, la pronuncia ha chiarito la possibilità per le Regioni di intervenire sul piano organizzativo per rendere effettivi diritti già riconosciuti dalla Consulta.

Nel 2026 l’Associazione Luca Coscioni ha quindi avviato una nuova raccolta firme, sulla base delle più recenti indicazioni della Corte costituzionale.

«Dalle 17.000 persone che hanno firmato arriva un aiuto importante al Consiglio regionale della Lombardia per affrontare finalmente un tema che è presente nella società, ma che spaventa i partiti. Nel dare atto alla Giunta Fontana e all’ Assessore Bertolaso di essersi assunti la responsabilità di fornire risposte ai malati e indicazioni chiare alle aziende sanitarie, riteniamo fondamentale stabilire norme che non dipendano dalla apertura e sensibilità di chi attualmente governa la Lombardia, ma divengano un patrimonio stabile di regole chiare e condivise, a beneficio e garanzia sia delle persone che soffrono che dei medici operatori sanitari. Essendo stata confermata dalla Corte costituzionale la piena competenza delle Regione nell’organizzazione sanitaria dell’aiuto medico alla morte volontaria, ci auguriamo che pretesti e alibi, che aveva portato a una prima dichiarazione di incompetenza da parte del Consiglio regionale siano ormai venuti a cadere e si possa procedere a un dibattito e a una decisione libera da pregiudizi e ostruzionismi», dichiarano Cristiana Zerosi e Marco Cappato, a nome dell’Associazione Luca Coscioni e del Comitato promotore della legge «Liberi Subito» in Lombardia.

Ora la proposta dovrà affrontare i prossimi passaggi dell’iter regionale. Entro 15 giorni dal deposito, prorogabili di altri 10, è previsto il parere di ammissibilità da parte dell’Ufficio di Presidenza. Se il testo sarà dichiarato ammissibile, il presidente del Consiglio regionale ne disporrà l’assegnazione alla commissione consiliare competente.

Al termine dell’esame in Commissione, la proposta passerà quindi all’Aula per la discussione e il voto. In ogni caso, anche qualora l’esame in Commissione non sia terminato, la proposta dovrà essere assegnata all’Aula entro 9 mesi dall’assegnazione alla commissione competente.