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Consultori familiari, 51 anni di storia e nuove sfide

«Fondamentale integrarli nella rete territoriale»

Consultori familiari, 51 anni di storia e nuove sfide
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Cinquantun anni di storia, un ruolo consolidato accanto alle persone e alle famiglie e nuove sfide da affrontare in una società in continua trasformazione. I consultori familiari guardano al futuro senza perdere di vista le proprie radici, puntando sull’integrazione tra professionisti e servizi del territorio. È stato questo il filo conduttore del convegno «Radici e Visioni: consultori tra storia e innovazione», che si è svolto ieri,  giovedì 22 ottobre 2026 all’ospedale Manzoni di Lecco  promosso da Ats Brianza.

Consultori familiari, 51 anni di storia e nuove sfide

L’incontro ha rappresentato un’occasione per ripercorrere l’evoluzione dei consultori e riflettere sulle risposte da mettere in campo di fronte ai bisogni, sempre più articolati, delle famiglie e delle nuove generazioni. Al centro del confronto, la capacità di lavorare in modo multiprofessionale e di rafforzare i collegamenti con gli altri servizi sociosanitari e sociali.

«I consultori hanno rappresentato e continuano a rappresentare un punto di riferimento importante per le persone e le famiglie», sottolinea Paola Palmieri, direttore generale di Ats Brianza. «Oggi è fondamentale proseguire nel percorso di integrazione dei consultori all’interno delle Case di Comunità e, più in generale, nella rete dei servizi territoriali. È attraverso la collaborazione tra professionisti e servizi che possiamo rendere più semplice l’accesso e offrire risposte sempre più vicine ai bisogni delle persone. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione di questa giornata e i professionisti che quotidianamente lavorano nei consultori, mettendo a disposizione competenze ed esperienza».

La collaborazione tra le diverse professionalità è anche uno degli elementi distintivi del modello consultoriale, come evidenziato da Antonio Colaianni, direttore sociosanitario di Ats Brianza. «I consultori, grazie a interventi integrati e multiprofessionali, sono stati in grado nel tempo di accogliere i bisogni delle persone e di fornire risposte concrete. La prossimità dei servizi, l’integrazione multiprofessionale rappresenta un modello di riferimento che ha anticipato lo sviluppo di tutte le unità d’offerta sociosanitarie territoriali. Il valore aggiunto del modello è l’attività in Rete con i servizi sanitari, Case di comunità, Servizi sociali e Associazioni del Terzo Settore. La Rete richiede cura e manutenzione, attività che consideriamo nell’ambito delle competenze istituzionali di ATS. Oggi ci troviamo di fronte a nuove sfide e a nuove problematiche della popolazione, alle quali i professionisti dei consultori sono chiamati a dare risposta attraverso il modello integrato e multiprofessionale».

Nel corso del convegno, Fabio Muscionico, direttore del Dipartimento della Programmazione per l’Integrazione delle prestazioni sociosanitarie con quelle sociali (Pipss), ha ripercorso i 51 anni di storia dei consultori, mettendo in evidenza il legame tra l’evoluzione di questi servizi e i cambiamenti che hanno interessato la società, in particolare la struttura e le esigenze delle famiglie.

Una storia che oggi impone di continuare a rinnovare strumenti e modalità di intervento, mantenendo al centro l’ascolto e la capacità di riconoscere tempestivamente i bisogni emergenti. I consultori sono chiamati, infatti, a confrontarsi con problematiche nuove, valorizzando le competenze maturate nel tempo e consolidando la collaborazione con gli altri soggetti della rete territoriale.

Il convegno ha così messo in dialogo le «radici», rappresentate dal patrimonio di esperienze e professionalità costruito in oltre mezzo secolo, e le «visioni», legate alla necessità di innovare per rispondere ai cambiamenti sociali.

Per Ats Brianza la direzione è quella di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra servizi sanitari, Case di Comunità, servizi sociali e realtà del Terzo settore, valorizzando il ruolo dei consultori come presidi di prossimità. L’obiettivo è garantire servizi sempre più accessibili e integrati, capaci di accompagnare le persone e le famiglie nelle diverse fasi della vita.