Le unità d’offerta sociali, per definizione e per caratteristiche strutturali e organizzative, non erogano prestazioni sanitarie, nel rispetto dei requisiti di autorizzazione. Esiste tuttavia un sottile confine tra bisogni socio-assistenziali e bisogni sanitari di lieve complessità. Su questa consapevolezza Antonio Colaianni, Direttore Sociosanitario di ATS Brianza, sta promuovendo fin dall’inizio del suo mandato un’evoluzione del sistema d’offerta per risolvere una criticità sempre più sentita: garantire agli utenti e ai residenti delle strutture sociali una risposta ai bisogni sanitari più semplici, come l’assunzione di farmaci o le medicazioni, che rappresentano la casistica più frequente e possono mettere in difficoltà l’intera rete sociale e, di riflesso, il sistema sociosanitario e sanitario.
Per individuare soluzioni nel rispetto delle normative vigenti e delle competenze professionali previste dai requisiti di autorizzazione, ATS Brianza ha avviato un percorso di confronto e coprogettazione con i principali attori della rete territoriale della disabilità. L’obiettivo è definire modalità organizzative condivise tra ATS, ASST ed Enti gestori per costruire un modello capace di garantire una risposta ai bisogni complessivi, compresi quelli sanitari di lieve complessità, delle persone accolte nelle Comunità Alloggio Disabili (CAD) e nei Centri Socio Educativi (CSE).
L’iniziativa rientra nelle attività previste dalla DGR XII/5589 del 30 dicembre 2025, che dispone la raccolta sistematica delle informazioni sui bisogni sanitari delle persone con disabilità e lo sviluppo di interventi di comunità finalizzati a rafforzare l’integrazione tra servizi sanitari, sociosanitari e sociali.
ATS Brianza rivoluziona l’assistenza: nasce il nuovo modello per i servizi dedicati alla disabilità
Il percorso prende avvio dalle proposte raccolte da ATS e dal lavoro in corso a livello regionale per individuare soluzioni condivise e concrete, valorizzando il ruolo della rete territoriale e dei servizi di prossimità. L’obiettivo è favorire modelli organizzativi flessibili, appropriati e sostenibili, capaci di garantire una presa in carico integrata, continuativa e personalizzata, riducendo il rischio di frammentazione degli interventi e rafforzando il raccordo tra strutture sociali, servizi territoriali e Cure Primarie.
Con questo obiettivo si sono svolti i primi due tavoli di lavoro territoriali: il 9 luglio 2026 nella sede di ATS Brianza a Monza, dedicato alle Comunità Alloggio Disabili, e il 14 luglio 2026 nella sede ATS Brianza di Lecco, dedicato ai Centri Socio Educativi.
Ai primi incontri hanno partecipato rappresentanti di ATS Brianza, ASST Brianza, ASST Lecco e degli Enti gestori delle CAD e dei CSE delle province di Monza Brianza e Lecco, avviando un confronto strutturato sulle modalità di rilevazione e valutazione dei bisogni e sulle relative soluzioni operative.
Durante gli incontri è stato presentato il modello che guiderà il percorso. Il progetto prevede una fase iniziale di rilevazione dei bisogni sanitari da parte delle strutture, dei caregiver, dei medici di cure primarie e dei servizi sociali, seguita da una prima qualificazione del bisogno in base al livello di complessità degli utenti e dei residenti.
Per le situazioni a bassa complessità il modello valorizzerà l’accesso programmato ai servizi delle Case di Comunità e della rete territoriale; per i casi che richiedono una presa in carico più articolata sarà invece prevista l’attivazione delle Équipe di Valutazione Multidimensionale (EVM) operanti nelle ASST, attraverso la definizione di progetti individuali condivisi e monitorati nel tempo. In questa fase sarà fondamentale anche il contributo dei Servizi sociali dei Comuni per garantire una reale integrazione degli interventi.
Particolare attenzione è stata dedicata al raccordo con i Medici di Assistenza Primaria e i Pediatri di Libera Scelta, alla formazione degli operatori e al coinvolgimento dei caregiver, con l’obiettivo di assicurare maggiore sicurezza, appropriatezza e continuità assistenziale.
Il percorso sarà accompagnato da un sistema di monitoraggio basato su indicatori di processo, esito e qualità, che consentirà di valutare l’efficacia delle soluzioni adottate e di orientare eventuali azioni di miglioramento. Tra gli obiettivi figurano il rafforzamento della presa in carico integrata, il miglioramento della continuità assistenziale e la riduzione degli accessi impropri ai servizi di emergenza. Una volta definite le procedure operative di collegamento tra Enti gestori e servizi territoriali delle ASST, il modello sarà completato con il contributo dei referenti delle Cure Primarie e dei Servizi sociali dei Comuni, così da consolidare l’integrazione dei servizi.
«Questo percorso rappresenta un’importante occasione di ascolto e confronto tra tutti i soggetti coinvolti nella presa in carico delle persone con disabilità. L’obiettivo è costruire, attraverso un lavoro condiviso, modelli organizzativi in grado di intercettare precocemente i bisogni sanitari, favorire risposte integrate e garantire percorsi assistenziali appropriati e sostenibili. La collaborazione tra ATS, ASST, Enti gestori e Servizi sociali costituisce un elemento fondamentale per rafforzare la continuità tra dimensione sanitaria, sociosanitaria e sociale, ponendo sempre al centro la persona e il suo progetto di vita», dichiara Antonio Colaianni, Direttore Sociosanitario di ATS Brianza.
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori incontri territoriali e momenti di restituzione e confronto, finalizzati alla definizione condivisa delle procedure e degli strumenti operativi per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle persone con disabilità accolte nei servizi del territorio.
Il modello, nato per i servizi dedicati alla disabilità, potrà in futuro essere esteso all’intera rete dell’offerta sociale, con particolare attenzione ai servizi rivolti agli anziani.