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Valsecchi: "Come fa il Pd a non vergognarsi"

L'ex assessore strenuo alfiere dell'operato di Virginio Brivio. Inesorabile contro Gattinoni e i suoi: "Ci state indebitando per comprare un monolite di marmo e farci l'ufficio bello "

Valsecchi: "Come fa il Pd a non vergognarsi"
Politica Lecco e dintorni, 03 Novembre 2021 ore 16:35

Corrado Valsecchi, unico consigliere di Appello, forza oggi d'opposizione ma fino a un anno fa saldamente coalizzata al Pd sotto l'egida del sindaco Virginio Brivio, ha aperto il dibattito di ieri sera, martedì 2 novembre 2021, e ci è andato giù duro, un colpo sopra l'altro. Un "intervento squisitamente politico" il suo, che ha fatto seguito alla disamina di carattere un po' più tecnico esposta in commissione la settimana scorsa.

Valsecchi ultimo alfiere di Brivio

Primo rilievo, non inedito, mosso a Gattinoni e ai suoi, quello di non aver mai neppure accennato "ad un eventuale cambio di destinazione del nuovo Municipio rispetto all'immobile individuato nella precedente consiliatura che aveva trovato il plauso unanime dei consiglieri di maggioranza e opposizione". "Caro Sindaco, se lei avesse messo nel suo programma la cancellazione di un lavoro costato la fatica di tanti amministratori di diversi livelli istituzionali, di decine tra dirigenti e funzionari pubblici, se avesse solamente palesato la possibilità di alienare un edificio di 6. 000 mq appena acquistato, Appello per Lecco non l'avrebbe mai sostenuta, né con l'endorsement e tantomeno con il voto nella fase del ballottaggio. Oggi starebbe con uno sparuto gruppo di consiglieri sui banchi della minoranza consiliare" il primo schiaffo con rivendicazione  annessa.

Valsecchi, che il "cambio di passo" non l'ha mai digerito, non si aspettava proprio il cambio di rotta. E infatti "in questi 12 mesi non le abbiamo mai fatto mancare il voto a favore sia sui progetti portati in dote dalla precedente amministrazione, sia su alcune aperture di credito di progetti impostati dalla vostra coalizione" ha lamentato a posteriori l'ex assessore. Che ormai, con l'uscita di scena di Francesca Bonacina, resta davvero ultimo alfiere dei meriti della Giunta Brivio.

La nuova operazione: un "gioco d'azzardo" che porta disgrazie

Valsecchi ha lanciato il suo monito al Consiglio: "L'operazione che vi apprestate a fare non è altro che un gioco d'azzardo, condizionato probabilmente da relazioni recenti e pericolose, che rischiano di impantanare per anni l'attività amministrativa del Comune, di congelare lo status quo relativo alle condizioni di lavoro dei dipendenti, di incrinare ulteriormente i rapporti con i diversi livelli istituzionali, nonché di mettere a rischio inconsapevoli e giovani consiglieri comunali che non hanno ancora gli strumenti per comprendere a fondo le responsabilità alle quali saranno chiamati inevitabilmente a rispondere. Un gioco d'azzardo che rischia di costare caro alla collettività e ai contribuenti".

"Mi rivolgerò alle autorità competenti"

Valsecchi ha quindi annunciato che si rivolgerà alle autorità competenti, depositando una memoria in autotutela. Quindi ha esplicitamente accusato Gattinoni e i suoi di aver chiamato il Consiglio a votare  una delibera che in realtà "ha già un percorso costruito". A riprova ha citato le dichiarazioni ai giornali del segretario dem Alfredo Marelli e del capogruppo della Sinistra Cambia Lecco Alberto Anghileri. "Sia chiaro che noi non vogliamo far del male a nessuno, vogliamo, come sempre, solo il bene della città - ha aggiunto - Ma non v'è chi non veda  nella vostra operazione una strada già delineata, avvenuta non alla luce del sole, ma con incontri riservati, per non dire clandestini, finalizzati ad assecondare interessi di carattere privatistico che rischiano di mettere nei guai consiglieri ignari e dipendenti pubblici che dovranno assecondare gli orientamenti dell'esecutivo". Tutto questo disperdendo "il grande contributo di valorizzazione del patrimonio pubblico, promosso attraverso una azione trasparente e condivisa" (quella di Brivio), per velleità (quelle di Gattinoni) che portano dritte dritte al delirio di onnipotenza".

L'abiura a Brivio: "Ma come fa il Pd a non vergognarsi?"

Valsecchi ha quindi interpellato il Pd, chiedendo a brutto muso "come  faccia a non vergognarsi" per aver abiurato a Virginio Brivio. Come fanno "le persone alle quali Brivio ha dato la possibilità in campo politico amministrativo di affermarsi in questi anni a non vergognarsi". Poco dopo le ha citate una ad una: " Vorrei tanto sapere  perché Simona Piazza, Francesca Bonacina, Roberto Nigriello, Clara Fusi, Anna Sanseverino abbiano stravolto la loro idea. Nigriello ci ha detto in commissione che solo gli stolti non cambiano idea… Beh si può cambiare idea a fronte di dati oggettivi che ora  nessuno di voi è stato in grado di argomentare. Sappiamo solo che state togliendo dal piano alienazione un immobile (palazzo Sassi, in vendita ma tuttora invenduto per 3,5 milioni di euro, ndr) che vi aveva visti tra i più accesi sostenitori di quella scelta".

Il nome Bpl non si può dire, ma Marelli e Anghileri hanno parlato

Valsecchi ha definito "nebulosa"  l'opzione di Mauro Gattinoni, alternativa a quella chiara e trasparente già incardinata dal predecessore Brivio. "Non si possono nominare sedi alternative, si rischierebbe di non seguire formalmente una procedura trasparente e corretta sul piano etico, peccato che politicamente sia il segretario cittadino del Pd che alcune forze di maggioranza abbiano già rotto le uova nel paniere, svelando l’obiettivo finale ovvero quello di acquisire l’immobile dell’ex Banca Popolare di Lecco.

Le argomentazioni di Pietrobelli? "Deboli e risibili"

Valsecchi ha quindi respinto come "deboli" le giustificazioni tecniche addotte dall’assessore Roberto Pietrobelli per giustificare il cambio di rotta. "Non si può pensare che le opinioni di un assessore, per altro senza particolari cognizioni di causa sull'argomento, possano minare la solidità e la professionalità di un progetto redatto dall’unità operativa del Politecnico di Milano. Con argomentazioni fra l'altro risibili come quelle sul piano interrato dell'ex sede del Politecnico che fino a qualche anno fa ospitava aule didattiche e financo una biblioteca. A Pietrobelli, in chiusura di intervento, Valsecchi ha anche rivolto una domanda precisa: "Da quale perizia o diagnostica si può evincere il costo di 7 o 8 milioni per la sistemazione della parte nobile di palazzo Bovara. O anche questo è frutto di una azzardata approssimazione contabile?".

"Scelta maturata nelle segrete stanze, alle spalle dei consiglieri"

Nella  chiosa l'ex assessore non taciuto pesanti allusioni: "Non capisco inoltre perché nascondere tale scelta, maturata alcuni mesi fa. Perché comunicarla solo nelle ultime settimane ai consiglieri di maggioranza e solo da pochi giorni ufficialmente anche a noi consiglieri di minoranza. Questo è avere rispetto delle prerogative del Consiglio Comunale? Non prendeteci in giro: la maggior parte di noi consiglieri di minoranza è in politica da molti più anni di tutti voi ed è semplicemente ovvio pensare che ci sia un motivo altro per il quale imporre una decisione di tale portata, bruciando tutti i tempi, infischiandosene dei pareri tecnici dei dirigenti, rischiando voi dell'Esecutivo in prima persona e facendo rischiare in prima persona tutti i consiglieri di maggioranza che voteranno a favore a questa delibera di Consiglio Comunale".

Valsecchi: "Ci indebitate 15 anni per un monolite di pietra e marmo"

E ancora: "Non mi si venga a raccontare che si tratta esclusivamente di una decisione politica coraggiosa, perché mi sono letto tutti gli atti, le perplessità messe nero su bianco dal signor segretario e dai nostri dirigenti: di fatto ci state proponendo di indebitare per i prossimi 10/15 anni il Comune, riducendo significativamente la capacità di spesa in titolo primo che tradotto vuol dire rinunciare a impegni di spesa corrente per il welfare e per le attività non secondarie del Comune. Ci state proponendo di indebolire la solidità economica del Comune, dopo averla resa virtuosa attraverso 10 anni di politiche di risanamento del bilancio. Ci precludere la possibilità di investire, la possibilità di governare per i futuri Sindaci a causa di un indebitamento che ingessa la capacità di spesa per acquistare un enorme monolite di pietra e marmo.

Non è mancato il pensiero ai dipendenti comunali e ai cittadini "che vedevano la luce a portata di mano con il trasferimento in via Marco d'Oggiono e invece ripiombano ancora in un limbo di incertezze, consolidando le insicurezze sul proprio futuro e dovendo temere, a ragion veduta, per la loro incolumità personale". "Su questo punto ci piacerebbe anche capire il grado di coinvolgimento che avete prodotto nell'informare I rappresentanti sindacali del Comune e i RLS, relazioni che erano state promosse prima e durante l'acquisto dell'ex Poli".

"State rovinando i rapporti politici al vostro interno"

Poi il pronostico che si è plasticamente evidenziato con l'uscita dall'aula consiliare della presidente Francesca Bonacina. La quale oggi, mercoledì 3 novembre,  ha pure rassegnato le dimissioni.   "State buttando alle ortiche con questo provvedimento 4 anni di duro lavoro, state rovinando rapporti politici anche al vostro interno che si consumeranno, piano piano, inesorabilmente".  Più una serie di altre defaillances: "Dimostrate per l'ennesima volta di non avere a cuore il senso della comunità dialogante (altro che comunità educante); mostrate con arroganza di non avere rispetto dei rappresentanti dei cittadini che, forse è meglio ripeterlo, pur stando in minoranza rappresentano la maggioranza della comunità che si è recata alle urne; scavate un ulteriore fosso con le istituzioni che hanno contribuito a formare il precedente accordo sul trasferimento del municipio".

"Il Pnrr non serve a fare l'ufficio bello al sindaco"

"Francamente vi state imbarcando in una avventura scommettendo su qualcosa che ancora non c'è il PNRR che sono comunque risorse economiche che dovrebbero servire per creare ricchezza e sviluppo di una comunità e non per fare belli gli uffici di Sindaco e assessori" l'affondo finale sulle fonti di finanziamento. "Vede, signor Sindaco, non è sufficiente frequentare Preti, Monsignori e andare all'oratorio per avere il senso della comunità, quella si conquista con il dialogo e con gli atti che quotidianamente si compiono nell'esercizio del proprio mandato. E Lei è un anno che governa, per modo di dire, la città, finora ha vissuto della rendita che Le abbiamo lasciato. Se questa è la Sua prima iniziativa per marcare il Suo progetto ci ripensi, è ancora in tempo, perché non sta alienando un immobile appena acquistato, sta alienandosi rapporti politici anche per il futuro e entrando in un vicolo cieco dove le incognite sono tante e le certezze molto poche".