Non solo rifiuti

Statuto Silea, Lecco approva la modifica “per un futuro dopo il forno”

Contrarie le minoranze che avrebbero voluto un preventivo dibattito in commissione. Bocciata la loro richiesta di rinviare l'ordine del giorno

Statuto Silea, Lecco approva la modifica “per un futuro dopo il forno”
Politica Lecco e dintorni, 01 Dicembre 2020 ore 16:35

Statuto Silea: la maggioranza consigliare del sindaco Mauro Gattinoni non ha accolto la richiesta delle minoranze di rinviare il punto all’ordine del giorno della seduta di ieri sera, lunedì 30 novembre. Il Municipio di Lecco ha così dato mandato al suo primo cittadino di ratificare, nell’assemblea straordinaria degli 88 Comuni soci che si terrà a fine dicembre,  la modifica dell’oggetto sociale della Spa che gestisce il forno inceneritore di Valmadrera insieme al ciclo integrato dei rifiuti.

Statuto Silea: la palla in Consiglio comunale a Lecco

Il testo della variazione statutaria, come ricordato da Gattinoni, era già stato approvato  a fine ottobre dalla stessa Assemblea dei Sindaci, con una delibera di indirizzo strategico. La palla è quindi passata ai Consigli dei singoli Comuni, chiamati in pratica “a prendere o lasciare” senza poter  avanzare eventuali emendamenti che riporterebbero punto e a capo l’iter di approvazione.

Le minoranze consigliari lecchesi hanno votato contro principalmente contestando la chiamata al voto “a scatola chiusa”, senza un preventivo approfondimento nelle commissioni che le avrebbe rese edotte e partecipi delle scelte in gioco. Ma non sono mancati anche i dubbi nel merito della modifica  statutaria  in corso d’opera.

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Modifica dell’oggetto sociale

Modifica che, come detto, riguarda l’oggetto sociale di Silea, di fatto ampliandone l’operatività a quattro ambiti di attività e servizi: la manutenzione del territorio (intesa come gestione del verde pubblico, dei cimiteri, dell’alveo di fiumi e  torrenti, etc); l’amministrazione diretta della bollettazione ai cittadini utenti del servizio di raccolta rifiuti (l’esigenza nasce con l’introduzione del “sacco rosso”, ovvero della “tariffazione puntuale”); il commercio delle materie di prima e seconda generazione, prodotto dal riciclo dei rifiuti; la redazione di studi e progetti in ordine lo sviluppo della cosiddetta economia circolare dei rifiuti.

Bettega: “Variazione di grande sostanza”

“Una variazione di grande sostanza” ha sottolineato Cinzia Bettega, capogruppo della Lega. “Qui si tratta di decidere il futuro di servizi importanti per la comunità. Per questo la modifica statutaria andava prima illustrata nelle commissioni. Stupisce  che Gattinoni, che pure si è tenuto in carico l’assessorato alla sostenibilità, ci presenti il punto all’ordine del giorno di stasera come un semplice passaggio di ratificare, per avvallare ‘correzioni formali necessarie’ e ‘integrazioni’ che consentiranno a Silea di fare qualcosa di più”.

Valsecchi: “Siamo così soddisfatti di Silea?”

Corrado Valsecchi (Appello per Lecco) ha votato contro dopo aver chiesto, invano, la derubricazione del punto. In qualità di “esperto del settore di igiene ambientale” (è stato manager  di Econord), ha contestato l’urgenza di approvare ieri sera la delibera. “Siamo davvero così soddisfatti del servizio fin qua svolto da Silea da volerlo allargare ad altri ambiti?” ha chiesto provocatoriamente. “Silea, già oggi e  legittimamente, per conto di alcuni Comuni fa da stazione appaltante  dei servizi cimiteriali e di manutenzione del verde a società e cooperative sociali terze. Gestendo direttamente questi servizi, Silea toglierebbe lavoro a chi svolge anche una funzione di ammortizzatore sociale”.

Zamperini: “Un danno per le cooperative sociali”

Giacomo Zamperini (Fratelli d’Italia) ha chiamato in causa, a più riprese, Alberto Anghileri, capogruppo di Con la Sinistra Cambia Lecco. “Spero che l’essere passati in maggioranza non vi abbia rammolliti” la provocazione. “Diverse le cooperative sociali, che  qui non sono presenti,  ci hanno chiesto di fare chiarezza su quello che comporterà  per loro questa modifica statutaria di Silea – ha detto l’esponente del Centrodestra lecchese avanzando una mozione d’ordine per il rinvio del punto   – L’Amministrazione comunale deve essere chiara, dire se nei prossimi cinque anni intende  esternalizzare servizi che oggi sono utilizzabili anche in chiave sociale, per realizzare progetti di Welfare a favore di persone fragili e in difficoltà economica”.

Ripamonti: “Due partire diverse, andiamo avanti”

La mozione d’ordine della minoranza non è passata. La maggioranza ha votato compatta per arrivare fino in fondo, approvando poi la modifica statutaria. “Teniamo separata la questione del cambiamento dello Statuto da quello che sarà poi il ragionamento sul futuro piano industriale di Silea, da affrontare e approfondire anche in più di una commissione” l’appello del capogruppo di Fattore Lecco Matteo Ripamonti.  “Sono due partire diverse, se non le teniamo separate non andiamo avanti. Oggi si tratta di consentire alla società  di ampliare con attività complementari il proprio business per restare in piedi. Saranno poi i Comuni soci, con il loro indirizzo politico, a dare a queste nuove possibilità operative un  senso di carattere sociale” ha sottolineato Ripamonti, riferendosi a uno dei punti più contestati della modifica statutaria, ovvero la cancellazione della frase che attribuisce a Silea il compito di promuovere lo sviluppo sociale ed economico del territorio. “Un’antica vestigia del passato –  l’ha definita Mauro Gattinoni  – Silea nel frattempo è diventata una società per azioni e come tale il suo unico interesse è la redditività dei soci azionisti. Ma essendo questi ultimi soggetti pubblici, la promozione dello sviluppo territoriale resta implicita”.

Minuzzo: “Non sapendo convincere, cercate di confondere”

“Troppo facile  dire ‘andiamo avanti’, senza peraltro conoscere quale sia il suo pensiero sul progetto di teleriscaldamento e altre questioni aperte sul tavolo di Silea” ha obiettato Emilio Minuzzo (Lecco merita di più). “Dovremmo forse fidarci ciecamente delle parole del sindaco?” ha provocato. E in dichiarazione di voto ha aggiunto: “Una cosa è avere una visione, un’altra essere visionari. Stasera la maggioranza si sta applicando un vecchio trucco politico: quando non riesci a convincerli, confondili”.

Parolari: “La vera novità è il biogas”

Stefano Parolari  (Lega), ormai la “memoria storica” delle scelte operate su Silea da parte del Comune, ha  ricordato come in realtà Silea svolga già da tempo le attività che le verrebbero consentite dal nuovo Statuto: “La vendita dei materiali riciclabili dal 1995, la vendita dell’energia prodotta dall’impianto inceneritore dal 1988. Una preventiva presentazione in Commissione sarebbe servita a farci capire a che punto siamo arrivati, magari a sapere che la vera novità  è quella della vendita del biometano prodotto dall’impianto di Annone, peraltro con un progetto approvato ormai 3/4 anni fa. La domanda è se vogliamo che Silea faccia da stazione appaltante unica dei nuovi servizi complementari o se vogliamo affidarglieli direttamente”. Insomma, tante le cose che forse i neoinsediati consiglieri comunali ignorano o di cui non si rendono conto. “Tra le altre – ha detto Parolari – con questo nuovo Statuto andiamo a conferire a Silea lo stesso mandato che abbiamo appena dato all’Autorità di Bacino, per la manutenzione degli alvei fluviali”.

Dossi: “Comuni protagonisti dell’economia circolare”

Alessio Dossi, ex assessore all’Ambiente, oggi capogruppo di Ambientalmente, l’anima green della maggioranza, ha invece messo l’accento sull’economia circolare che la svolta statutaria di Silea andrebbe a favorire. “E’ importante che Silea cominci a ragionare su un proprio futuro meno forno-centrico. Questo se non vogliamo che la progressiva diminuzione dei rifiuti indifferenziati nel nostro territorio venga rimpiazzata dall’inceneritore con materiale in arrivo da altre province e regioni. I Comuni devono essere protagonisti dell’economia circolare, anticipare il cambiamento anziché inseguirlo”.

Anghileri: “Bene decidere cosa farà Silea dopo la chiusura del forno”

Analoga l’argomentazione di Alberto Anghileri (Sinistra): “Dobbiamo decidere cosa farà Silea quando il forno verrà chiuso. Positivo pensare a quali servizi potrà svolgere per i Comuni soci”. Riguardo alle preoccupazioni sollevate dalle minoranze riguardo alle cooperative sociali che oggi svolgono questi servizi, impiegando come manodopera soggetti svantaggiati, Anghileri, da ex sindacalista, ha ricordato un’altra verità: “Se oggi per certi lavori si fa ricorso alle cooperative sociali è per risparmiare sui costi di personale , il che comporta a volte anche una riduzione della qualità del servizio”. Anghileri ha però auspicato per il futuro piano industriale un altro metodo di lavoro: “Prima il Consiglio comunale  ne discuta   in commissione,  poi il sindaco porti le nostre proposte nell’assemblea dei soci di Silea, per concertare una mediazione”.

Gattinoni: “A dare gli indirizzi strategici saranno sempre i Comuni”

A chiosa della discussione, l’intervento di Mauro Gattinoni, che ha provato a rassicurare l’assise cittadina. “Una cosa è la gestione, un’altra la governance di Silea: a indicare alla società gli obiettivi strategici saranno sempre i Comuni; a spiegare come si intende declinare operativamente questi indirizzi sarà il Piano industriale che ci verrà presentato da chi ha l’onere di guidare Silea”. Quanto ai servizi complementari: “Lecco ha già in essere appalti con cooperative sociali, taluni sicuramente con valenza di welfare. Per cui escludiamo che questi servizi possano essere direttamente affidati a Silea nel breve. Diverso il discorso per alcuni piccoli comuni che già fanno riferimento a Silea non avendo la struttura e la capacità sufficienti per fare da soli”.

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